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Giovedì, 20 Giugno 2019
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Crisi della politica

Crisi della politica

Da molti anni si parla di crisi della politica ed ancor più di crisi della rappresentanza politica. Come molti sanno, la nostra Costituzione stabilisce che la sovranità appartiene al popolo, per cui, il potere stesso appartiene al popolo. Tuttavia, in un sistema democratico come il nostro il popolo esercita il potere, quindi, la sovranità, attraverso i suoi rappresentanti eletti democraticamente. Si ha, dunque, che la rappresentanza politica si sostanzia nella trasmissione formale della sovranità tra chi la detiene (popolo) e chi è legittimato da questo ultimo (rappresentante, parlamentare tanto per intenderci) ad esercitarla, attraverso l'azione di comando politico.In buona sostanza, il popolo sovrano elegge i suoi rappresentanti attraverso i quali esercita il potere. Questo ci induce a ritenere che tra il popolo ed i suoi rappresentanti sussiste un forte legame, nel passato essenza della politica, oggi, purtroppo, fortemente in crisi.

Le ragioni che hanno condotto alla crisi della rappresentanza politica sono molteplici. Una fra tutte il sistema elettorale, non in grado di garantire un legame credibile e trasparente tra rappresentante ed elettore; sono sotto gli occhi di tutti gli innumerevoli casi di parlamentari che, in corso d'opera, hanno abbandonato la coalizione o il partito in cui sono stati eletti per aderire ad altri schieramenti politici, ideologicamente all'opposto dei primi. Il sistema elettorale non è la causa, ma una delle cause. Un forte contributo alla crisi della rappresentanza politica viene anche dalle istituzioni sovranazionali (Unione Europea, Banca Centrale Europea). E' indubbio per esempio che con la istituzione della moneta unica e la BCE, l'Italia ha perso la sovranità monetaria, la capacità cioè di coniare moneta in momenti di necessità. Oggi il conio non è più gestito dall'Italia, ma dalla Banca Centrale Europea, la quale detta termini, modi e condizioni per l'indebitamento del singolo Stato. E' questo un aspetto della globalizzazione, altra principale causa della crisi della rappresentanza politica. Un tempo gli stati - nazione avevano il potere di decidere ed una sovranità territoriale (come quella monetaria appunto), oggi duramente posta in crisi dalla globalizzazione, che ha globalizzato il vero potere scavalcando la politica. I governi hanno perso il controllo dei loro paesi, sovrastati dal potere globale della finanza e dell'economia. Oggi Organismi sovranazionali (unione Europea) impongono limiti alla produzione interna, un tempo impensabili; si pensi alle quote latte.

Altra causa, non meno importante, che determina la crisi della rappresentanza politica è da individuarsi nel ruolo dei partiti politici, non più in grado di rappresentare gli interessi degli elettori perché in parlamento si è rafforzata la presenza di gruppi di interesse (lobby), presenti all'interno degli stessi partiti oltre che all'esterno. In parlamento la priorità è rappresentata dall'interesse di pochi (istituti di credito, finanziare, grossi gruppi economico - industriali) a scapito degli interessi sociali e dei più. Oggi il parlamento ed attraverso esso lo Stato, si preoccupano dei grossi colossi bancari, ai quali sono stati elargiti milioni di euro, ma non si preoccupano affatto dei risparmiatori e delle piccole - medie imprese, sempre più vessate e trascurate. Questa è la globalizzazione: non più la piccola bottega. ma la grande distribuzione.

Per alcuni aspetti, forse, si è giunti ad un punto di non ritorno e da euro scettico mi dispiace molto, ma in una buona legge elettorale ci spero ancora, tanto per non ridurre il voto ad una mera passeggiata alle urne, solo se non si ha altro da fare. 

Giovanni Erroi

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