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Martedì, 16 Luglio 2024
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La festa a Carmiano della “Madonna Nostra” tra confusioni e mistificazioni, di Mario Spedicato

La festa a Carmiano della “Madonna Nostra” tra confusioni e mistificazioni, di Mario Spedicato

In questi giorni sono apparsi nel paese i manifesti che annunciano la festa della “Madonna Nostra”. Mi sono subito chiesto: quale Madonna andiamo a celebrare? Quale culto si nasconde dietro l’accattivane richiamo della “Madonna Nostra”? L’Assunta titolare della chiesa matrice o l’Immacolata protettrice del paese? Ho avuto la convinzione che ancora pochi conoscano la storia religiosa di Carmiano e tra questi non ci sono sicuramente i soggetti che abitano i piani alti del Comune, i responsabili delle confraternite, i sacerdoti e i padri spirituali che si alternano alla guida delle chiese e delle parrocchie locali, a cui si accodano passivamente anche le varie commissioni delle feste patronali. La confusione regna sovrana, seguita da un alto tasso di mistificazione degli atti e dei sentimenti devozionali più autentici.   

Fornisco in maniera sintetica qualche elemento di comprensione nella speranza che gli studi possano servire a chiarire i processi storici ed aiutino a conoscere e rispettare le tradizioni religiose del paese.

  1. A Carmiano nella seconda metà del XV secolo esiste una piccola chiesa intitolata a S. Giovanni Battista dove si officiavano le funzioni religiose con entrambe le liturgie (bizantina e romana) per rispettare una popolazione in buona parte di provenienza greca, slava e albanese di rito ortodosso. S. Giovanni Battista è riconosciuto unanimemente il protettore del paese.
  2. Nel 1560 viene inaugurata la nuova chiesa matrice (che ingloba la vecchia chiesetta di S. Giovanni Battista) intitolata all’Assunta, titolo scelto per certificare la completa obbedienza del clero locale al pontefice romano. Vengono cancellate in via definitiva le funzioni religiose di rito ortodosso. La liturgia latina resta da allora quella ufficiale. Il nuovo edificio sacro nasce con il sostegno economico della popolazione residente e per questa ragione la chiesa diventa di patronato comunale. Il Comune, in virtù di questo titolo giuridico, è obbligato a garantire la manutenzione ordinaria dell’edifico sacro, a provvedere alle sue suppellettili, a favorire l’ascesa sacerdotale dei nativi del luogo, a finanziare la predicazione quaresimale e la festa patronale, che coincide con la celebrazione liturgica dell’Assunta del 15 agosto. Nel 1561 si celebra la prima festa civica con l’Assunta protettrice del paese. Una festa che si ripete con puntualità fino ai giorni nostri. L’Assunta perderà il titolo di protettrice, ma non quello civico riconducibile al patronato assunto dal Comune all’atto della fondazione dell’edificio sacro.            
  3. Nel 1654 viene aperta al culto la nuova chiesa extra moenia dell’Immacolata, titolo mariano attribuito qualche anno prima dai francescani, al termine della loro missione popolare nel paese. La primitiva chiesetta che ospitava, secondo la leggenda, l’icona mariana ritrovata in un pozzo era intitolata alla Madonna dell’Odegitria, di chiara derivazione bizantina, per dare pieno significato al ritrovamento dell’immagine sacra, tenuta nascosta per sfuggire alla distruzione iconoclasta.
  4. Nel 1707 il parlamento cittadino in una pubblica assemblea adotta come protettrice del paese l’Immacolata al posto dell’Assunta. Una decisione mai legittimata dall’autorità religiosa che sopravvive per inerzia, trovando solo le resistenze del clero della chiesa matrice che a fine del XVIII secolo per non perdere il controllo del sacro affianca San Vito come co-protettore aeque principaliter di Carmiano, senza però ottenere anche in questo caso il definitivo assenso da parte del vescovo della diocesi.
  5. Nel 1852 viene fondata la confraternita dell’Immacolata con Felice Lecciso primo priore. Il culto mariano si rafforza nel paese in seguito alla promulgazione del dogma dell’Immacolata da parte di Pio IX nel 1854. La festa dell’Immacolata è fissata l’8 dicembre e la patrona del paese viene celebrata in quella data con la processione solenne di una statua privata di proprietà della famiglia Lecciso. In seguito a fatti non proprio edificanti il Lecciso viene allontanato dalla confraternita, il quale per ritorsione non concede la sua statua per la processione. La confraternita allora si provvede di un’altra statua scatenando però una ribellione popolare. Una fazione tumultuosa di facinorosi tiene il paese paralizzato per quasi 10 anni, bloccando le processioni dell’8 dicembre.  La parola d’ordine che viene lanciata in queste circostanze è “Vogliamo la Madonna Nostra” intendendo la statua privata dei Lecciso. La controversia si chiude nel 1864 con un compromesso vigente ancora oggi. La vecchia statua di proprietà dei Lecciso non esiste più, essendo andata distrutta da un incendio nel 1931 e sostituita con quella odierna a spese della confraternita. Sopravvive ancora la parola-d’ordine “Madonna Nostra”, un riferimento ultra-negativo che ha spaccato il paese in due fazioni, una delle quali formata da fanatici al servizio dei Lecciso. Nel periodo in cui don Bruno Spagnolo è stato padre spirituale della confraternita si è inoltrata richiesta, con la mia consulenza storica, per emancipare la confraternita da questa anacronistica dipendenza dalla famiglia Lecciso, ma l’arcivescovo del tempo D’Ambrosio, pur sollecitato, non ha aperto alcuna istruttoria sul caso. Neppure l’attuale titolare della diocesi Seccia ha mosso un dito. La questione è considerata irrilevante dalla Curia leccese.  

Alla luce di questi documentati fatti storici Il manifesto della festa di metà agosto diffuso in questi giorni nel paese con la parola d’ordine “Madonna Nostra” a quale culto mariano si riferisce? Non dovrebbe riguardare quello dell’Immacolata la cui celebrazione è fissata l’8 dicembre di ogni anno. Sarebbe un falso storico trasferire anche ad agosto la festa della protettrice del paese. La festa di metà agosto dovrebbe riguardare in maniera esclusiva il culto dell’Assunta, riconducibile al patronato attribuito al Comune sull’antica chiesa matrice del paese. Il Sindaco e l’amministrazione comunale sono in grado di tutelare le loro competenze giuridiche su questo evento e di far rispettare le tradizioni religiose consolidatesi nel paese? Si può fare finalmente chiarezza sulla parola d’ordine “Madonna Nostra” che ha segnato negativamente la storia di Carmiano?

Mario Spedicato

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