Oltre mezzo secolo di cure e innovazione: l’Istituto Athletic Club si conferma eccellenza della riabilitazione nel Salento
Mezzo secolo di eccellenza e innovazione al servizio della salute: l’Istituto Athletic Club si conferma il cuore pulsante della riabilitazione nel Salento. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, il centro (fisioterapico, neurologico e riabilitativo) fonde storia, professionalità e tecnologie d'avanguardia, mettendo al primo posto la cura personalizzata del paziente. La storia del centro affonda le sue radici nel 1970, anno in cui nacque a Lecce. Nei primi anni 2000, il trasferimento a Carmiano ha segnato una nuova fase di crescita, consolidando il legame con la comunità locale e trasformando la struttura in un punto di riferimento per tutto il Salento. Oggi, infatti, sono numerosi i pazienti che raggiungono il centro anche da fuori provincia. L’obiettivo dell’Istituto Athletic Club è da sempre chiaro: accompagnare ogni paziente lungo un percorso terapeutico personalizzato, finalizzato al recupero e al miglioramento del benessere fisico. Un impegno che si traduce in un’offerta completa di servizi: fisioterapia, riabilitazione neurologica, ortopedica e sportiva — tutte in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale — oltre a visite specialistiche fisiatriche (in convenzione), ortopediche e supporto psicologico.
A fare la differenza è l’approccio multidisciplinare: medici specialisti, fisioterapisti e personale tecnico-amministrativo operano in sinergia per garantire un’assistenza completa e personalizzata in ogni fase del percorso riabilitativo. L’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e la costante formazione del personale permettono di offrire trattamenti efficaci e mirati, costruiti sulle reali esigenze del paziente. Particolarmente rilevante è il settore dedicato alla riabilitazione sportiva. L’Istituto segue atleti e sportivi nel recupero post-infortunio, affiancandoli in tutte le fasi del rientro all’attività. Un impegno che si rafforza attraverso la collaborazione con ben 16 società e associazioni sportive del territorio, a conferma di un legame concreto tra sport, salute e sviluppo delle realtà sportive locali, anche attraverso forme di supporto e collaborazione. Non solo assistenza sanitaria: da tre anni il centro ospita anche un’aula formazione dedicata a corsi e aggiornamenti professionali, contribuendo alla diffusione della conoscenza e dell’innovazione in ambito sanitario.
A sottolineare la visione e i valori che guidano il centro sono le parole degli amministratori: “Da oltre 55 anni il nostro impegno è quello di mettere il paziente al centro, offrendo percorsi di cura personalizzati e all’avanguardia. Crediamo fortemente nel valore dell’équipe e nell’integrazione tra competenze diverse, perché solo così è possibile garantire risultati concreti e duraturi”, dichiarano Danilo Cappello e Luca Cappello, amministratori di Istituto Athletic Club. “Il nostro legame con il territorio è un elemento fondamentale: non siamo solo un centro sanitario, ma una realtà attiva nella crescita della comunità, in particolare attraverso il supporto allo sport e alla formazione. Guardiamo al futuro con l’obiettivo di continuare a investire in qualità, innovazione e sviluppo.”
Guardando avanti, l’Istituto Athletic Club punta a nuovi progetti di ampliamento, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la propria offerta e continuare a valorizzare il territorio di Carmiano. Una realtà che, dopo oltre 55 anni di attività, continua a evolversi senza perdere di vista la propria missione: prendersi cura delle persone, ogni giorno, con competenza, passione e attenzione.
"Pochi medici nei Comuni ma il sistema regge": l'analisi di De Giovanni (Asl) e del sindaco Erroi
La mappa della pediatria salentina sta cambiando pelle. Tra medici storici che lasciano per raggiunti limiti di età e nuove regole che ridisegnano l’assistenza non più sul singolo comune ma sul distretto, le famiglie cercano di orientarsi. E sullo stato di salute del sistema interviene Lorenzo De Giovanni, segretario Fimp e referente per le cure primarie pediatriche dell’Asl di Lecce.
Dottore De Giovanni, le proiezioni nazionali parlano di una forte carenza di professionisti. Qual è la situazione in provincia di Lecce? «Abbiamo effettuato una proiezione precisa calcolando i pensionamenti per raggiungimento dei 70 anni. In provincia di Lecce, nei prossimi due anni, andranno in pensione 18 pediatri su un totale di circa 83 attualmente in servizio. Tuttavia, c’è anche la variabile che i colleghi non arrivano ai 70 anni ma scelgono di lasciare prima, intorno ai 68, perché la gestione del territorio è diventata molto complessa. Ma il sistema regge».
Rispetto alla medicina generale, dove le carenze sono croniche, come riuscite a garantire il ricambio? «Viviamo una fase transitoria ma a differenza dei medici di base, noi non abbiamo una carenza di forza lavoro in ingresso. Le scuole di specializzazione hanno triplicato i posti e questo ci permette di coprire i vuoti. Quando un collega va in pensione, cerchiamo di dare subito un incarico provvisorio, attingendo alle graduatorie aziendali o agli specializzandi. In questo modo i bambini non rimangono scoperti».
Eppure, in alcuni comuni come Lecce, Squinzano o Cavallino, ci sono stati momenti di incertezza. Come state gestendo il turnover locale? «Stiamo coprendo tutto. A Squinzano e Trepuzzi, ad esempio, i colleghi andati in pensione sono stati sostituiti o sono arrivati nuovi medici tramite trasferimento. A Cavallino c'è stato solo un problema tecnico legato all’idoneità dello studio, ma il passaggio di consegne è garantito. Anche su Lecce città i due pensionamenti recenti sono stati coperti da altrettanti trasferimenti. Talvolta si ricorre a incarichi provvisori in attesa del ricalcolo delle zone carenti, ma l’assistenza c’è».
Un caso particolare è quello di Carmiano, rimasto a lungo senza pediatra titolare. Perché è stato così difficile inserire un nuovo medico? «È un caso emblematico di come funzionano i numeri oggi. A Carmiano la “zona carente” non scattava automaticamente perché, dopo il pensionamento dei medici storici, le famiglie si erano già rivolte a pediatri dei comuni limitrofi. Risultava quindi che quei bambini fossero già assistiti. Abbiamo dovuto lottare in Regione per far autorizzare l’apertura di un nuovo studio. Ora c'è un giovane collega: inizialmente farà poche ore in proporzione agli assistiti attuali, ma se le famiglie torneranno a sceglierlo, il suo orario aumenterà».
Questo ci porta al tema della “geografia” delle cure. È cambiato il modello? «Sì, bisogna comprendere un passaggio fondamentale: la scelta del pediatra è distrettuale, non comunale. Inoltre, una recente sentenza permette la scelta anche fuori distretto. Questo crea situazioni paradossali: in comuni grossi come Tricase, ad esempio, si rischiava di non avere il pediatra perché molti bambini erano iscritti con medici dei paesi vicini. Il sistema oggi si basa sulle Aggregazioni Funzionali Territoriali (Aft): tutti i pediatri di un distretto sono in rete. Se il mio studio è chiuso, il genitore può rivolgersi a un collega dell’aggregazione che vedrà la cartella clinica online e potrà visitare il bambino».
Ha accennato a colleghi che lasciano prima dei 70 anni. È solo stanchezza o c’è altro? «C’è un problema enorme di burocrazia. È identico a quello della medicina generale. Tra ricette elettroniche, adeguamenti informatici continui e procedure di sistema il 40-45% del nostro tempo non è dedicato alla clinica». Guardando al futuro, saremo sempre in emergenza? «Al contrario, rischiamo il paradosso opposto. Le proiezioni della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) dicono che nel 2030, a causa del crollo delle nascite e dell’attuale inserimento di nuovi specialisti, in Italia avremo circa 4.000 pediatri in esubero che non sapremo dove collocare. Paghiamo l’assenza di programmazione di vent’anni fa: oggi i medici sono pochi, domani saranno troppi».
IL FRONTE DEI SINDACI
Con la figura del pediatra di libera scelta nei comuni che rischia di scomparire a causa dell’ondata di pensionamenti, la preoccupazione cresce in tutto il Salento. Il turnover di medici arrivati alla soglia dei 70 anni senza un adeguato ricambio generazionale, inizia a pesare sulla pediatria, sarà così almeno sino al 2030, costringendo il sistema a una riorganizzazione che impatterà sulle abitudini delle famiglie. Attualmente i pediatri in servizio sul territorio salentino sono 83, ma nell’arco di due a lasciare l’incarico per raggiunti limiti d’età saranno in diciotto. Davanti a una riorganizzazione che spinge verso i distretti e le case di comunità, i sindaci del territorio hanno deciso di alzare la voce per chiedere risposte concrete che vadano oltre la gestione delle emergenze. Oltre ai primi cittadini di Novoli, Trepuzzi e Squinzano - nell'articolo di Quotidiano di Puglia - si registra l'intervento del sindaco di Carmiano, Gianni Erroi. «L’arrivo recente di un nuovo pediatra a Carmiano ha alleviato la pressione nel breve periodo ma serve cambiare ottica e puntare sulla realizzazione di un poliambulatorio di prossimità. L’idea è quella di riqualificare l’edificio del vecchio istituto professionale - spiega Erroi - per spostare la farmacia comunale e creare una realtà simile alle case di comunità, garantendo servizi sanitari integrati direttamente sul territorio. Ragionare per distretti e investire in strutture polifunzionali è l’unica strada percorribile per sopperire alla mancanza cronica di medici e garantire un’assistenza moderna».
Fonte NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA
Pediatri “sotto casa”, ne restano solo 83 nel Salento
La crisi della sanità pubblica, che per anni ha mostrato le sue crepe nella carenza dei medici ospedalieri e nel ridimensionamento delle guardie mediche, ha ormai raggiunto un nuovo, delicato fronte: la pediatria di libera scelta. Quello che si sta delineando è uno scenario in cui la carenza di professionisti si ripercuote direttamente sulla medicina del territorio, mettendo a rischio la continuità assistenziale per i pazienti più piccoli. La “gobba pensionistica”, ovvero l’uscita di medici arrivati alla soglia dei 70 anni senza un adeguato ricambio generazionale, inizia a pesare sulla pediatria, sarà così almeno sino al 2030, costringendo il sistema a una riorganizzazione che impatterà sulle abitudini delle famiglie. La figura del pediatra “sotto casa”, disponibile nel proprio comune di residenza, sta diventando un ricordo. I pediatri di libera scelta andranno sempre più a strutturarsi per distretti sanitari e non più per singolo comune. Il rischio concreto è che le famiglie, per garantire le cure ai figli nella fascia tra 0 e 6 anni, debbano rivolgersi fuori dal proprio paese, recandosi ad esempio nelle Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali) di medicina oppure negli studi di professionisti che, lavorando su turnazione, dovranno coprire le esigenze di più comuni limitrofi.
La situazione in provincia di Lecce offre una prima fotografia di questa trasformazione. Attualmente i pediatri in servizio sul territorio salentino sono 83, un numero calcolato al netto dei recenti pensionamenti. Tuttavia, la rilevazione del marzo 2025 ha evidenziato che una decina di professionisti ha lasciato il camice per raggiunti limiti di età, aprendo altrettante zone carenti individuate dalla Regione. Sebbene molte di queste caselle siano state coperte — come accaduto a Lecce (2), Cavallino, Squinzano, Martano, Gagliano del Capo e Novoli, quest’ultimo in combinato con Carmiano — le difficoltà restano evidenti. Proprio il caso di Carmiano, nel nord Salento, è emblematico delle criticità che il sistema sta affrontando. Il comune negli ultimi due anni ha perso due pediatri effettivi per pensionamento. La conseguenza è stata che circa mille assistiti tra 0 e 14 anni, di cui 436 nella fascia più delicata tra 0 e 6 anni, si sono trovati nella condizione di dover cercare un medico fuori paese o attendere l’arrivo del nuovo pediatra (4 ore a settimana), il quale dovrà però dividersi con i pari età di Novoli, dove risiedono altri 595 pazienti totali (231 tra 0 e 6 anni). Guardando al futuro prossimo, i distretti sanitari di Lecce e Campi Salentina appaiono quelli con maggiori difficoltà legate all’età avanzata dei medici. Nel 2026, su circa 83 pediatri attivi in provincia, ne andranno in pensione altri 7, mentre nel 2027 saranno ben 11 a raggiungere la soglia dei 70 anni. Una emorragia di competenze che interesserà, seppur in modo ridotto, anche le famiglie dei distretti di Gagliano del Capo, Nardò, Gallipoli, Poggiardo, Casarano, Maglie, Galatina e Martano. La mappa delle carenze rilevate dall’Asl Lecce nel 2025, la prossima è fissata al 31 marzo di quest’anno, mostra una situazione a macchia di leopardo in via di risoluzione ma che rischia di restare precaria per i prossimi 3 o 4 anni, almeno sin quando non si vedranno gli effetti delle scuole di specializzazione. Attualmente nell’area nord di Lecce due carenze sono state coperte per trasferimento, mentre nell’area sud (Cavallino) e nell'Aft di Martano (843 bambini 0-14 anni) si è in fase di assegnazione, con coperture attuali garantite da trattenimenti in deroga. Situazioni simili si registrano a Maglie, per i comuni di Castrignano dei Greci (314 pazienti) e Corigliano d’Otranto (567 tra 0 e 14 anni), Squinzano (1.257) e Trepuzzi (1.394 bambini). Il problema, tuttavia, non è solo locale ma strutturale e nazionale, come evidenziato dai dati della Fondazione Gimbe e dalle analisi demografiche. Sebbene il calo delle nascite abbia ridotto la platea di assistiti nella fascia 0-5 anni di circa 430mila unità dal 2019 a oggi, il carico di lavoro per i pediatri non è diminuito, anzi. Il saldo tra i nuovi nati e chi esce dall’assistenza pediatrica al compimento del 14° anno determina un incremento netto degli assistiti. Inoltre, le regole attuali prevedono un massimale di 1.000 assistiti per pediatra, con un rapporto ottimale sui territori di 850 pazienti per ogni medico.
A livello nazionale mancano all’appello almeno 502 pediatri di famiglia, con le situazioni più critiche nel nord Italia, ma la Puglia non è esente da rischi: entro il 2028 nella regione raggiungeranno l’età della pensione 218 pediatri. Nonostante l’aumento delle borse di studio per la specializzazione, passate da 496 a 854 negli ultimi anni, resta l’incognita su quanti nuovi medici sceglieranno la libera professione sul territorio invece della carriera ospedaliera. Ad ogni bambino, sin dalla nascita, deve essere assegnato un pediatra per accedere a servizi e prestazioni inclusi nei Livelli Essenziali di Assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). «Le segnalazioni sulla difficoltà di accesso al pediatra – ha dichiarato nei mesi scorsi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – arrivano da tutte le Regioni, evidenziando criticità ricorrenti: complessità burocratiche, carenza di risposte da parte delle Aziende Sanitarie Locali (Asl), pediatri con un numero elevato di assistiti e impossibilità, per molte famiglie, di iscrivere i propri figli a un pediatra. Una situazione che genera disagi rilevanti e richiede interventi organizzativi urgenti, per garantire la continuità dell’assistenza pediatrica, soprattutto ai più piccoli e ai più fragili».
Fonte NUOVO QUOTIDIANO DI PUGLIA
Zanicchi e Zarrillo a Magliano: appuntamento sabato 20 luglio per la 20esima edizione di "Un'emozione dal Salento"
SIMONA MAGURANO: "DAL SALENTO ALLE CANARIE CORRENDO TRE MARATONE IN DUE ANNI"

Maltempo nel nord Salento: si passa alla conta dei danni
Danni e forti disagi per il maltempo in tutto il Salento. In queste ore si è passati alla conta dei danni.
Sulla Carmiano – Novoli, registrati diversi problemi nel centro “Li Sala”: la tromba d'aria ha fatto ingenti danni, compromettendo l'uso del campo di calcio, l'ingresso e la tettoia dell'edicola dedicata a Gesù Misericordioso. Ma tra i comuni, quello maggiormente colpito dal passaggio del vortice d’aria è stato Novoli dove sono state divelte dal forte vento le due tensostrutture che ospitano i concerti e gli eventi collaterali della Fòcara in onore di Sant’Antonio. Alberi sradicati, cartelli piegati, edifici danneggiati e muretti abbattuti in più zone del paese. Diverse le campagne allagate nel nord Salento.
L’intervento dei vigili del fuoco e degli operatori di protezione civile si è reso necessario anche a Lecce, Lequile, San Pietro in Lama, Melissano e Ugento.

I fenicotteri tornano nella Salina dei Monaci
Nello scatto fatto all’alba della fotoreporter ambientalista Paola Centonze, lo spettacolo di un “assembramento autorizzato” di fenicotteri rosa. Una nuova e affascinante immagine della “Salina dei Monaci”, al confine jonico tra le province di Lecce e Taranto, definito “sentiero dei Fenicotteri”.
La Salina dei Monaci, da tempo è zona di sosta dei fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) soprattutto durante le fasi di migrazione. Un parco naturale paradisiaco, frequentato da altri splendidi esemplari di uccelli migratori come i germani reali, gli storni, le gru, i cigni e le oche selvatiche. In zona presenti anche il poco comune cavaliere d'Italia, l'airone rosso e l'airone bianco, l'avvoltoio capovaccaio, il picchio, il pettirosso, il martin pescatore, la capinera, lo scricciolo, l'usignolo, la gazza, il corvo ed il merlo. Area popolata anche da uccelli rapaci, anfibi, rettili e mammiferi.
L’amore per il Salento oltre l’ostacolo del CoronaVirus
Si è svolto a Berlino il tradizionale appuntamento con ITALY SALENTO MY LOVE PARTY in BERLIN.
L’amore dei giornalisti tedeschi per il Salento sconfigge l’ostacolo del CoronaVirus e salva il tradizionale evento ItalySalentomyloveparty in Berlin. Nonostante la ITB sia stata annullata, si è svolto regolarmente con successo il tradizionale appuntamento ITALY SALENTO MY LOVE PARTY IN BERLIN, un esclusivo evento fuori fiera che la rivista di turismo e cultura del Mediterraneo Spiagge, diretta da Carmen Mancarella, organizza a Berlino ormai da sei anni. Il miracolo è stato reso possibile grazie all’agenzia di comunicazione Berlin Italian Communication guidata dal giornalista Andrea D’Addio con la collega Sara Trovatelli. Presente anche il conduttore di radio e tv Berlin, Rainer Lohor.
“Nonostante le difficoltà abbiamo portato a termine la nostra missione”, dice la giornalista Carmen Mancarella, ideatrice dell’evento. “Il Salento è una terra che si fa amare da sola. E così la conferenza stampa, anche senza la nostra presenza fisica, si è svolta ugualmente davanti a un pubblico attento e appassionato. Tutto questo grazie al giornalista Andrea Daddio e al suo staff, che, originario di Roma, conosce bene il Salento perché è stato ospitato proprio durante un educational organizzato da noi, per conto del Comune di Melendugno, capofila”.
“Il giornalista, che è corrispondente da Berlino del prestigioso quotidiano Repubblica, ha guidato i colleghi presenti alla scoperta dei territori di Melendugno e Morciano di Leuca grazie ai testi inviati per email e tradotti anche in tedesco dalla rivista Spiagge, grazie ai sindaci di Melenduno e Morciano di Leuca, Marco Potì e Lorenzo Ricchiuti e con la consigliera delegata al turismo del Comune di Melendugno, Angelica Petrachi e l’assessore al turismo del Comune di Morciano di Leuca, Erica Quaranta. A tutti i giornalisti è stata consegnata una cartella stampa. “Visti i tempi che corrono, non potevo obbligare le amministratrici a venire con me a Berlino, né io stessa me la sentivo di correre il rischio di restare bloccata. E così grazie ad internet la conferenza stampa si è svolta lo stesso e l’invito ai giornalisti di venire a visitare la nostra bella terra, resta sempre validissimo”.
E’ stato presentato un viaggio emozionale per incuriosire e spiegare come mai il famoso stilista Dior ha scelto proprio il Salento per celebrare la sua sfilata in anteprima mondiale il 9 maggio a Lecce, consigliando ai viaggiatori e ai giornalisti presenti di fare tappa a Melendugno (www.visitmelendugno.com) , con le sue belle marine e lo sviluppo dell’apicoltura e Morciano di Leuca (www.comune.morcianodileuca.le.it) , che ha scelto il turismo lento, sistemando sentieri di campagna a due passi dal mare, dove fare trekking e recuperare salute e bellezza, sentendosi in forma.
In campo il meglio dell’imprenditoria: la Banca di credito cooperativo di Leverano (www.bccleverano.it) che sostiene le aziende nei loro progetti di internazionalizzazione ed è al primo posto per solidità e affidabilità secondo la prestigiosa rivista economica Milano Finanza, CDSHotels (www.cdshotels.it), la prima catena alberghiera di Puglia con una struttura ricettiva anche in Sicilia, il residence Oasi Salento (www.oasivacanze.it), molto amato da famiglie e giovani.
Per chi ama i B&B la scelta non potrà che ricadere che sui B&B Il Il Cortile dei Nonni www.ilcortiledeinonni.it e B&B Tenuta Calitre (www.tenutacalitre.com). Ampi e ariosi appartamenti eco compatibili da Casa Vacanze Petrachi (www.casavacanzepetrachi.it)
Ma chi dice Puglia dice masserie e dimore di chàrme. Ed eccoci nell’antico villaggio contadino trasformato in Naturalis Bio Resort con Spa a Martano, www.naturalisbioresort.com. Sorge tra gli ulivi la Masseria Mauriani, www.masseriamauriani.it a Carpignano Salentino. E’ nel cuore di Ostuni, l’antico Palazzo Rodio (www.palazzorodio.it). Moderna e di alta classe, circondata da un giardino di ulivi con piscina, ecco Villa Torricella a Leverano (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Per chi ama vacanze fuori dagli schemi, a contatto con la natura, ma senza rinunciare ai comfort, ecco i campeggi Torre Castiglione a Torre Lapillo sul mar Jonio, www.torrecastiglione.it e Masseria Lama sul Mar Adriatico, a Torre dell’Orso www.masserialama.com
E per imperdibili tappe golose consigliamo una sosta nel ristorante Gusto a Castrignano dei Greci (www.ristorantegustosalento.it) e nella pasticceria Bar Eros a Galatina per scoprire il dolce simbolo del Salento, il pasticciotto! (BAR EROS FB).
Per poter prenotare un’escursione in barca, eccoci tra le meravigliose grotte di Leuca con Escursioni Nemo (www.escursioninemo.it).
E se vi siete innamorati del Salento e cercate casa o tante altre soluzioni per le vostre vacanze, l’indirizzo giusto è www.torrevado.info, un sito che si distingue per la sua affidabilità.
Per godere delle spiagge dalla mattina alla sera ecco i lidi con ristorante, il lido Mar de Plata a Casalabate (www.mardeplata.it), il Lido La Sorgente a Torre dell’Orso (www.lidolasorgente.it), Lido Li Marangi a San Foca (www.limarangi.it) e la spiaggia libera attrezzata Playa San Pedro (www.playasanpedro.it) dove potrete trovare anche comodi appartamenti.
Una villetta di campagna vicinissima alla spiaggia di Pescoluse, Villa Iaculizzi vi attende per essere da voi prenotata su www.grimaldiservice.net.
E per scoprire l’artigianato autentico l’indirizzo giusto è Le Meraviglie della Pietra (www.lemeravigliedellapietra.com) lampade e anche gioielli scolpiti con la tipica pietra leccese che ha dato vita al famoso stile Barocco.
Ma andiamo ora alla scoperta delle due destinazioni must-see delle prossime vacanze.
Melendugno Città del Miele, seglie la sostenibilità www.visitmelendugno.com
Un mare dalle mille sfumature di blu, verdi pinete e un bosco di uliveti danno il benvenuto a Melendugno, Borgagne e le sue marine: 15 chilometri di costa affacciati sul Mar Adriatico che sono equidistanti da Lecce e da Otranto (appena venti chilometri). Nel nome del turismo lento e sostenibile, Melendugno sta recuperando le proprie origini incentivando l’allevamento di api. Infatti il suo nome deriva dal latino Mele duco (porto il miele) e tantissimi giovani stanno ripristinando arnie e alveari, producendo un miele che profuma di macchia mediterranea.
Dice la consigliera delegata al turismo, Angelica Petrachi. “Melendugno punta tutto sulla sostenibilità e su un turismo senza barriere. Con oltre 400mila presenze nella scorsa stagione estiva, è il territorio che ha registrato il maggior numero di stranieri di tutta la Regione Puglia (+41 per cento) ed è stato inserito dal Sole 24 ore tra i paesi più green d’Italia. Puntiamo sullo sviluppo dell’apicoltura sia per recuperare un’antica tradizione sia per rafforzare sempre di più la tutela dell’ambiente.
Le nostre cinque marine, Torre Sant’Andrea, Torre dell’Orso, San Foca e Torre Specchia sono collegate tra loro con simpatici mini bus elettrici gratuiti. Inoltre le acque reflue sono depurate con le piante e non finiscono nel mare. Ecco perché le nostre marine hanno conquistato le 5 Vele di Legambiente e la Bandiera Verde, conferita dall’Associazione medici pediatri che ha definito le spiagge a Misura di Bambino sia per i fondali bassi, che per una fitta rete di Salvataggio, organizzata anche sulle spiagge libere.
Infine è sempre più richiesto il Lido Io Posso a San Foca, che, fondato dall’Associazione 2HE con l’Amministrazione comunale, offre alle persone diversamente abili e/o affette da SLA di fare un bagno in piena sicurezza, senza staccarsi dai respiratori automatici”.
Gli scorci delle nostre spiagge sabbiose e dei borghi, Melendugno e Borgagne, sono spesso scelti da set fotografici e cinematografici per la loro bellezza. La grotta della Poesia è stata definita dal National Geographic tra le dieci piscine naturali più belle al mondo, mentre tappa obbligata sono i Faraglioni di Sant’Andrea e le Due Sorelle. I primi sono a forma di Arco, di Tacco d’Italia e di Sfinge, i secondi sembrano avere il volto di donna. Secondo la leggenda sono emersi dopo che in quelle acque vi annegarono due splendide fanciulle.
Le sere d’estate, poi, grande divertimento grazie alla rassegna di musica, arte e spettacolo del Blue Festival che arriva a registrare in una sola notte, la Notte di Mare a San Foca, ben 30mila presenze!
Anche in pieno inverno e in primavera avrete modo di divertirvi condividendo con la gente del posto le tradizioni: il secondo week end di maggio vi è una grande Festa tra bande, fuochi d’artificio e luminarie in onore della Madonna di Roca, in pieno inverno, il 27 gennaio a Melendugno e il 17 febbraio a Borgagne, vengono accesi due grandi falò, chiamati in dialetto salentino, le Focare, costruite con i rami di ulivo. Queste feste dedicate ai Santi Niceta e Antonio, segnano la fine della raccolta delle olive, di cui il territorio di Melendugno è leader e l’attesa della primavera.
A Melendugno e nelle sue marine le vacanze saranno ricche di emozioni e di esperienze da condividere con gli abitanti del posto.
Dove dormire e come divertirsi a Melendugno? Ecco qualche indirizzo utile: www.visitmelendugno.com - www.melendugnotoyou.it
TRA GROTTE MARINE E SORGENTI, IL FASCINO DI MORCIANO DI LEUCA
“Morciano di Leuca è famosa per la marina di Torre Vado, che prende il nome da un’affascinante torre di guardia del XVI secolo affacciata sul mare”, dice l’assessore al turismo, Erica Quaranta. “La costa, tra spiaggette e scogliera bassa, è conosciuta ai più per le Sorgenti: tra gli scogli sgorgano correnti di acqua dolce fresche e limpide che rappresentano un irrinunciabile idromassaggio naturale. Dal porto di Torre Vado ci si può imbarcare alla scoperta delle meravigliose grotte di Santa Maria di Leuca, che si affacciano sia sullo Jonio che sull’Adriatico oppure per condividere un’esperienza indimenticabile con i pescatori, vivendo al loro fianco le battute di pesca.
Nel centro storico di Morciano di Leuca risplendono il castello, antichi ed eleganti palazzi nobiliari come Palazzo Strafella, che è divenuto il centro della vita culturale del paese, e la chiesa madre che custodisce la Statua di San Giovanni Elemosiniere il Santo Patrono, al quale, in luglio viene dedicata una grande e partecipata festa popolare tra bande, luminarie e fuochi d’artificio.
Poco distante da Morciano di Leuca, nella piccola frazione di Barbarano, sorge Leuca Piccola, una riproduzione in miniatura della piazza con le arcate e il Santuario di Santa Maria di Leuca. Qui i pellegrini, diretti verso Leuca, si fermavano per ristorarsi un po’. C’era una locanda con l’oste, il mercato, il Santuario e il ricovero per i pellegrini. E si legge ancora oggi l’iscrizione delle 10 P, tanto in voga tra i pellegrini, ma valida fino ai giorni nostri: Parole Poco Pensate Portano Pena, Perciò, Prima Pensa e Poi Parla che oggi viene letta simpaticamente anche in chiave moderna Post Poco Pensati Portano Pena, Perciò Prima Pensa e Poi Pubblica.
Una voragine naturale, la Vora, poco distante dal Santuario, ha alimentato nei secoli affascinanti leggende. Si dice infatti che i pellegrini che non erano veramente pentiti dei loro peccati, vi cadessero dentro, scomparendo misteriosamente.
Gli antichi cammini, tra ulivi, muretti a secco e tratturi, hanno dato lo spunto all’Amministrazione comunale per proporre percorsi naturalistici da vivere intensamente e lentamente, all’insegna del turismo lento.
Ma c’è anche tantissimo divertimento da condividere con gli abitanti del posto. Grazie alla Rassegna Estate d’Amare, ricca di eventi musicali e culturali, Sagre e feste di tradizione, la parola d’ordine è “Vietato annoiarsi”. Per tutta la primavera e l’estate ci si può divertire. Ma anche in pieno inverno le feste e gli eventi non mancano come il Presepe vivente di Barbarano, che coinvolge tutto il paese!
Morciano e il suo territorio hanno tutte le carte in regola per fregiarsi del titolo di Città turistica perché sono in grado di attrarre viaggiatori colti e curiosi provenienti da tutta Europa, che amano viaggiare e scoprire nuovi luoghi tutto l’anno. www.comune.morcianodileuca.le.it
I droni per difendere l'ambiente e stanare i trasgressori
La Provincia di Lecce scende in campo e completa la formazione base per il conseguimento di attestato di pilota Apr (Aeromobili a pilotaggio remoto) per 8 agenti. Inoltre, 4 di loro conseguiranno anche l’attestato di pilota per eseguire operazioni critiche (Cro).
La caccia agli sporcaccioni sarà svolta attraverso l’utilizzo di 2 droni, forniti dalla ditta “Salento Droni” di Martano, che aiuteranno nell'individuazione di reati ambientali di qualsiasi natura, a partire dall’abbandono indiscriminato e selvaggio dei rifiuti, fino al controllo delle coste, contrastando lo sversamento in mare di reflui e l’abusivismo edilizio.
Alla conferenza di presentazione delle attività, hanno partecipato: il presidente della Provincia, Stefano Minerva, il direttore generale Giovanni Refolo, il consigliere provinciale Nunzio Dell’Abate, il comandante della Polizia provinciale Antonio Arnò, il dirigente provinciale del servizio viabilità Rocco Merico, il dirigente del servizio risorse finanziarie Pantaleo Isceri, il responsabile tecnico dei droni Luigi Tommasi, il segretario provinciale del coordinamento della Protezione civile Luigi Gallo, il direttore del corso e esaminatore Enac, Cristian Caracuta e il presidente della neonata associazione “Drones Urban Network”, il carmianese Davide Vadacca.
Cultura, formazione e lavoro: Bluesea avvia il progetto “Tecnico esperto nella conduzione del vigneto”
Bluesea apre le iscrizioni al progetto di formazione “Tecnico esperto nella conduzione del vigneto, uva da vino e da tavola” per giovani fino a 35 anni.
Gli obiettivi formativi del corso prevedono che l’allievo maturi conoscenze e abilità tali da essere in grado di muoversi agilmente nel mondo della viticoltura, perciò pronto a rispondere alle esigenze del mercato in forte espansione in questo settore. Dovrà essere in grado di realizzare concretamente operazioni colturali quali potatura, gestione vigneto, osservare la morfologia delle piante e sapere quali prodotti fitosanitari utilizzare, gestire una cantina, aver appreso tecniche di imbottigliamento ed etichettatura.
I soggetti destinatari sono giovani in possesso delle seguenti caratteristiche: obblighi formativi, disoccupati o inattivi, residenti o domiciliati in un Comune della Regione Puglia, con riserva del 15% dei posti disponibili per militari congedati come previsto nella Convenzione Operativa tra Regione Puglia e Comando Militare Esercito “Puglia”.
Il percorso formativo avrà una durata di 600 ore (di cui 340 di attività d’aula e 260 di stage di cui 40 fuori regione). Le attività in aula saranno svolte presso la sede dell’ente formativo Bluesea di Carmiano (Le) in Via Monteroni, 9. La partecipazione al corso è completamente gratuita. Ai partecipanti che sosterranno l’esame finale sarà riconosciuta un’indennità pari a €1,00 per ogni ora effettivamente frequentata e riscontrata sul registro presenze, oltre al materiale didattico.
I posti disponibili sono 18, con scadenza delle iscrizioni fissata per lunedì 21 ottobre. La selezione dei candidati avverrà mediante colloquio e test scritto. Gli interessati, in possesso dei requisiti suddetti, dovranno presentare la domanda di Partecipazione, corredata dalla seguente documentazione: 1) Fotocopia Documento valido di identità; 2) Fotocopia del codice fiscale; 3) Certificato “Stato occupazionale” rilasciato dal Centro per l’Impiego di riferimento; 4) DID in corso di validità (per i disoccupati); 5) Curriculum Vitae (facoltativo). Alla fine del percorso formativo, previo superamento degli Esami, agli allievi sarà rilasciato l’attestato di Qualifica Professionale di “Tecnico Esperto nella conduzione del vigneto (ad uva da vino e da tavola), valido su tutto il territorio nazionale ed europeo, spendibile nel mercato del lavoro.
BLUESEA Formazione
Sede operativa: Via Monteroni, n.9 - 73041 Magliano/Carmiano (Le)
Tel/fax: 0832603617 - Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
http://www.blueseaformazione.it/tecnico-esperto-nella-conduzione-del-vigneto/



























