Verso l'assemblea generale del 19 aprile, la banca ha avviato un tour nei territori. Il presidente Ezio Ascanio Petrelli traccia il bilancio: «Siamo un presidio economico e culturale. Focus sui giovani, sul progetto "Resto al Sud" e sul rinnovamento delle filiali».
Un tour sul territorio per ascoltare la base sociale, in vista dell’assemblea generale del prossimo 19 aprile. Per la prima volta nella sua storia, la Bcc di Terra d’Otranto ha deciso di organizzare le assemblee territoriali (dopo Borgagne, le tappe a Carmiano e Cellino San Marco) per rafforzare il patto con le comunità. Una fase di rinnovamento e consolidamento guidata dal presidente del Consiglio di Amministrazione, Ezio Ascanio Petrelli, che ai nostri microfoni fa il punto sulle sfide future e sui risultati dell'istituto.
Presidente Petrelli, la Bcc di Terra d’Otranto ha scelto di incontrare i soci in assemblee territoriali. Come nasce questa iniziativa?
«È un debutto importante per noi. L’abbiamo chiamata “La parola ai soci” e ha un triplice obiettivo: identità, utilità e relazioni. Per noi il socio è al centro della vita della banca. Per fargli comprendere appieno cosa facciamo, vogliamo ascoltarlo e coinvolgerlo. Questo si traduce anche in un nuovo programma di comunicazione continua, attraverso il nostro sito web, newsletter dedicate e brevi report. Il contributo e i suggerimenti della nostra base sociale sono risorse preziose per orientare le nostre scelte e rafforzare il legame con il territorio in un'ottica di massima trasparenza».
Qual è oggi il ruolo di una banca di credito cooperativo in un territorio complesso come il Salento?
«La nostra banca non si limita a svolgere l’attività bancaria pura, ma opera nelle nostre comunità come un vero e proprio presidio economico, sociale e culturale. Siamo vicini a famiglie e imprese, ma sosteniamo fortemente anche le parrocchie, lo sport e le associazioni locali. Abbiamo patrocinato numerosi eventi (Expo e Pro Loco), feste patronali e manifestazioni come Externa, perché crediamo che rafforzino l'identità locale e creino aggregazione».
Presidente, considerando il ruolo centrale della Bcc come banca del territorio, qual è il rapporto della presidenza con le istituzioni locali e le dinamiche delle comunità in cui operate?
«La nostra missione ci impone di essere sempre vicini alle esigenze dei cittadini e allo sviluppo dei territori. Abbiamo un profondo rispetto per i ruoli istituzionali, con cui siamo chiamati a dialogare costantemente, ma lo facciamo esclusivamente nell’interesse delle famiglie e degli imprenditori locali. Come banca manteniamo una rigorosa equidistanza: non entriamo nel merito delle dinamiche politiche, né tantomeno prenderemo posizione su singole persone o candidati in campo. Il nostro ruolo è e resterà sempre terzo, nel pieno e assoluto rispetto delle prerogative istituzionali e civiche di ogni comunità».
A proposito di territorio, c'è un progetto che unisce ambiente e agricoltura di cui andate particolarmente fieri.
«Sì, è il progetto "Olivami". Siamo orgogliosi di poter dire che siamo la prima banca in Italia a compensare le emissioni di carbonio acquistando crediti certificati da 1.000 ulivi. È un'iniziativa che ha un duplice obiettivo: avviare un’azione concreta per sostenere le famiglie e gli agricoltori locali, e supportare la rinascita dell’olivicoltura salentina, i cui danni a causa della Xylella sono purtroppo noti a tutti. In quest'ottica stiamo aprendo tavoli di confronto con le associazioni di categoria e le realtà cooperative.
Che spazio hanno i giovani nel piano di sviluppo della Bcc Terra d'Otranto?
«Uno spazio centrale. Abbiamo recentemente avviato la Consulta dei giovani soci e stiamo puntando sull'educazione finanziaria nelle scuole, come dimostra il progetto "L'ABC della Finanza". Ma vogliamo fare di più: istituiremo la "Giornata del Socio", un evento annuale in cui presenteremo le imprese innovative del territorio e consegneremo i premi e le borse di studio. A tal proposito, istituiremo due borse di studio alla memoria di due nostri giovani soci prematuramente scomparsi, Simona De Riccardis e Luca Della Donne. Inoltre, per sostenere l'imprenditoria giovanile, abbiamo deliberato l'adesione al progetto "Resto al Sud"».
Ci sono anche importanti novità strutturali in cantiere?
«Sì, stiamo valorizzando il nostro patrimonio immobiliare. A Borgagne trasferiremo la filiale in un immobile di nostra proprietà; a Melendugno stiamo acquistando un locale confinante con l'attuale filiale e a Lecce stiamo rifacendo la sede, dove abbiamo già realizzato un parcheggio con impianto fotovoltaico da 100 kWp. Senza dimenticare la nomina della nuova Direzione Generale, affidata al Dg Carmelo Mazzotta e al vicedirettore Fabio Bufano».
Numeri alla mano, con che bilancio vi presentate all'assemblea generale del 19 aprile?
«I risultati confermano la solidità patrimoniale dell’istituto e l’equilibrio della gestione. Abbiamo registrato una raccolta complessiva di 457 milioni di euro e impieghi verso la clientela per 378 milioni. Il patrimonio netto si attesta a 44 milioni, a garanzia della nostra stabilità, mentre chiudiamo con un utile di esercizio di 3,6 milioni di euro. Questi numeri sono il frutto di una gestione sana, prudente ed efficiente, resa possibile dal lavoro del Cda, del Collegio Sindacale, della Direzione, di tutti i nostri straordinari dipendenti, e, soprattutto, della fiducia che i soci continuano a riporre in noi».



























