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Carmiano, rogo e tre animali morti, il Gruppo cittadino #73041 attacca: «Mancano i controlli preventivi»

Carmiano, rogo e tre animali morti, il Gruppo cittadino #73041 attacca: «Mancano i controlli preventivi»

La tragedia che si è consumata questa mattina nelle campagne di Carmiano, dove tre cani sono morti carbonizzati in un incendio che ha devastato un terreno privato e distrutto diverse strutture, scuote la comunità e accende il dibattito. Di fronte all'ennesimo rogo estivo, il Gruppo cittadino #73041 ha diffuso un comunicato per denunciare lo stato di abbandono del territorio. L'attacco del movimento civico è a tutto campo.
Di seguito riportiamo integralmente la nota diffusa dal gruppo civico.
"CARMIANO BRUCIA. Ancora un incendio.
Tantissimi gli ettari di territorio devastati negli ultimi mesi. Ancora fumo sul nostro paese. Ma questa volta il bilancio è ancora più drammatico: sono state distrutte strutture private, mezzi di lavoro e tre cani sono morti, intrappolati tra le fiamme.
Di fronte all’ennesimo episodio non bastano più la conta dei danni, le fotografie del giorno dopo o le dichiarazioni di circostanza.
La cittadinanza è esasperata e il territorio è martoriato da anni di incuria, abbandono e comportamenti criminali.
Condanniamo con assoluta fermezza chi appicca deliberatamente gli incendi: dare fuoco al territorio significa compiere un atto criminale contro la collettività, l’ambiente e la sicurezza di tutti. Chi brucia deve essere individuato, perseguito e punito.
Ma la responsabilità non può fermarsi a chi appicca il fuoco. Anche l’Amministrazione comunale deve fare attivamente la propria parte.
Se esistono ordinanze che impongono ai proprietari dei terreni la pulizia delle aree e la rimozione della vegetazione infestante, quelle ordinanze devono essere applicate e fatte rispettare. Non possono essere emanate e poi dimenticate nei cassetti.
In particolare, l’ordinanza comunale n. 26 del 05/03/2026 ORDINA la realizzazione di barriere di sicurezza, da 5 a 15 metri, lungo il perimetro delle proprietà incolte. Per i terreni privati il termine previsto è il 31 maggio, mentre per i terreni adibiti a coltivazione cerealicola e foraggera il termine è fissato al 15 luglio. La stessa ordinanza prevede che l’attività di controllo venga svolta dalla Polizia Locale e dalle Forze dell’Ordine.
Un territorio pieno di erbacce, sterpaglie e aree abbandonate rappresenta una miccia pronta ad accendersi. Per questo servono controlli preventivi, accertamenti puntuali e sanzioni quando le regole vengono violate. La prevenzione non consiste nell’intervenire quando scoppia un incendio: consiste nel controllare prima.
Non far rispettare le regole è il segno di un’amministrazione superficiale e incompetente, di cui questo Paese non ha più bisogno. Il territorio ha bisogno di presenza quotidiana, responsabilità concreta e interventi reali, non di amministratori con delega ai selfie mentre le norme vengono ignorate e il territorio continua a bruciare.
Non possiamo accettare questa forma di ipocrisia istituzionale, in cui non si parla da anni di tutela dell’ambiente, di interventi concreti di rigenerazione e soprattutto di rispetto delle regole, né possiamo accettare che il nostro territorio venga trasformato in una terra di nessuno e che ogni estate si ripeta lo stesso copione: incendi, fumo, paura, danni, animali morti e cittadini costretti ad assistere impotenti.
Viviamo ormai nella conclamata ombra omertosa del “non vedo, non sento, non parlo ed emetto ordinanze perché devo, ma non accerto se le rispettate, così dite che sono buono e mi rivotate”.
Medioevo Politico di cui non abbiamo più bisogno.
Questa volta sono morti anche tre cani: tre vite che non hanno avuto la possibilità di fuggire dalle fiamme.
Per questo chiediamo pubblicamente all’Amministrazione:
 quanti controlli sono stati effettuati sui terreni interessati dall’ordinanza comunale n. 26 del 05/03/2026;
 quanti controlli sono stati svolti dalla Polizia Locale e dalle Forze dell’Ordine;
 quante violazioni sono state accertate;
 quante sanzioni sono state elevate;
 quali azioni concrete sono state messe in campo per verificare la realizzazione delle barriere entro il 31 maggio per i terreni privati ed entro il 15 luglio per quelli adibiti a coltivazione cerealicola e foraggera;
 quali ulteriori misure sono state adottate per prevenire questa emergenza.
Non è più sufficiente dire che “gli incendi sono dolosi”. La matrice criminale va perseguita, ma l’abbandono del territorio, avallato da inefficienza e incompetenza amministrativa, non può essere più ignorato. Quando esistono regole precise per ridurre il rischio, quelle regole devono essere applicate.
Carmiano ha bisogno di un’evoluzione etica e politica che non si fermi a ordinanze scritte come un compitino di terza elementare, utili soltanto a ripulire le coscienze di chi governa. Ha bisogno di azione quotidiana, controlli, presenza e interventi concreti: caratteristiche di “chi ha a cuore” realmente il proprio territorio.
Per i tre cani morti e per tutta la flora e la fauna che nessuno ci darà più indietro, per chi vive ogni giorno questa emergenza e per il nostro ambiente, per la nostra comunità, CHIEDIAMO CHIAREZZA da parte di quest’amministrazione che non ha saputo MINIMAMENTE gestire con serietà un’emergenza annunciata già dalla scorsa primavera.
Continuare a non parlare di tutela dell’ambiente mentre il territorio brucia sotto gli occhi di tutti non è più accettabile. La vacanza è finita".
 
Gruppo Cittadino #73041

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