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Giovedì, 21 Maggio 2026
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Carmiano, La Tegola: "Dalle periferie abusive al nuovo PUG. Ora riqualificare il territorio"

Carmiano, La Tegola: "Dalle periferie abusive al nuovo PUG. Ora riqualificare il territorio"

Al via l'iter per il nuovo Piano Urbanistico Generale: l'obiettivo è riqualificare le zone edificate abusivamente in passato, portando servizi, infrastrutture e risparmi sulle tasse di bonifica. L'analisi dell'ingegnere Carlo Rodolfo La Tegola.
 
"Le periferie urbanistiche sono aree urbane poste ai margini delle zone di completamento (Zone B dello strumento urbanistico), entro o a ridosso delle zone di espansione e dei servizi (zone C ed F), che si espandono nelle zone agricole (zona E), caratterizzate da una scarsa dotazione di servizi e da una forte impronta residenziale.
Carmiano non sfugge a questa configurazione, con l’aggravante che quasi tutte le costruzioni delle periferie si sono sviluppate in zona agricola. A partire dagli anni Ottanta, infatti, escluse le pochissime lottizzazioni concretizzate nelle zone C, sono state realizzate costruzioni a indirizzo residenziale nelle zone agricole. Di queste ultime, solo alcune possedevano il titolo edilizio o avevano ottenuto il titolo oneroso (nel caso di chi non fosse imprenditore agricolo o ad esso equiparato, poiché per questi ultimi era a titolo gratuito), nel rispetto delle norme allora vigenti del P.di.F. per le zone agricole (attualmente, invece, il titolo edilizio può essere rilasciato solo alle categorie agricole). In tutti gli altri casi, e cioè la quasi totalità, le costruzioni sono state realizzate abusivamente e successivamente condonate con il rilascio del titolo edilizio in sanatoria.
Le parti agricole interessate da queste vicende del territorio di Carmiano si trovano principalmente a sud di via Firenze, tra le strade provinciali via Copertino e via Leverano, e a ovest di via Salice (tra via Comunale dei Porci e via Vecchia Campi), mentre a Magliano sono in numero minore e distribuite in modo sparso. L’abusivismo che si è prodotto a Carmiano-Magliano è stato quasi interamente "di necessità", legato cioè all'edilizia popolare o a esigenze abitative, con una presenza minima di abusivismo opulento (ville o plurifamiliari).
L’espansione nelle zone agricole ha creato situazioni caratterizzate dalla mancanza parziale o totale di urbanizzazioni primarie, con conseguente marginalizzazione sociale. Il quadro attuale evidenzia la necessità di una maggiore proattività amministrativa, di un completo monitoraggio del territorio e di una pianificazione che risponda alla domanda abitativa in modo legale, per contrastare la formazione di nuove periferie degradate.
La tendenza attuale mira a ridurre il consumo di suolo (greenfields), preferendo il recupero delle aree dismesse (brownfields) e l'efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente attraverso interventi di riqualificazione urbana. Ciò è facilitato dal fatto che quasi tutte le costruzioni realizzate a Carmiano e Magliano possiedono il titolo edilizio in sanatoria e che le strade sono quasi completamente urbanizzate. Con la riqualificazione urbana (piano di recupero) si possono quindi integrare queste costruzioni nel perimetro urbano. È possibile, pertanto, trasformare le periferie da aree dormitorio a luoghi semi-centrali, sostenendo l'identità locale e migliorando la qualità della vita degli abitanti. In altre parole, queste zone agricole (zona E) si trasformano in lotti come aree a "edificazione consolidata" (zona Bc), con tutte le caratteristiche delle zone urbane.
D’altronde, le zone periferiche rappresentano l’anello di congiunzione con quelle rurali. Infatti, l'urbanistica rurale e la gestione delle periferie urbane sono due facce della stessa medaglia nella pianificazione territoriale contemporanea che, com’è noto agli addetti ai lavori, è focalizzata sul superamento della netta separazione tra città e campagna e sulla gestione sostenibile del territorio. L’urbanistica rurale — oltre alle tipologie di cultivar esistenti o da piantumare e agli insediamenti produttivi (realizzazione, trasformazione o recupero di fabbricati rurali come masserie e case coloniche; nuove costruzioni dedicate all’agricoltura, all’artigianato, al commercio agroalimentare, alla trasformazione del prodotto agricolo, al turismo rurale/agriturismi e alle energie rinnovabili compatibili con il paesaggio) e a quelle funzionali all’attività agricola (serre, silos, depositi per macchinari, ecc.) — necessita delle principali infrastrutture primarie.
In particolare:
a) Viabilità e accessibilità rurale: rete viaria minore, strade vicinali, poderali, sentieri e percorsi ciclo-pedonali per garantire il collegamento tra i fondi agricoli, i fabbricati rurali e la viabilità principale;
b) Reti tecnologiche e digitali: reti di distribuzione dell'energia elettrica, adduzione di acqua potabile e infrastrutture a banda larga o ultra-larga per la connessione digitale, indispensabili per la modernizzazione delle aziende;
c) Infrastrutture irrigue e di bonifica: opere fondamentali per l'agricoltura, inclusi canali di irrigazione, vasche di accumulo, impianti di sollevamento e interventi di bonifica idraulica per la gestione delle acque.
In sintesi, la moderna pianificazione del territorio rurale mira a coniugare la salvaguardia dell'attività agricola con nuove forme di sviluppo sostenibile e promozione turistico-paesaggistica. In questo contesto, appare opportuno rilevare che la gestione urbanistica rurale ha un nesso importante con i piani generali di bonifica. Infatti, con la L.R. n. 1 del 2017, la Regione Puglia, predisponendo il Piano Generale di Bonifica, ha stabilito che esso debba essere coordinato con il Piano Rurale dei Comuni. Di conseguenza, i contributi di bonifica saranno diretti e specifici (natura paracomunitaria) e concordati con i Comuni. È bene precisare che per tutto il territorio perimetrato all’interno della zona urbana non sono contemplati contributi di bonifica. Ciò significa che, con il piano di recupero e l'inserimento nell’area urbana, anche le zone della periferia urbana (attualmente obbligate al pagamento dei contributi di bonifica) ne saranno esentate.
Attualmente, a Carmiano, si sta dando avvio all’iter di adozione del Piano Urbanistico Generale (PUG) con la pubblicazione del bando per l’affidamento della progettazione. I tempi dell’adozione sono mediamente di quattro anni, ma alcuni interventi urbanistici sopra riportati si possono realizzare anche prima dell’adozione del PUG; è dunque il caso non solo di parlarne, ma anche di porre in essere attività concrete per realizzarli".
Carlo Rodolfo La Tegola
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