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Lunedì, 20 Maggio 2019
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17 milioni di telespettatori per Trono di Spade

17 milioni di telespettatori per Trono di Spade

Il primo episodio dell’ottava stagione di GOT, doppiato in italiano, è andato in onda lunedì 22 aprile alle 21.15. L’audience è stata all’altezza delle aspettative ma i numeri ufficiali della HBO rispetto alla premiere sono strabilianti: 17.4 milioni di telespettatori su tutte le piattaforme hanno guardato il primo episodio al momento della sua proiezione. Lo hanno fatto in contemporanea con gli Stati Uniti e a quanto pare hanno mandato in tillt HBO.

A serie finita tireremo le somme e cercheremo di capire perché, tra i vari records, questa saga ha ricevuto anche 129 nomination all’Emmy Award (si tratta del più importante premio televisivo internazionale per la categoria TV) ed è diventata a tutti gli effetti l’operazione artistico-commerciale più apprezzata e premiata nella storia.

Intanto occupiamoci del commento del primo episodio. Come vi avevo anticipato,Winterfell (Grande Inverno), il castello degli Stark è il protagonista assoluto della prima (in realtà anche di tutta la seconda puntata) perché diventa il luogo dove si incontrano quasi tutti i personaggi che abbiamo seguito negli intrecci delle loro vite per circa sette stagioni.

L’ episodio si apre con una sorta di dejavu, una citazione per meglio dire: un bambino si intrufola tra la gente e cerca un luogo più adatto per godersi la scena dell’arrivo delle armate capeggiate dalla regal coppia ( nessuno sospetta che siano innamorati tranne Thyrion). Non contento,poi, il bambino sale su un albero e il suo sguardo abbraccia da lontano il paesaggio ormai animato dagli eserciti in movimento. La scena richiama alcune sequenze del primo episodio della prima stagione, quando Arija e Brandon, ragazzini, cercano, ciascuno a modo proprio, un espediente per non perdersi la vista dell’ingresso del re Robert Barethion e del suo seguito, nel castello di Grande Inverno.

Jon e Daenerys a cavallo, vicini, gli immacolati che marciano a passo serrato, Verme Grigio e Missandrei, il popolo del Nord che guarda diffidente, lo stupore e la paura nei volti di Aria e Sansa all’arrivo dei draghi che sorvolano la fortezza, un dialogo divertente tra Tiryon e Varys, ecco le inquadrature che introducono l’ottava stagione. A questi inizi, nell’arco della puntata, seguirà l’ingresso in scena di tutti i personaggi che hanno animato la serie nelle precedenti stagioni, lasciando presagire che, almeno negli episodi iniziali, le scene si svolgeranno all’insegna dei ricongiungimenti, dei chiarimenti( per quello che ho potuto capire anche dalla visione del secondo episodio), dei sentimenti. Intanto però l’inverno è arrivato. Lo si vede chiaramente anche perché molte sono le inquadrature a campo aperto che mostrano neve dappertutto. Lungi da me l’idea di annoiarvi con il commento scena per scena; trovo che sia superfluo, invece vorrei condividere con voi alcune impressioni.

Il primo incontro tra Daenerys e Sansa sembra quasi una piccola dichiarazione di guerra. La regina Targaryen si avvicina alla lady del Nord sfoderando un sorriso, un sorriso che nasconde la felicità di incontrare la famiglia dell’uomo che ama; questo lo trovo evidente, perché non ho avuto la percezione che fosse un gesto solo di cortesia. Di tutto rimando, Sansa, rivela con una mimica facciale inconfondibile, quell’idea che si farà strada anche altrove nel corso dell’episodio: Cersei Lannister, suo malgrado, è stata la sua più grande maestra. Daenerys non piace a Sansa, lo vediamo subito, e io non credo che sia solo per gelosia nei confronti del fratello; penso invece che si tratti di molto di più: la piccola e indifesa Stark che ha subito una vita quasi impossibile da sopportare, è diventata una donna e questa donna, senza dubbio, sa quello che vuole. A darmi conferma dell’evoluzione del personaggio in questo senso sono le parole di Tiryon Lannister. Dopo che la famiglia Stark si è ritrovata, dopo che il consiglio del Nord si è riunito per discutere sulla scelta di Jon di allearsi con Targaryen, dopo l’ingresso nelle scene di tanti altri personaggi minori, l’incontro tra Sansa e Tiryon è illuminante. Il loro matrimonio combinato, seppure non li abbia visti in intimità, ha però consolidato un rapporto di amicizia intimo. I due si conoscono a fondo e mentre Sansa beffeggia Tiryon perchè non crede che sua sorella Cercey manderà un esercito per difendere il castello, il Lannister le dice chiaramente che lei ha fatto molta strada, che è diventata una lady capace. “ Ti hanno sottovalutata in molti e sono quasi tutti morti” frase potente e che, secondo me, troverà nel corso della serie delle inaspettate applicazioni pratiche. In realtà potrebbe anche rimanere lì sospesa, ma io credo che lo sarà solo per il momento, come del resto invita a fare Bran, quando, mentre Daenerys e Sansa continuano a scambiarsi convenevoli per celare la loro ormai divenuta reciproca antipatia, ricevono dal ragazzo il monito di smettere di preoccuparsi delle sciocchezze perché è tempo di unirsi per combattere. Bran inoltre, avvisa tutti che la Barriera è stata distrutta, che il drago di Daenerys è diventato un estraneo, e che la marcia dei non morti verso Grande Inverno è ormai inarrestabile.

Intanto ad Approdo del re, Cersei appare quasi convinta di aver fatto la scelta giusta non unendosi alla guerra contro gli estranei. Più di una volta, nel corso della serie, la regina Lannister ha fatto degli errori di valutazione (basti pensare alla questione Grande Passero) ma ne è sempre uscita quasi illesa. La verità è che ogni sua scelta per mantenersi ancorata al Trono di spade, nel corso delle varie stagioni, l’ha portata a perdere qualcuno che amava. Questa è la volta di Jaime. Ma lei sembra già pronta a consolarsi di ciò, accettando nel suo letto “l’ultimo dei Greigioj con le palle” (citaz.). Il signore delle Isole di Ferro le ha portato in dono una grande flotta e un’armata potente, come promesso, anche se l’assenza degli elefanti, animali che avrebbero potuto apportare un contributo importante alle battaglie, un po’ la infastidisce. Nel corso della puntata accadono altri eventi quasi tutti incorniciati in una sceneggiatura che predilige i dialoghi in interno piuttosto che le scene d’azione. Del resto l’inverno è arrivato, la morte sta arrivando, quale momento migliore per l’uomo, chiunque egli sia, per rivedere le azioni della sua vita e provare a salvare quello che di buono c’è stato? Winterfell si riscalda. Diventa luogo di incontro; un luogo in cui i protagonisti soprattutto maschili si ritrovano trasformati, quasi tutti cambiati in meglio. La vita ha insegnato molto a ciascuno di loro e sentire l’incombenza della morte, li ha resi molto più umani, di quanto non li abbiamo mai visti. Attenzione! Ho detto protagonisti maschili. Ma, come si dice sempre, la donna ne sa una più del diavolo. E qui è evidente. E non per fare un discorso classista ma il rovesciamento dei ruoli è fantastico. Approfondirò in altra sede la psicologia dei personaggi ma è chiaro che i tempi siano proprio cambiati....una volta le donne, pur tramando magnificamente, lasciavano agli uomini il passo del potere. Oggi il Gioco del Trono pare sia un affare tutto vestito di rosa. Sono impaziente di capire dove queste donne ci porteranno!

Tutti pronti allora alla visione del prossimo episodio? Se volete è già disponibile in versione originale su Sky Atlantic. Altrimenti bisognerà aspettare lunedì 29 per vedere la versione doppiata! Vi aspetto nella mia casa virtuale e come sempre...portate le birre!

Emanuela D'Arpa

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