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Giovedì, 20 Giugno 2019
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Nuova impresa sportiva per il runner Dario Della Pace. Il 59enne maratoneta di Copertino, in 28 ore e 54 minuti, correndo per due giorni e una notte no stop, ha portato a termine l’impegnativa ultramaratona da 202,4 km della “Nove Colli”.

Una gara endurance, valida per il campionato italiano IUTA 2019 di Gran Fondo su strada, con partenza sabato scorso alle ore 12 da Cesenatico, e strutturata con 90 km in salita, 78 km in discesa e 34 pianeggianti, per un dislivello complessivo di 3220 metri, che prevede il passaggio dei 9 colli romagnoli, con otto cancelli orari ad eliminazione e tre traguardi: il primo "La Montagna" al km 84 in corrispondenza dello storico quanto ripido colle “Bardotto”, il secondo arrivo intermedio “La Roccia” al km 158 e poi tutto d’un fiato dritti verso il traguardo finale "Uomo d'acciaio" ai 202,4 km da raggiungere entro le 30 ore.

Una prova estrema per il podista salentino, intrapresa in competizione con altri 140 atleti, realizzata in autosufficienza, con grinta e sofferenza ma frutto di tanto allenamento e passione. Quella stessa passione per gli sport estremi che da oltre 7 anni spinge il presidente della “Podistica Copertino” a confrontarsi costantemente con se stesso, per superarne i limiti e migliorare il suo già ricco palmares che vanta all’attivo ben 21 ultramaratone in giro per il mondo.

“E’ stata una sfida impegnativa, tra le più dure al mondo. Abbiamo attraversato paesaggi mozzafiato, superando le tante difficoltà che l’insistente pioggia caduta in Emilia Romagna ci ha riservato sia in partenza che all’arrivo – racconta stremato ma soddisfatto del risultato raggiunto Dario Della Pace. La lunga sfida in solitaria, in autosufficienza, con snack frugali a base di frutta, acqua e integratori, mette a contatto con il proprio corpo e aiuta a riscoprirsi. Correre regala un senso di libertà”.

Ora per Dario Della Pace il meritato riposo e al rientro in Salento, ad attenderlo l’abbraccio dei compagni della “Podistica Copertino”.

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La ventesima giornata del campionato di Serie B2 femminile riserva un banco di prova impegnativo per l’Ecotecnica Copertino che ospita la capolista Castelbellino.

La squadra marchigiana, allenata dall’esperto coach Marco Massaccesi, vanta un organico di categoria superiore ed è la regina indiscussa del girone H con 59 punti frutto di un percorso netto di 19 vittorie in 19 gare giocate con solamente due set persi. Dall’altra parte della rete, la formazione salentina, allenata da coach Enrico Quarta attraversa un buon momento di forma con due successi consecutivi contro Monte San Giusto e soprattutto contro Mesagne, partita in cui il sestetto gialloblu ha disputato una gara perfetta dal punto di vista tecnico e tattico.

Il match, in programma alle ore 18 sul parquet del “PalaFalcone” di Copertino, si prospetta proibitivo ma la fiducia nella formazione di casa è alta: “La vittoria con Mesagne - commenta il capitano della Ecotecnica Copertino, Anna Paola Greco - ha alzato il livello di entusiasmo nella squadra. Oggi affrontiamo Castelbellino, capolista indiscussa del campionato, e cercheremo di disputare una partita al massimo delle nostre potenzialità per provare a mettere in difficoltà una squadra che, sinora, ha perso soli due set in campionato. Il nostro obiettivo, da sempre, è quello di dare il massimo e divertirci, poi tutto il resto è una conseguenza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche coach Quarta: “Ci siamo preparati bene per questa importante partita e faremo di tutto per strappare un risultato positivo”.

In vista del big match, la dirigenza del sodalizio copertinese indice la giornata “Pro Magik” e chiama a raccolta la propria tifoseria: «Con Castelbellino servirà una prestazione perfetta - dichiara la presidente Christine Vernaglione - ma servirà anche l’appoggio del pubblico che nelle sfide casalinghe non è mai mancato e che in questa gara in particolare potrebbe risultare importante. Il nostro obiettivo è quello di lottare alla pari, o almeno provarci, sia in campo che sugli spalti».

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Mercoledì, 06 Febbraio 2019 14:25

La battaglia per la vita di Armando

Una storia di buona sanità giunge dal Salento.

La testimonianza diretta è di Armando Pagano, 35enne di Copertino, marito e padre, che racconta di quanto l’esistenza umana possa essere imprevedibile, tormentata dai momenti difficili della malattia, ma soprattutto rigenerata dalla gioia di una vita nuova grazie alla capacità e umanità di medici, infermieri e operatori sanitari, dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e del polo oncologico “Giovanni Paolo II”.

Un calvario durato circa 18 mesi, che finalmente porta ora l’uomo a intravedere la luce senza viaggi della speranza, nella sua terra tra gli affetti più cari e che riconosce la giusta professionalità ad una sanità locale spesso maltrattata.

“La mia storia medica ha inizio circa 2 anni – rivela Armando Pagano - e sono felice di viverla in Salento, dove ho trovato una “seconda famiglia” composta da una equipe di professionisti capaci e umanamente encomiabili.

Tutto ha avuto inizio da un normale infortunio in casa nel luglio del 2017, da quel momento ho iniziato ad avvertire dolori articolari al petto. I successivi controlli sanitari effettuati dal mio medico curante, il dottore Pando, mi portarono al ricovero al “Vito Fazzi” di Lecce per ulteriori accertamenti clinici. Era il 9 ottobre, ed iniziò così la mia lotta per la vita, racconta l’uomo.

Fui ricoverato nel reparto di Nefrologia, diretto dal dottore Marcello Napoli, e in pochi giorni, dopo molteplici analisi, mi venne diagnosticato il mieloma multiplo, un tumore del midollo osseo. Una diagnosi terribile, che venne comunicata prima a mia moglie Tania e poi a me. La notizia mi fece crollare il mondo addosso, prosegue Armando - io che ero abituato ad essere indipendente, iperattivo tra lavoro, famiglia e palestra, ero costretto a letto con la paura della morte.

In breve tempo, iniziai le cure e poi venni trasferito nel reparto di ematologia del polo oncologico, diretto dal primario Nicola Di Renzo. Un ambiente asettico per prassi, tutto sembrava sigillato – ricorda il giovane padre - i contatti col mondo esterno erano limitati, e in quei 51 giorni di permanenza, lontano da mio figlio Karol, potevo solo vedere mia moglie per un paio di ore al giorno. Psicologicamente accettare i trattamenti di dialisi e chemioterapia, è stata una battaglia durissima. Ero un paziente impaziente. Poi sono iniziati gli interventi. Un primo, l’uno novembre 2017, alla struttura ossea della gamba per stabilizzare il fisico. Poi nel maggio 2018, il primo trapianto autologo di midollo con cellule staminali e dopo un mese finalmente le prime buone notizie. La terapia iniziava a dare i primi esiti sperati, sottolinea Armando. E così, ad ottobre dello stesso anno, ho effettuato un secondo “autotrapianto” di midollo. A distanza di mesi mi sento bene, sono in attesa dei nuovi risultati e seguo un trattamento di consolidamento sanitario che lascia ben sperare.

Ora guardo al futuro fiducioso. Aver ripreso la quotidianità tra gli affetti più cari è già una prima vittoria in questa battaglia per la vita”.

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Un post commosso su facebook rivela la triste storia di Genny, la cagnolina meticca scomparsa da Magliano e trovata morta nelle campagne di Copertino.

I suoi padroni in ansia da settimane, l’attendavano speranzosi a casa. L’hanno cercata in paese, da dove inizialemente è scomparsa lo scorso 31 dicembre, e nelle campagne dei comuni limitrofi. Ma nulla da fare, forse la neve caduta le aveva fatto perdere le tracce di casa. Sino all’altro giorno, quando una chiamata ha spento ogni speranza. Genny, la cagnolina marrone di 8 anni, dalla grande stazza ma docile e abituata a vivere in appartamento con i proprietari, era stata ritrovata morta in un podere tra Copertino, nei dintorni della “Grottella”, e San Pietro in Lama.

Da una prima parziale ricostruzione dei fatti, la povera bestiola, col collarino ancora al collo, era inerme per terra, vittima forse di un colpo di pistola. Il suo corpo, a chi l’ha ritrovata, è sembrato infatti segnato da uno strano foro. Restituita ai padroni, il corpo della sfortuanta cagnolina ha trovato adeguata sepoltura.

Al momento resta difficile comprendere chi si sia reso responsabile di tale atto disumano, previsto come reato dall'art. 544-bis del codice penale ai sensi del quale: «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni».

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Arrestato anche il quarto presunto componente del commando che ha messo in atto la spedizione punitiva alcuni giorni fa a Paolo Panzanaro, 46 enne con precedenti penali, di Veglie, picchiato e ferito nei pressi del casolare di campagna a Copertino.

Si tratta del pregiudicato T.S., 42 enne di Carmiano. I carabinieri della locale stazione, diretti dal luogotenente Gabriele Luperto, lo hanno bloccato in paese ieri pomeriggio e gli hanno notificato il provvedimento di custodia cautelare emesso dal Gip Carlo Cazzella. Il giovane non ha opposto resistenza.

Pare che ad incastrare i quattro componenti (tre di Carmiano e uno di Leverano) accusati di tentato omicidio in concorso, lesioni personali aggravate e detenzione in luogo pubblico di arma da sparo, siano state le immagini impressionate dalle telecamere di videosorveglianza poste sul casolare. Le indagini dei carabinieri della tenenza di Copertino insieme ai colleghi delle stazioni di Carmiano e Leverano, sono state condotte e concluse con estrema velocità.

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Svolta nelle indagini sul tentato omicidio avvenuto ieri mattina nelle campagne di Copertino. I carabinieri di Carmiano e della tenenza di Copertino, guidati rispettivamente dal Luogotenente Gabriele Luperto e dal Luogotenente Salvatore Giannuzzi, hanno tratto in arresto i tre uomini, due di Carmiano e uno di Leverano, ritenuti i responsabili dell’agguato a Paolo Panzanaro.

In arresto, per tentato omicidio in concorso, lesioni personali aggravate e detenzione e porto di arma sono finiti: B.M. 42 enne di Leverano, il 44enne P. V. e il 22enne M.N. di Carmiano. Il quarto complice un 42enne, anche lui di Carmiano, pare sia stato identificato ma sarebbe irreperibile.

Per quanto attiene al movente, non si esclude che lo stesso sia da rintracciare verosimilmente nel mondo degli stupefacenti e nei trascorsi giudiziari, per lo stesso motivo, di Panzanaro.

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Martedì, 25 Settembre 2018 12:43

Rubati 1600 metri di cavi di rame

Furto di rame da un impianto fotovoltaico a ridosso della provinciale Lecce – Porto Cesareo, in agro di Copertino.

I ladri, la scorsa notte hanno portato via 1600 metri di cavi per un valore di circa 20mila euro. Ad agire sarebbero stati in quattro o cinque, giunti nei pressi dell’impianto fotovoltaico a bordo di un camion.

I furfanti, dopo aver parcheggiato il grosso mezzo su una stradina laterale, incuranti delle telecamere di videosorveglianza, hanno tagliato parte della rete di recinzione e si sono introdotti all’interno del campo eludendo allarme e barriere anti-intrusione ad infrarossi. Un lavoro di precisione, che ha permesso ai ladri, col favore del buio, di rubare una grossa quantità di rame.

Il colpo è stato scoperto durante un sopralluogo dai tecnici dell’azienda incaricata per la manutenzione. Il capo cantiere, dopo aver notato un calo della produzione di oltre il 50%, si è diretto sul posto, ed ha trovato tutti i pozzetti aperti e sette quadri elettrici su tredici manomessi.

Sul furto di rame indagano i carabinieri della stazione di Copertino.

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A Copertino è tempo di concertazione tra genitori, docenti e istituzioni in tema sicurezza scolastica. Il consiglio d'istituto straordinario indetto dalla dirigente del polo scolastico "San Giuseppe da Copertino" Eleonora Giuri, ha scelto il 14 maggio per incontrare il sindaco Sandrino Schito, l'assessore alla pubblica istruzione Cosimo Lupo e il dirigente tecnico del comune per fare il punto della situazione.

A distanza di circa una settimana, dal distacco della plafoniera dal soffitto della scuola primaria "Renata Fonte" , che per pura fortuna ha solo sfiorato un alunno seduto tra i banchi, causandogli tanto spavento e leggere escoriazioni al braccio, le parti interessate sono pronte ad incontrarsi per avviare il piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici.

"L'intera comunità scolastica è pronta a dialogare con tecnico e amministratori comunali per risolvere in tempi rapidi le criticità già evidenziate nel comunicato - precisa la dirigente Eleonora Giuri. Oltre all’ edificio di via Fatima, sarà importante ripristinare l'utilizzo delle palestre e del primo piano della sede centrale di via Mogadiscio".

Massima collaborazione e pronto intervento assicura l'assessore al ramo, Cosimo Lupo: “L`amministrazione e il dirigente tecnico Minerva sono pronti ad un incontro risolutore con la dirigente e i genitori per rassicurarli sulla bontà e celerità degli interventi per l’immediata messa in sicurezza predisposti per l'edificio "Renata Fonte”.

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Dal soffitto della classe si stacca una lampada neon e nella caduta lambisce un alunno seduto poco distante. Sfiorata tragedia e tanta paura per gli studenti del plesso scolastico “Renata Fonte” di Copertino.

La denuncia sull’accaduto, condita da polemica social, è stata fatta a distanza di qualche ora, sul gruppo facebook “sei di Copertino” dai genitori di uno dei circa 600 alunni che frequentano la sede distaccata di via Fatima, dell’istituto comprensivo “San Giuseppe da Copertino”.

Secondo quanto riportato nel post, ieri mattina mentre gli alunni delle quinte classi erano in aula, intenti a svolgere la prova Invalsi d’inglese, dal soffitto una plafoniera si è sganciata precipitando sul pavimento tra la paura generale di docenti e studenti seduti tra i banchi.

Per fortuna, in direzione del neon caduto non sedeva alcun alunno, salvo un ragazzo posizionato a poca distanza, rimasto lievemente ferito da qualche scheggia sbalzata dopo l’impatto al suolo.

Intanto sui social, monta la polemica tra i genitori. In molti, ancora spaventati dall’accaduto chiedono maggiore attenzione e sicurezza per i propri figli, altri richiamano l’attenzione di Sindaco e istituzioni affinché si possano effettuare al più presto i lavori necessari per riqualificare gli ambienti scolastici e prevenire tali fatti.

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Successo al debutto nel campionato di serie C per la  “Volley Magic Copertino”, formazione femminile, esordiente nel massimo torneo regionale di pallavolo.

Le atlete salentine agli ordini di coach Enrico Quarta e del suo vice Michel Quarta, nella prima gara del torneo, disputata in trasferta sul parquet della “Jet Log Bitonto” hanno superato con un netto 3 a 0 (25-21, 25-17, 25-12, i tre parziali) la formazione barese allenata da mister Francesco De Robertis. Tre punti importanti che bagnano nel migliore dei modi lo storico esordio in quinta serie nazionale, del team presieduto da Christine Vernaglione, e lo issano in seconda posizione in classifica dietro la “Boasorte Volley Barletta”.

Un primo passo, vincente e fondamentale, che dà grande morale in questa nuova e impegnativa avventura sportiva alla squadra gialloblù composta da: Anna Paola Greco, Flavia Cavarra, Simona Romano, Neire Scupola, Germana Fanelli, Serena Grassi Pirrone, Martina Mighali, Angela Camposeo e dalle senatrici Lucrezia De Paolis, Teresa Montefrancesco, Giulia Cirfera, Marianna Pinto e Beatrice D'Ancona.

La Volley Magic, tornerà nuovamente in campo domenica prossima per la seconda di campionato, con il debutto tra le mura amiche della palestra del comprensivo “Giovanni Falcone” di Copertino, contro la Deco Domus Noci.

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