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Giovedì, 25 Febbraio 2021
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Ginepri e pini per rigenerare il parco "Punta Pizzo" a Gallipoli

Ginepri e pini per rigenerare il parco "Punta Pizzo" a Gallipoli

Cento piante di ginepro e pino per ripristinare la vegetazione dunale del parco regionale di “Punta Pizzo” a Gallipoli.

L’ingresso in zona gialla della Puglia rimette in movimento la macchina organizzativa degli ambientalisti salentini con la nuova iniziativa ecologica “Piantiamoli qui”, in programma domani mattina lungo il litorale jonico. Promotori della “mission” finalizzata a tutelare l’ecosistema e a contrastare i cambiamenti climatici, i volontari del circolo di Legambiente Gallipoli e dell’associazione giovanile “Muoviamoci”.

“Ritorniamo finalmente all’attivismo ambientale dopo una fase difficile, segnata dalla pandemia – sottolinea il responsabile di Legambiente, Maurizio Manna - che ha limitato l’organizzazione e la partecipazione a questi eventi. Domenica, muniti di mascherina e nel rispetto delle misure sanitarie, a partire dalle 9 del mattino piantumeremo 100 tra ginepri fenici, ginepri coccolone e pino d’aleppo con l’obiettivo di ricostruire la fascia dunale tra il parco naturale di “Punta Pizzo” e la litoranea Gallipoli – Mancaversa, colpita due anni fa da un rovinoso incendio che distrusse oltre 1 chilometro tra macchia mediterranea e vegetazione autoctona”. Incendi e cambiamenti climatici che di fatto negli anni stanno minando la stabilità dell’area. “La natura reclama attenzione – prosegue Maurizio Manna. Agenti atmosferici, eventi meteorologici sempre più impetuosi ed erosione marina mettono a dura prova la nostra costa e la biodiversità dei luoghi, occorre quindi intervenire con azioni mirate necessarie al ripristino dell’habitat originario. La missione è piantumare nelle zone naturali per garantire un più probabile attecchimento delle piante – spiega il responsabile di Legambiente – quindi posizioneremo i ginepri in direzione del mare, mentre il pino sarà piantato al riparo dal vento. L’area protetta dev’essere ricostruita per non correre ulteriori rischi”. Iniziative che richiedono tempo e costanza su un’area vasta in cui Legambiente svolge compiti di monitoraggio e prevenzione dell’habitat e delle specie presenti. “Lavoriamo per il futuro – conclude Manna – con l’auspicio di poter salvaguardare l’ecosistema e garantire un territorio consolidato e rigoglioso alle giovani generazioni”. 

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