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Sabato, 16 Gennaio 2021
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"Chiavi della città" sparite: il mistero finisce in tribunale

"Chiavi della città" sparite: il mistero finisce in tribunale

Il mistero delle “chiavi della città” di Carmiano finisce in tribunale a distanza di oltre sei anni dalle cerimonie di consegna di alcune delle otto realizzate.
A sollevare il caso con decreto ingiuntivo dinanzi al giudice di Pace di Lecce è stato DF. A., legale rappresentante della ditta D.G. Oro snc di Carmiano, che nel 2014 – si legge nel ricorso - “realizzò in conseguenza di un incarico commissionato dall’amministrazione nel marzo di quell’anno, numero 8 chiavi in argento titolo 925% compresi i rilevativi stampi dell’effige del Comune di Carmiano per un costo unitario di 290 euro cadauno, pari alla somma complessiva di euro 2830,40 euro”.
L'atto sarebbe collegato ad una fattura che l’artigiano in data 30 aprile 2014, avrebbe presentato e protocollato presso l’Ente allora guidato dal sindaco Giancarlo Mazzotta. Nello stesso anno seguirono infatti le prime cerimonie di consegna delle chiavi nell’aula consiliare, in occasione dell’attribuzione da parte dell’amministrazione Mazzotta della cittadinanza onoraria all’onorevole Gianni Letta e della civica benemerenza all’artista Antonio Caracuta, deliberata con provvedimento del consiglio comunale n.7 del gennaio 2014. Una terza chiave in argento sarebbe stata consegnata ai rappresentanti dell’arma dei carabinieri e successivamente ritirata per essere destinata altrove. Poi il silenzio. Delle restanti cinque nessuna notizia sino allo scorso 28 dicembre, in cui l’artigiano attraverso l’avvocato Antonio Malerba, si è rivolto in tribunale con il decreto ingiuntivo indirizzato al comune di Carmiano. Atto a cui la commissione prefettizia subentrata a guida dell’Ente dopo lo scioglimento dell’amministrazione per presunte infiltrazioni mafiose, ha deciso di opporsi al pagamento della fattura “atteso che da una ricerca effettuata presso gli uffici non risultano i relativi atti di incarico e impegno di spesa, né è documentata la consegna e la presa in carico della merce suddetta a un determinato ufficio appositamente incaricato”. Decisione che rinvia così la querelle al giudice di Pace di Lecce.
Intanto in paese si discute sulla vicenda. L’ex primo cittadino attraverso il suo entourage si dice pronto a chiarire nelle sedi opportune, mentre sui social giunge l’attacco da parte di #73041. “Chi pagherà se non vi è alcun atto di incarico? - chiede il direttivo dell’associazione a tutela delle economie locali. E’ una vicenda più tragicomica che kafkiana, pretendiamo chiarezza a difesa degli esercenti. “Il mistero delle chiavi” continua nell’ennesima aula di tribunale”.
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