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Giovedì, 17 Ottobre 2019
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Sabato, 12 Ottobre 2019 18:03

La scuola in marcia nel nome di Aldo Moro

La comunità scolastica dell’Istituto comprensivo “Falcone” di Copertino in piazza nel ricordo di Aldo Moro.

Ieri mattina, alunni e docenti della scuola primaria e secondaria, si sono radunati in piazzetta Libertà e sulle note dell’Inno nazionale hanno dato il via al percorso di educazione alla cittadinanza realizzato attraverso il progetto di studio dei grandi uomini della storia italiana.

La giornata dedicata ad Aldo Moro, assassinato nel 1978 dalle Brigate Rosse, ha ripercorso la vita del politico e giurista salentino attraverso la lettura di alcuni suoi testi, a cui è seguita, alla presenza della dirigente Castellano e del sindaco Schito, la piantumazione commemorativa di un melograno nel “giardino dei giusti”.

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Sport, musica e beneficenza domani a Copertino con lo “Street workout” per promuovere la giornata nazionale della sindrome di down.

Appuntamento dalle 17, in piazza Castello con il raduno dei partecipanti alla manifestazione di fitness musicale, che ha come mission: promuovere la socializzazione e l’aggregazione attraverso l’attività svolta in gruppo, incentivare la cultura del benessere, utilizzare la tecnologia in modo sano e divulgare l’amore e la conoscenza per il proprio territorio e per i luoghi più suggestivi.

Dopo i saluti istituzionali, indossata la cuffia la manifestazione benefica prenderà il via con il percorso sportivo guidato dai trainer del movimento. Il ricavato delle iscrizioni sarà devoluto interamente a sostegno di AIPD.

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Domenica, 22 Settembre 2019 10:39

Dal Paradise al Lecce sognando la Serie A

Quattro baby calciatori del centro tecnico sportivo “Giallorossi Paradise”, entrano a far parte dell'Unione sportiva Lecce. D'Agostino, Vergallo e Spedicato di Carmiano e Ciccarese di Copertino, guidati da mister Daniele D'Agostino, da questa stagione indosseranno la casacca giallorossa delle giovanili, inseguendo il sogno Serie A.


DAVIDE CICCARESE (2006): centravanti dal fisico prestante, capace di reggere da solo il peso dell'attacco. Bravo sia nella finalizzazione ma anche nel fraseggio. Si distingue per il fiuto del gol e l'intelligenza tattica.


GIULIANO D'AGOSTINO (2008): difensore centrale roccioso e abile di testa, che fa dello stacco perentorio e della potenza fisica le sue armi migliori; abile nelle chiusure, nei contrasti, nei recuperi difensivi e negli uno contro uno. Bravo nei lanci e nelle discese palla al piede, talvolta è stato impiegato anche come centrocampista davanti alla difesa.

NICOLÓ VERGALLO (2008): trequartista, mezzala, regista. Bravissimo in tutte le zone del centrocampo. Veloce, tecnico e dotato di una buona visione di gioco; un profilo ideale nel calcio moderno.

RICCARDO SPEDICATO (2008): centravanti dinamico e forte fisicamente, dotato di un buon fiuto del gol, sa adattarsi anche ai ruoli di esterno destro o sinistro. Oltre alle caratteristiche tecniche, viene spesso lodato poiché dimostra temperamento e rabbia agonistica fuori dal comune.

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Hanno pedalato per oltre 700 km da Osimo a Copertino, in sella alle proprie biciclette, i 25 ciclo-pellegrini che hanno concluso ieri pomeriggio, con il rientro a Copertino, il proprio percorso ciclistico in onore di San Giuseppe Desa. Ad accogliere i ciclisti il sindaco Sandrina Schito e il Presidente del Consiglio comunale Cosimo Lupo.

Il ciclopellegrinaggio, che quest’anno ha visto l’inserimento della tappa intermedia di Campobasso, comune partner del progetto di mobilità integrata #Dynamob2.0, è oramai un appuntamento fisso, organizzato dall’associazione “Casello 13” guidata da Nino Grassi, che si rinnova da tredici anni nel segno della fede per il Santo dei voli. Neppure l’intossicazione alimentare in quel di Osimo, dopo una frugale cena in parrocchia, ha scalfito fisico e animo dei pellegrini-atleti e dei loro accompagnatori.

All’iniziativa hanno preso parte: Vito Nuzzo, Luigi Greco, Marcello Greco, Antonio Taurino, Daniele Nestola, Cosimo Alemanno, Antonio Perrone, Luigi Mellone, Fernando Rollo, Giuseppe Trono, Dario Pinto, Giuseppe De Lorenzo, Adriano Rosato, Piero Schito, Luigi Gallo, Giovanni Parente, Luigi Greco, Franco Imbriani, Giancarlo Presta, Aldo Fiorito, Giorgio Rosato, Piero Tondo, Sandro Tarantino, Angelo Grassi e le due donne Daniela Sardiello e Cosima Avvantaggiato.

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Nuova puntata nella querelle sulle criticità della sanità salentina e dell’ospedale “San Giuseppe” da Copertino, a rischio smantellamento, sollevate dal sindacato Cobas – pubblico impiego. La ferma replica alla missiva sindacale giunge dalla Direzione Generale ASL Lecce, che assicura che tutto tornerà presto all’ordinaria attività.

“Le difficoltà riscontrate - si legge nel comunicato diffuso dall’azienda sanitaria locale - sarebbero legate al fatto che durante la stagione estiva si registra un boom di presenze turistiche e, di riflesso, di accessi nei servizi di emergenza come il Pronto Soccorso”.

Nella nota, firmata dal Direttore generale ASL Lecce, Rodolfo Rollo, è chiarito inoltre che “per suddetto motivo lo scenario d’intervento si allarga dal singolo presidio all’intera provincia, per cui è necessario provvedere contemporaneamente a diverse incombenze: l’attivazione dei punti di primo intervento nelle marine dell’intera costa, che sviluppa circa 200 km; il potenziamento della rete di emergenza 118; il supporto alle attività dei Centri Hub dei presidi ospedalieri; garantire la necessaria protezione sanitaria nel corso dei grandi eventi programmati nelle varie località, uno per tutti la “Notte della Taranta”, che richiede addirittura l’allestimento di un ospedale da campo, con uno sforzo importante in termini di risorse umane e mezzi. Nello stesso tempo, è doveroso assicurare a tutti gli operatori di poter godere delle ferie”. “Alla luce di questo – conclude il dirigente – prevedo che a breve ritorneremo alla normale attività e, conseguentemente, potremo dare la giusta attenzione ai servizi ordinari necessari. Nel frattempo, non posso che ringraziare tutti gli operatori che si sono spesi nell’intera rete provinciale dei servizi per mantenere alti i livelli di sicurezza e di qualità dell’assistenza”.

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“Grave criticità per la sanità salentina e per l’ospedale di Copertino” è quanto denunciato dal dottore Giuseppe Pietro Mancarella, referente del sindaco Cobas Pubblico Impiego di Lecce.

Nella lettera aperta rivolta al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’Asl Lecce, il sindacalista accusa lo smantellamento dell’Ospedale San Giuseppe da Copertino e le persistenti difficoltà per carenza di personale medico nei diversi poli ospedalieri della provincia, invitando le istituzioni ad intervenire nell’interesse dei pazienti e del personale sanitario.

“Oramai – scrive Mancarella nella nota - la stagione estiva sta volgendo al termine e anche quest’anno le “performance” della sanità salentina sono da dimenticare. Il risparmio sulla spesa farmaceutica è stato attuato con tagli selvaggi praticati dalle farmacie ospedaliere e le cliniche private, che di privato hanno solo la gestione e la ripartizione dei guadagni, per buona parte di agosto sono state chiuse per ferie, “sobbarcando” la degenza dei pazienti negli ospedali pubblici”.

Il responsabile Cobas, sposta poi i riflettori sulle diverse problematiche strumentali presenti nei vari ospedali. “L’ospedale di Gallipoli con TAC rotta per alcune settimane e senza operatori sanitari nel periodo in cui aumenta la popolazione per l’arrivo dei vacanzieri. A Galatina con TAC rotta da mesi, i pazienti già prenotati si sono riversati nell’ospedale di Copertino, intasando gli ambulatori – sottolinea il medico nella nota. Ed ancora, l’Ospedale di Lecce manda i pazienti fratturati a Copertino, che nonostante lo status di Ospedale di base, continua ad avere oltre 150 accessi per giorno in Pronto Soccorso e continua ad eseguire interventi chirurgici maggiori.

Questa signor Presidente è, in maniera sintetica, la realtà incontrovertibile: ospedali con pochi posti letto, con Direzioni inesistenti, senza personale e allo sbando. La sanità che lei racconta, nella migliori delle ipotesi è nella lista dei vorrei, nella peggiore fa parte del solito elenco di bugie che i politici tirano fuori in vista delle elezioni. La invito ad intervenire subito e sanare immediatamente questa pericolosissima contingenza. Salvare il presidio ospedaliero di Copertino si può e si deve. Siamo ancora in tempo” – chiosa Mancarella.

Preoccupazioni condivise anche dalla dottoressa Ornella De Mitri, referente del Pronto soccorso “San Giuseppe da Copertino” per la Direzione Sanitaria. “Siamo al collasso e nessuno ci aiuta nonostante le nostre continue sollecitazioni. Il pronto soccorso di Copertino si occupa di oltre 30mila pazienti l’anno ed è tenuto in piedi solo dall’impegno di chi lavora. Manca l’ecografo e non abbiamo personale adeguato e sufficiente, se si pensa che negli ultimi due mesi gli accessi giornalieri si sono raddoppiati, passando da 90 a 180. La preoccupazione è per tutti, precisa De Mitri, da chi lavora costretto a sobbarcarsi turni sempre più estenuanti, ai pazienti in attesa di ricovero per un codice giallo, che rischiano di attendere più di un’ora prima di essere visitati, tempi ben più lunghi dei 20 minuti stabiliti da protocollo. L’Azienda sanitaria intervenga – conclude la dottoressa De Mitri”.

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Sabato, 17 Agosto 2019 12:01

LA RIMBAMBAND DOMANI SERA A COPERTINO

Il cabaret della “Rimbamband” domani alle ore 21 in Piazza del Popolo a Copertino. Tra musica, danza, mimo, clown, tip tap, teatro di figura, rumorismo, ironia, fantasia teatrale e parodie, cinque bravi ma pestiferi musicisti: un sassofonista rubato alla banda di paese, un contrabbassista stralunato, un pianista virtuoso, un batterista rompiscatole e un capobanda, porteranno in scena lo spettacolo "Il sol ci ha dato alla testa".

Un viaggio surreale tra i maestri dell’arte e dello spettacolo, da Buscaglione a Carosone ed Arigliano (e ci sorprenderemo nel trovarli quanto mai simili a Mozart e Rossini), il tutto shakerato con un ritmo comico incalzante, e servito con energia travolgente. E così l'impossibile diventa possibile, il possibile improbabile, in uno show fuori dai canoni convenzionali che si ascolta come fosse un concerto e si guarda come fosse un varietà.

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Nuova impresa sportiva per il runner Dario Della Pace. Il 59enne maratoneta di Copertino, in 28 ore e 54 minuti, correndo per due giorni e una notte no stop, ha portato a termine l’impegnativa ultramaratona da 202,4 km della “Nove Colli”.

Una gara endurance, valida per il campionato italiano IUTA 2019 di Gran Fondo su strada, con partenza sabato scorso alle ore 12 da Cesenatico, e strutturata con 90 km in salita, 78 km in discesa e 34 pianeggianti, per un dislivello complessivo di 3220 metri, che prevede il passaggio dei 9 colli romagnoli, con otto cancelli orari ad eliminazione e tre traguardi: il primo "La Montagna" al km 84 in corrispondenza dello storico quanto ripido colle “Bardotto”, il secondo arrivo intermedio “La Roccia” al km 158 e poi tutto d’un fiato dritti verso il traguardo finale "Uomo d'acciaio" ai 202,4 km da raggiungere entro le 30 ore.

Una prova estrema per il podista salentino, intrapresa in competizione con altri 140 atleti, realizzata in autosufficienza, con grinta e sofferenza ma frutto di tanto allenamento e passione. Quella stessa passione per gli sport estremi che da oltre 7 anni spinge il presidente della “Podistica Copertino” a confrontarsi costantemente con se stesso, per superarne i limiti e migliorare il suo già ricco palmares che vanta all’attivo ben 21 ultramaratone in giro per il mondo.

“E’ stata una sfida impegnativa, tra le più dure al mondo. Abbiamo attraversato paesaggi mozzafiato, superando le tante difficoltà che l’insistente pioggia caduta in Emilia Romagna ci ha riservato sia in partenza che all’arrivo – racconta stremato ma soddisfatto del risultato raggiunto Dario Della Pace. La lunga sfida in solitaria, in autosufficienza, con snack frugali a base di frutta, acqua e integratori, mette a contatto con il proprio corpo e aiuta a riscoprirsi. Correre regala un senso di libertà”.

Ora per Dario Della Pace il meritato riposo e al rientro in Salento, ad attenderlo l’abbraccio dei compagni della “Podistica Copertino”.

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La ventesima giornata del campionato di Serie B2 femminile riserva un banco di prova impegnativo per l’Ecotecnica Copertino che ospita la capolista Castelbellino.

La squadra marchigiana, allenata dall’esperto coach Marco Massaccesi, vanta un organico di categoria superiore ed è la regina indiscussa del girone H con 59 punti frutto di un percorso netto di 19 vittorie in 19 gare giocate con solamente due set persi. Dall’altra parte della rete, la formazione salentina, allenata da coach Enrico Quarta attraversa un buon momento di forma con due successi consecutivi contro Monte San Giusto e soprattutto contro Mesagne, partita in cui il sestetto gialloblu ha disputato una gara perfetta dal punto di vista tecnico e tattico.

Il match, in programma alle ore 18 sul parquet del “PalaFalcone” di Copertino, si prospetta proibitivo ma la fiducia nella formazione di casa è alta: “La vittoria con Mesagne - commenta il capitano della Ecotecnica Copertino, Anna Paola Greco - ha alzato il livello di entusiasmo nella squadra. Oggi affrontiamo Castelbellino, capolista indiscussa del campionato, e cercheremo di disputare una partita al massimo delle nostre potenzialità per provare a mettere in difficoltà una squadra che, sinora, ha perso soli due set in campionato. Il nostro obiettivo, da sempre, è quello di dare il massimo e divertirci, poi tutto il resto è una conseguenza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche coach Quarta: “Ci siamo preparati bene per questa importante partita e faremo di tutto per strappare un risultato positivo”.

In vista del big match, la dirigenza del sodalizio copertinese indice la giornata “Pro Magik” e chiama a raccolta la propria tifoseria: «Con Castelbellino servirà una prestazione perfetta - dichiara la presidente Christine Vernaglione - ma servirà anche l’appoggio del pubblico che nelle sfide casalinghe non è mai mancato e che in questa gara in particolare potrebbe risultare importante. Il nostro obiettivo è quello di lottare alla pari, o almeno provarci, sia in campo che sugli spalti».

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Mercoledì, 06 Febbraio 2019 14:25

La battaglia per la vita di Armando

Una storia di buona sanità giunge dal Salento.

La testimonianza diretta è di Armando Pagano, 35enne di Copertino, marito e padre, che racconta di quanto l’esistenza umana possa essere imprevedibile, tormentata dai momenti difficili della malattia, ma soprattutto rigenerata dalla gioia di una vita nuova grazie alla capacità e umanità di medici, infermieri e operatori sanitari, dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e del polo oncologico “Giovanni Paolo II”.

Un calvario durato circa 18 mesi, che finalmente porta ora l’uomo a intravedere la luce senza viaggi della speranza, nella sua terra tra gli affetti più cari e che riconosce la giusta professionalità ad una sanità locale spesso maltrattata.

“La mia storia medica ha inizio circa 2 anni – rivela Armando Pagano - e sono felice di viverla in Salento, dove ho trovato una “seconda famiglia” composta da una equipe di professionisti capaci e umanamente encomiabili.

Tutto ha avuto inizio da un normale infortunio in casa nel luglio del 2017, da quel momento ho iniziato ad avvertire dolori articolari al petto. I successivi controlli sanitari effettuati dal mio medico curante, il dottore Pando, mi portarono al ricovero al “Vito Fazzi” di Lecce per ulteriori accertamenti clinici. Era il 9 ottobre, ed iniziò così la mia lotta per la vita, racconta l’uomo.

Fui ricoverato nel reparto di Nefrologia, diretto dal dottore Marcello Napoli, e in pochi giorni, dopo molteplici analisi, mi venne diagnosticato il mieloma multiplo, un tumore del midollo osseo. Una diagnosi terribile, che venne comunicata prima a mia moglie Tania e poi a me. La notizia mi fece crollare il mondo addosso, prosegue Armando - io che ero abituato ad essere indipendente, iperattivo tra lavoro, famiglia e palestra, ero costretto a letto con la paura della morte.

In breve tempo, iniziai le cure e poi venni trasferito nel reparto di ematologia del polo oncologico, diretto dal primario Nicola Di Renzo. Un ambiente asettico per prassi, tutto sembrava sigillato – ricorda il giovane padre - i contatti col mondo esterno erano limitati, e in quei 51 giorni di permanenza, lontano da mio figlio Karol, potevo solo vedere mia moglie per un paio di ore al giorno. Psicologicamente accettare i trattamenti di dialisi e chemioterapia, è stata una battaglia durissima. Ero un paziente impaziente. Poi sono iniziati gli interventi. Un primo, l’uno novembre 2017, alla struttura ossea della gamba per stabilizzare il fisico. Poi nel maggio 2018, il primo trapianto autologo di midollo con cellule staminali e dopo un mese finalmente le prime buone notizie. La terapia iniziava a dare i primi esiti sperati, sottolinea Armando. E così, ad ottobre dello stesso anno, ho effettuato un secondo “autotrapianto” di midollo. A distanza di mesi mi sento bene, sono in attesa dei nuovi risultati e seguo un trattamento di consolidamento sanitario che lascia ben sperare.

Ora guardo al futuro fiducioso. Aver ripreso la quotidianità tra gli affetti più cari è già una prima vittoria in questa battaglia per la vita”.

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