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Giovedì, 21 Maggio 2026
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Publiredazionale
 
La carriera imprenditoriale del giovane Manuel Mazzotta si arricchisce di una nuova iniziativa, questa volta sul versante ionico, dopo anni di investimenti sul litorale adriatico. Da una sua idea nasce dunque una nuova avventura per “Isola Beach ”, una meraviglia della natura incastonata nella meravigliosa costa di Porto Cesareo, presa in totale gestione dal gruppo imprenditoriale che fa capo a Manuel Mazzotta. L’azienda vuole dare lavoro a tanti giovani e creare opportunità di sviluppo per il territorio più bello del mondo: il Salento, terrà meravigliosa ma spesso poco attenta al lavoro dei giovani costretti a emigrare fuori. 
Manuel Mazzotta ha inoltre voluto unire alla sua attività imprenditoriale uno scopo benefico a favore di chi è più debole di noi: per l’inaugurazione di Isola Beach & Restaurant, prevista per il 25 Aprile, ha scelto di donare parte del ricavato all’associazione “Cuore E Mani Aperte Verso Chi Soffre”. L'associazione è responsabile in particolare del progetto “Bimbulanza”: la prima ambulanza pediatrica del mezzogiorno, attiva dal 2012, reperibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. "Le migliaia di chilometri percorsi, a titolo gratuito in favore dei bambini con patologie gravissime, devono essere tutelate e sostenute" - commenta Mazzotta. Con l’occasione, il giovane imprenditore inviterà anche tutti i clienti a donare qualcosa a questo meraviglioso progetto di solidarietà.
Published in Eventi
"In questi giorni si è aperto un dibattito sul futuro di Carmiano e Magliano, dibattito al quale mi onoro umilmente di partecipare. Al di là delle diverse opinioni, credo che questo sia già un segnale positivo: significa che la nostra comunità sente il bisogno di interrogarsi sul proprio destino.
Il confronto pubblico diventa davvero utile quando riesce a spostarsi dalle contrapposizioni personali ai contenuti. È su questo terreno che, a mio avviso, il dibattito dovrebbe svilupparsi: non tanto su chi propone, ma su ciò che viene proposto e sulla sua possibile utilità per la comunità.
In questo quadro emerge inevitabilmente una parola importante: credibilità. La credibilità non è una qualità che si proclama, ma una condizione che si costruisce nel tempo.
Chi ha già avuto responsabilità amministrative sa bene che l’azione pubblica comporta inevitabilmente decisioni difficili, scelte non sempre semplici e talvolta anche valutazioni che, col senno di poi, possono essere giudicate in maniera diversa. Fa parte della natura stessa della politica, che non è mai un esercizio teorico ma una responsabilità concreta verso la comunità.
Allo stesso modo, anche chi si propone come novità è chiamato a costruire la propria credibilità nel tempo, attraverso idee, comportamenti e proposte concrete. Soprattutto in una stagione nella quale i cittadini sono sempre meno disponibili a firmare cambiali in bianco a chiunque si presenti sulla scena pubblica.
Per questo la credibilità della politica locale non si misura soltanto nei giudizi sul passato, ma anche nella capacità di mettere sul tavolo idee e progetti capaci di essere discussi seriamente dalla comunità.
È proprio con questo spirito che ho provato a proporre una riflessione urbanistica sul centro storico. L’idea di fondo è semplice: ripensare la vita della nostra comunità non soltanto attraverso la piazza tradizionale, ma attraverso una rete di spazi urbani capaci di restituire vitalità alla socialità del paese.
In altre parole, si tratta di allargare il concetto stesso di piazza, immaginando luoghi diversi ma collegati tra loro, nei quali le persone possano incontrarsi senza penalizzare — anzi, possibilmente rafforzando — la vitalità commerciale del centro storico.
In questo quadro si inserisce la proposta di aprire alla comunità l’area privata simbolicamente denominata “Villa Vera”, quasi a segnare il passaggio da una villa soltanto immaginata a una possibilità reale per la comunità. L’idea non è quella di contrapporre interesse pubblico e interesse privato, ma di immaginare un progetto capace di valorizzare entrambi, ampliando in modo realistico gli spazi pedonali e sociali del centro storico.
All’interno di questa riflessione si colloca anche un elemento concreto che merita attenzione. La disponibilità sul mercato dei locali un tempo utilizzati per le attività dell’Azione Cattolica non rappresenta soltanto una possibile operazione immobiliare. È piuttosto un'occasione che invita ad allargare lo sguardo e a riflettere sul futuro urbanistico del centro storico.
Da questa opportunità concreta nasce l’esigenza di collocare quella eventuale acquisizione dentro una visione più ampia della città: l’idea di una Agorà diffusa, capace di rafforzare la rete dei luoghi di incontro e di contribuire alla progressiva rivitalizzazione del centro storico.
Nel dibattito di questi giorni è stata giustamente richiamata anche una questione importante: quella del metodo con cui una comunità prende le proprie decisioni. È una riflessione seria, perché nessuna proposta può essere davvero condivisa se non nasce dentro processi trasparenti, partecipati e rispettosi del confronto democratico.
Allo stesso tempo, però, il metodo non può trasformarsi in una forma di immobilismo. Le istituzioni hanno il dovere di ascoltare e discutere, ma anche la responsabilità di saper cogliere le opportunità quando esse si presentano. In questo percorso anche i cittadini possono offrire indicazioni preziose su ciò che ritengono utile fare e sul momento in cui farlo, purché queste indicazioni vengano inserite dentro una visione complessiva e responsabile dello sviluppo della comunità. Ed è proprio qui che la politica è chiamata a svolgere il suo ruolo più difficile: tenere insieme partecipazione, metodo e capacità decisionale.
A proposito della fretta, nel caso specifico esiste anche un elemento che non può essere ignorato: quei locali sono oggi sul mercato. Se dovessero essere acquisiti da privati per finalità diverse, la comunità potrebbe perdere definitivamente un'occasione importante per il futuro del centro storico. Questo non significa che le decisioni debbano essere assunte con precipitazione, ma ricorda una verità semplice della vita pubblica: anche il tempo è una variabile delle decisioni collettive e alcune opportunità, se non vengono almeno considerate nel momento giusto, semplicemente non tornano più.
Per questo credo che sarebbe utile un primo passo istituzionale chiaro: un atto di indirizzo dell’amministrazione comunale che consenta di valutare con serietà la possibilità di acquisire questi spazi al patrimonio pubblico.
Il punto, in fondo, non è stabilire a chi appartenga la paternità di una proposta, né trasformare il confronto in una gara a chi la lancia più forte. Il punto è capire se, quando emergono idee che possono essere utili alla comunità, valga la pena discuterle con serietà e — possibilmente — parlando la stessa lingua.
Se questo percorso dovesse rivelarsi utile per Carmiano, l’amministrazione non dovrebbe avere alcuna esitazione a portarlo avanti, prendendosi anche il merito dell’iniziativa. Perché la credibilità della politica locale non si misura soltanto nelle critiche che sappiamo fare, ma anche nelle idee che siamo disposti a discutere quando riguardano il futuro del nostro paese.
Ed è proprio da qui che dovrebbe ripartire il confronto pubblico: non dalla contrapposizione tra persone, ma dalla volontà di immaginare insieme quale Carmiano vogliamo costruire nei prossimi anni".
Giancarlo Mazzotta
Published in Politica

Prosegue il dibattito politico a Carmiano

Lo abbiamo notato tutti! E' vero, si assiste ad un fermento di idee, lanciate, finalmente, da cittadini di cultura ed estrazione sociale diversa. Le idee sono infinite, come i potenziali futuri candidati, ma le azioni, spesso, vengono bruscamente ostacolate da campanilismi, insomma a seconda del soggetto che le propone e dell'appartenenza al gruppo.
Purtroppo però i diversi pensieri che si manifestano in questi giorni sui social non hanno adeguatamente considerato dove rintracciare le risorse atteso che in questi anni l'attuale governo cittadino ha dovuto fare fronte a spese, piuttosto considerevoli, sicuramente evitabili, ma che potevano essere autorevolmente indirizzate ad edifici comunali come Palazzo dei Celestini, che potevano diventare luoghi di incontro, di partecipazione e di attività culturali.
Mi pare anche doveroso, da parte del "fermento di idee", prima citate, tenuto conto delle risorse comunali, non iniziare con proclami poco attenti e farraginosi. In breve è bene evitare di creare aspettative che, immancabilmente, saranno disattese dalla futura classe politico-governativa. E', invece, necessario ed indispensabile coinvolgere la classe produttiva, come artigiani, imprenditori che dichiarino apertamente ciò che è necessario per essere aiutate a crescere e creare sviluppo nella nostra comunità. E' sotto gli occhi di tutti come il nostro caro e affranto, forse anche rassegnato, Paese, non veda il fermento economico ampiamente riscontrato nei comuni limitrofi, che, fino a pochi decenni or sono, guardavano a Carmiano come un punto di riferimento.
 
Salvatore Mazzotta
 
 
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Nell'ambito del dibattito sul futuro urbanistico e sociale di Carmiano, Giancarlo Mazzotta interviene replicando alle riflessioni di Simone Resinato.

"Ho letto con interesse l’articolo di Simone Resinato pubblicato su questo stesso giornale.
Mi hanno colpito alcune riflessioni su questioni serie: identità, comunità, partecipazione, economia locale. Sono temi reali e nessuno può negarne l’importanza.
In particolare condivido un punto fondamentale: una città non si rigenera con gli slogan. Servono programmazione, metodo e visione.
È proprio partendo da questa esigenza di metodo e visione che nasce la domanda che avevo provato a porre nel mio precedente intervento: dove si ricostruisce oggi la comunità?
Per secoli la risposta è stata naturale: la piazza, l’antica Agorà, luogo dell’incontro, del confronto e della vita sociale. Oggi però, per ragioni urbanistiche e sociali, quella funzione non può più essere svolta da un unico spazio. Le città sono cambiate, i ritmi di vita sono cambiati e anche gli spazi della socialità devono essere ripensati.
Da qui nasce l’idea di una Agorà diffusa: non nuovi contenitori vuoti, ma una rete di luoghi capaci di riattivare relazioni sociali, culturali ed economiche.
Resinato ha ragione quando afferma che prima dei contenitori servono contenuti. Ma la storia delle città insegna anche un’altra cosa: spesso sono proprio i luoghi ad aiutare i contenuti a rinascere.
Le comunità non nascono nel vuoto. Nascono quando esistono spazi dove le persone possono incontrarsi, discutere, creare iniziative e far circolare idee. Il dibattito che si sta aprendo è utile proprio per questo: mettere insieme sensibilità diverse per immaginare la Carmiano dei prossimi anni.
Seguendo anche il ragionamento di Resinato, la domanda iniziale può essere ampliata: non solo dove nasce oggi la comunità, ma anche come si ricostruisce la sua identità.
Ho cercato, con una visione prospettica ma concreta, di proporre alcune soluzioni capaci di far convivere nuovi luoghi di socialità senza penalizzare — anzi incentivando — le attività commerciali che ancora tengono vivo il cuore del centro storico, contribuendo così a ritrovare e consolidare la nostra identità.
Non stiamo discutendo di metri quadrati, ma di metri di incontro. Rigenerare Carmiano significa passare dalla logica del “dormitorio” — casa, lavoro, sosta — alla logica del “laboratorio”, dove lo spazio pubblico si apre al dialogo e alla creazione.
Rigenerare gli spazi non significa sostituire la comunità, ma dare alla comunità un posto dove ritrovarsi. Il nostro dialogo è utile, ma sarà davvero proficuo se riusciremo a trasformare una domanda in una visione condivisa. La buona politica non nasce quando qualcuno pensa di avere tutte le risposte.
Nasce quando una comunità comincia a condividere le stesse domande".
 
Giancarlo Mazzotta

 

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“Oltre la Piazza, serve una Rete di Salotti Urbani Culturali e Sociali" (Magliano sarà affrontato in seguito)
 
UN INVITO A DISCUTERE LA CITTÀ CHE VERRÀ
Il dibattito sulla politica locale si è ormai acceso e questo è un fatto positivo. Significa che la nostra comunità sta interrogandosi sul proprio futuro.
Il mio invito è rivolto a tutti coloro che si candidano a guidare la comunità nel prossimo futuro, lanciando una proposta che unisca pragmatismo economico e visione culturale.
Mi permetto di ripetere un concetto che ho già espresso: è giusto discutere delle persone, ma è ancora più importante discutere dei contenuti, perché è da lì che nasce ogni progetto serio per il futuro di una comunità.
In questo spirito vorrei affrontare uno dei temi più delicati della vita civica: l’assetto urbanistico del cuore del paese, cioè il modo in cui organizziamo gli spazi nei quali viviamo, ci incontriamo e costruiamo relazioni.
Mi riservo di affrontare separatamente, in un successivo intervento, il tema dell’assetto urbanistico delle aree periferiche — in particolare la questione delle Case Nuove di Carmiano — e il progetto della “Piazza della Scienza” per Magliano.
 
IL LIMITE DELLA PIAZZA TRADIZIONALE
Per secoli la piazza è stata il cuore delle comunità italiane. L’antica Agorà era il luogo dell’incontro, del confronto e della vita sociale. A Carmiano questo ruolo è stato storicamente svolto da Piazza Maria S.S. Assunta.
Oggi, tuttavia, dobbiamo riconoscere un limite oggettivo: la conformazione urbanistica della piazza, attraversata da una strada centrale fondamentale per la viabilità, rende difficile che possa continuare a svolgere pienamente quella funzione aggregativa che un tempo le era propria. Pensare di chiuderla completamente al traffico, o addirittura di creare nuovi spazi abbattendo l'esistente, per forzarne artificialmente la socialità, potrebbe generare problemi seri alla mobilità e, soprattutto, alle attività commerciali e professionali che continuano a mantenere vivo il centro del paese.
Per questo motivo credo che il problema non sia semplicemente chiudere o non chiudere la piazza. La vera domanda è un’altra: come ricostruire oggi l’Agorà di una comunità moderna. La mia convinzione è semplice: Carmiano non ha bisogno di una sola piazza. Ha bisogno di una rete di piazze. Luoghi diversi, collegati tra loro, capaci di restituire alla città la funzione più antica e più moderna allo stesso tempo: l’incontro tra le persone. Mi affascina l’idea di una città a misura di cittadino Il progresso di Carmiano passa dalla capacità di conciliare il dinamismo economico con la qualità della vita sociale. Chiedo a chiunque aspiri a governare questa città di mettere al centro del programma la creazione di questi contenitori. È tempo di dare a Carmiano nuovi luoghi dove incontrarsi, discutere e crescere, senza distruggere il tessuto economico che tiene in vita il nostro centro.
 
UN’AGORÀ DIFFUSA
Invece di concentrare tutto in un unico spazio, potremmo immaginare una rete di luoghi sociali e culturali distribuiti nella città, ognuno con una propria identità e funzione.
Una sorta di Agorà diffusa, fatta di spazi dedicati alla cultura, alla socialità, al dialogo tra generazioni e alle attività associative.
Questa rete potrebbe nascere non da nuove espansioni urbanistiche, ma da una scelta molto più concreta: valorizzare ciò che già esiste.
 
CENSIRE E RECUPERARE IL PATRIMONIO ESISTENTE
Il primo passo dovrebbe essere semplice e concreto: censire il patrimonio edilizio disponibile, pubblico e privato. Carmiano possiede immobili e contenitori urbani che potrebbero essere recuperati e destinati a nuove funzioni sociali e culturali. Penso, ad esempio, ad edifici comunali come Palazzo dei Celestini, che potrebbero diventare luoghi di incontro, di partecipazione e di attività culturali.
Accanto al patrimonio pubblico esistono anche immobili privati che, pur non essendo necessariamente di particolare pregio architettonico, si trovano in posizioni strategiche nel tessuto urbano e potrebbero essere recuperati e valorizzati. Questo potrebbe avvenire anche attraverso strumenti di collaborazione tra pubblico e privato, trasformando spazi oggi sottoutilizzati in nuove opportunità per la comunità.
La rigenerazione urbana, spesso, non nasce da nuove costruzioni, ma dal coraggio di ridare vita a spazi già esistenti.
 
VILLA VERA: UN SIMBOLO POSSIBILE
Dentro questa visione esiste poi uno spazio che potrebbe assumere un valore simbolico e strategico. Mi riferisco all’area compresa tra via Roma, via Montegrappa, via San Gabriele e via Piave. Un luogo che potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per la vita sociale e culturale della città. Un luogo che mi piace immaginare con un nome simbolico: Villa Vera. Per anni molti cittadini hanno osservato quel parco da fuori, oltre una cancellata. Immaginarlo oggi come spazio pubblico significa pensare a un gesto semplice ma potente: aprire quel cancello alla città. Villa Vera potrebbe diventare un vero salotto urbano, uno spazio dedicato alla cultura, agli incontri pubblici, alle iniziative sociali e alle attività rivolte alle donne, ai giovani e alle famiglie. Sarà un vero e proprio PROGETTO PILOTA, un Contenitore Sociale per l’Emancipazione, la Parità e il Dialogo Intergenerazionale. L’obiettivo è creare un’Agorà al coperto che sostituisca la funzione di "piazza sociale" per una fascia di popolazione che oggi non ha luoghi di riferimento. È la risposta concreta alla necessità di spazi a tema che non interferiscano con la viabilità e il commercio di Piazza Assunta e via Roma.
⁠Struttura del Contenitore (Gli Ambienti)
Il progetto prevede la suddivisione di un immobile storico in quattro aree funzionali:
•⁠  ⁠L’Atrio delle Conquiste (Il Museo): Uno spazio espositivo permanente. Non un museo statico, ma un percorso emozionale fatto di immagini, abiti e oggetti che raccontano la storia del voto, del lavoro e dei diritti delle donne a Carmiano e nel mondo.
•⁠  ⁠La Sala del Dialogo (Il Salotto): Un ambiente arredato con divani e tavoli circolari, dedicato a incontri letterari, dibattiti e al "Caffè della Memoria", dove le donne anziane e le giovani possano scambiarsi esperienze.
•⁠  ⁠L'Officina delle Opportunità (Sportello e Formazione): Uno spazio tecnico dove offrire orientamento al lavoro, consulenza legale sulla parità e corsi di digitalizzazione per l'imprenditoria femminile locale.
•⁠  ⁠Il Giardino della Protezione (L'Area Esterna): Il parco recintato con le Panchine Rosse, un luogo di pace dove il silenzio invita alla riflessione e alla condanna di ogni forma di violenza.
Villa Vera è il primo passo di una Carmiano che non resta a guardare fuori dal cancello, ma entra da protagonista nel suo futuro. Un luogo dove la città possa ritrovarsi senza compromettere l’equilibrio commerciale del centro e senza creare conflitti con la viabilità esistente.
 
LE MICRO-RIGENERAZIONI URBANE
Accanto a interventi più ampi credo molto anche nella forza delle micro-rigenerazioni urbane. Esiste infatti la possibilità di recuperare alcuni immobili già esistenti, come l’edificio dell’ex casa del catechismo — oggi in vendita — che potrebbe diventare un importante punto di riferimento per attività sociali e culturali dedicate alla memoria e al dialogo tra generazioni. Su questo tema tornerò in un prossimo intervento, per approfondire con maggiore attenzione le possibili prospettive.
 
UNA DOMANDA PRIMA DELLE OBIEZIONI
Qualcuno potrebbe chiedere: con quali finanziamenti? È una domanda legittima. Ma prima ancora della risposta bisognerebbe porsi una domanda diversa: una comunità può permettersi di non immaginare il proprio futuro solo perché non ha ancora individuato tutte le risorse per realizzarlo? Le visioni nascono sempre prima dei finanziamenti. La vera sfida della politica è proprio questa: prepararsi a intercettare le opportunità, costruire progetti credibili e aprire un dialogo costante con tutti i livelli istituzionali — Regione, Stato, Europa — senza escludere il contributo dei privati quando questo può contribuire alla crescita della comunità. Una città che non immagina il proprio futuro difficilmente troverà anche le risorse per costruirlo.
 
UN INVITO ALLA DISCUSSIONE
Il mio intento non è proporre soluzioni definitive. Il mio obiettivo è aprire un confronto costruttivo. Se vogliamo davvero immaginare la Carmiano del futuro dobbiamo avere il coraggio di discutere idee, progetti e visioni. Perché una città non cresce soltanto costruendo strade o edifici. Una città cresce quando riesce a creare luoghi dove i cittadini possano riconoscersi come comunità. Per concludere mi piace affermare che le piazze non sono soltanto spazi urbani. Sono il luogo dove una comunità prende coscienza di sé. Se oggi la piazza non può più essere una sola, forse è arrivato il momento di costruirne molte, unite da una stessa idea di città.
 
Giancarlo Mazzotta
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In queste settimane il dibattito sulla politica locale si sta progressivamente animando. È un segnale positivo: significa che la nostra comunità sente il bisogno di interrogarsi sul proprio domani. Si discute — giustamente — del chi, del che cosa e del come. Sono domande inevitabili quando si avvicina una nuova stagione amministrativa. Ma credo sia necessario chiarire anche il perché. Non solo il perché di chi decide di impegnarsi in politica, ma anche il perché di una comunità che avverte l’esigenza di una fase nuova.

Perché oggi sentiamo il bisogno di discutere del futuro di Carmiano e Magliano? Perché cresce la richiesta di una politica capace non solo di gestire l’esistente, ma di indicare una direzione?

Chiarire questo perché significa fare un passo avanti. Significa trasformare la contrapposizione in proposta. Significa trasformare la critica in responsabilità. Significa trasformare il passato in esperienza utile — non per tornare indietro, ma per mettere a disposizione ciò che si è imparato governando, anche attraverso momenti complessi.

Oggi Carmiano e Magliano non hanno bisogno soltanto di essere amministrate bene — cosa necessaria — ma di essere governate con visione.

Per quanto mi riguarda, mi affaccio con umiltà, ma anche con determinazione, a questo confronto, mettendo a disposizione l’esperienza maturata negli anni, arricchita da una maggiore consapevolezza politica.

Salute: una comunità forte difende i propri servizi La qualità dei servizi sanitari è uno degli indicatori più concreti della forza politica di un territorio. Negli ultimi anni abbiamo assistito a difficoltà nella continuità pediatrica, a servizi non sempre stabili, a opportunità che forse potevano essere intercettate con maggiore tempestività. Non si tratta di individuare colpe, ma di riconoscere una carenza complessiva di presenza e visione nei confronti delle istituzioni sovraordinate.

Governare significa presidiare i livelli decisionali, dialogare con Regione e ASL in modo costante, anticipare le scelte invece di subirle. La sanità di prossimità non si improvvisa. Si costruisce con relazioni istituzionali solide e con una rappresentanza attiva.

Lavoro e sviluppo: programmare prima degli altri

Il lavoro nasce dove esiste programmazione. La stagione dei fondi europei e del PNRR ha premiato i territori che avevano progetti pronti e relazioni istituzionali consolidate. Carmiano e Magliano possiedono potenzialità importanti: area produttiva, posizione strategica, vicinanza ai principali poli urbani. Governare significa accompagnare le imprese, sostenere chi investe, intercettare risorse coerenti con le nostre dimensioni.Non si tratta di inseguire ogni opportunità, ma di prepararsi per tempo a cogliere quelle giuste. Un Comune non deve essere un semplice ufficio amministrativo. Deve essere un facilitatore di sviluppo.

Cultura, educazione e Università: costruire il futuro

Una comunità cresce quando investe sulle persone. La vicinanza con l’Università del Salento rappresenta un’opportunità concreta. Non parliamo di trasferire sedi universitarie, ma di costruire relazioni: iniziative culturali condivise, collaborazioni, coinvolgimento di studenti in progetti locali. Piccoli passi, ma strutturati.

Accanto a questo restano prioritarie le opere pubbliche da completare, il riammagliamento urbano, l’attenzione alle periferie e la capacità di affrontare con realismo le sfide della transizione ecologica e digitale. Una comunità attrattiva non è solo efficiente: è viva.

Housing: equilibrio e radicamento

Non viviamo un’emergenza abitativa drammatica, ma registriamo un cambiamento nelle esigenze sociali. Giovani coppie che faticano ad accedere alla casa. Anziani soli che abitano spazi non più adeguati. Immobili sfitti che restano inutilizzati. Una politica dell’abitare, per un Comune come il nostro, deve essere semplice e concreta:

favorire il recupero dell’esistente; incentivare accordi sostenibili tra proprietari e inquilini; promuovere interventi di efficientamento energetico; accompagnare soluzioni abitative più adeguate per gli anziani soli.

Non grandi espansioni urbanistiche, ma uso intelligente di ciò che già abbiamo. Una comunità resta viva quando le persone trovano condizioni per restare.

Una direzione possibile

Il punto oggi non è stabilire chi vincerà le prossime elezioni. Il punto è decidere se vogliamo limitarci a gestire l’ordinario o provare a governare con maggiore consapevolezza. Governare, per un Comune come il nostro, significa: essere presenti nei luoghi dove si decide; scegliere con criterio le opportunità; costruire relazioni istituzionali solide; mantenere equilibrio tra ambizione e realismo.

Sento il dovere di mettermi a disposizione di questo confronto, prima ancora che di una candidatura. Prima dei nomi, servono priorità chiare. Prima delle alleanze, serve una visione condivisa. Se da questo percorso emergerà la necessità di assumere nuove responsabilità, sarà una scelta che maturerà nel dialogo con la comunità. Il futuro non si costruisce contro qualcuno, ma insieme a una comunità che sceglie di assumersi responsabilità. Carmiano e Magliano hanno energie, competenze e capacità per tornare protagoniste del proprio sviluppo. Sta a noi decidere perché vogliamo farlo. E poi, con serenità, scegliere come.

Giancarlo Mazzotta

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Archiviato il procedimento per diffamazione a carico dell’ex sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, e degli altri consiglieri di minoranza Cosimo Petrelli, Maria Emanuela Bruno, Salvatore Paolo e Selene Vergari. Erano stati denunciati dall’attuale sindaco Giovanni Erroi per alcune frasi che Mazzotta aveva pronunciato in consiglio comunale, nelle quali si faceva riferimento a un presunto intervento della criminalità organizzata nelle elezioni del 2021.

Per il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Stefano Sala, le parole di Mazzotta rientrano nella critica politica. Mazzotta e gli altri si sarebbero limitati a rappresentare fatti degni di rilievo politico e sociale e avrebbero agito nel rispetto dei principi di continenza e pertinenza. Nello specifico, durante la seduta di consiglio comunale del 18 dicembre 2023 Giancarlo Mazzotta aveva segnalato come, dalla lettura di diverse testate giornalistiche locali, fosse emerso che alcuni degli esponenti della Sacra Corona Unita, poi tratti in arresto in forza di un’ordinanza di custodia cautelare, avrebbero affiancato e sostenuto i candidati della lista vincente. Erano stati letti anche alcuni passi delle intercettazioni che riguardavano esponenti della criminalità organizzata locale.

«La critica politica - commenta Mazzotta - è un diritto fondamentale nella nostra democrazia, fermo restando che quanto avvenuto durante le elezioni amministrative del 2021 era ed è di dominio pubblico. Siamo soddisfatti della decisione del gip che ha confermato la legittimità delle nostre azioni. Non avendo avuta alcuna risposta nemmeno in consiglio comunale, dal sindaco e dalla sua maggioranza, in merito alle nostre interrogazioni su una vicenda tanto delicata quanto preoccupante per la tenuta democratica della nostra comunità, siamo stati costretti a dimetterci in blocco da consiglieri comunali. Ringraziamo il nostro avvocato Paolo Spalluto per la sua preziosa assistenza e sostegno durante tutta la vicenda - conclude Mazzotta - e confidiamo che la giustizia faccia il suo corso e venga definitivamente disvelato quanto accaduto durante quella competizione elettorale. Lo chiediamo noi ma soprattutto lo chiedono i cittadini di Carmiano e Magliano».

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La controreplica del consigliere comunale Giancarlo Mazzotta.

"Erroi tenta goffamente di arrampicarsi sugli specchi, confondere le acque, dimenticare, stendere veli, distrarsi ed infine minaccia querele pur di allontanare, da lui e dalla sua lista, lo spettro della Verità. Convochi un Consiglio Comunale monotematico altrimenti saremo noi a chiederlo. La gente merita rispetto!

L’affannosa arrampicata sugli specchi di Erroi si conclude con un fragoroso schianto sul monolite della Verità che tanto gli fa male. Il nervosismo lo rende sempre meno lucido, prima si è rifugiato nelle offese, adesso complice una memoria latitante, sopraffatto dalle amnesie addirittura giunge a minacciare querele. Personalmente sono assolutamente sereno! Ho fatto riferimenti precisi e richiamato atti che sono incontrovertibili, agevolmente consultabili erga omnes anche sul sito istituzionale del Comune di Carmiano. Mi auguro che, davvero, l’intera vicenda approdi nelle aule giudiziarie così che possa essere illuminata la verità. I cittadini di Carmiano hanno diritto di sapere. Atti e fatti parlano chiaro, usano tra loro lo stesso protocollo di comunicazione, le chiacchiere, invece, lasciano il tempo che trovano.
Procediamo con ordine.
In merito alla vicenda beni confiscati, la conferma che Erroi ha mentito ci viene data anche dalla sua stessa controreplica. Infatti mentre in precedenza aveva dichiarato che vi era una sola Delibera di Giunta adesso, finalmente, riconosce l’esistenza anche di una seconda Delibera che poi è quella che il prode Erroi non ha firmato. Quanto da lui prima dichiarato è presto sconfessato: “l’unico atto richiesto dal Mazzotta quando era Sindaco, su sollecito di S.E. il Prefetto e diretto, nello specifico, a colpire beni di sospetta provenienza illecita, fu la proposta di delibera di giunta con la quale si è manifestata la volontà dell’Ente di acquisire al patrimonio comunale i beni immobili confiscati,..”. Anche l’altra sua affermazione, risulta essere un’enorme falsità: “Evidenzio che atti successivi a questa non se ne rinvengono dalle piattaforme gestionali dell’Ente.” Si possono fare simili affermazioni palesemente mendaci? Io, francamente, credo di no! Ma Erroi non lascia, addirittura raddoppia le bugie, infatti, nel richiamare il contenuto della Delibera nr. 119 del 17/07/2017, omette di riportare che, con tale atto, la Giunta deliberava solo “di manifestare la volontà e l’interesse di massima del Comune di CARMIANO di acquisire al proprio patrimonio i beni immobili confiscati ai sensi del decreto legislativo n.159/2011, ricadenti sul territorio comunale e meglio indicati nell'Allegato A) alla presente…” rimandando ogni ulteriore determinazione ad un momento successivo attraverso apposito atto: “…utilizzare i predetti beni per fini istituzionali e/o sociali che saranno meglio definiti con apposito atto dopo una effettiva ricognizione dello stato di fatto di ciascuno di essi;”. In questo primo atto, preliminare, gli immobili erano genericamente richiamati, in quanto ogni effetto concreto per ciascuno di essi doveva avvenire cronologicamente dopo il Decreto ANBSC, il provvedimento di destinazione della stessa Agenzia e i Verbali di Consegna degli immobili; prova ne sia che tutti gli atti appena prima richiamati avverranno in data successiva al 17/07/2017, data della prima Delibera di Giunta. Ergo! Grazie proprio alla seconda Delibera (nr. 76 del 28/05/2018), quella che non è stata sottoscritta da Erroi, che la Giunta “visto il Decreto ANBSC n. 4772 del 17.10.2017 con il quale il suddetto bene confiscato viene trasferito nello Stato di fatto e di diritto in cui si trova, al patrimonio indisponibile del Comune di Carmiano, prende atto del provvedimento di destinazione prot. ANBSC n. 5075 del 03.11.2017, con cui l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata ha disposto il trasferimento del menzionato cespite al patrimonio indisponibile del Comune di Carmiano (LE), ai sensi dell’art. 48, co.3, lett. c) del D. Lgs. n. 159/2011).” conferma la propria volontà di acquisire i beni al patrimonio indisponibili del Comune di Carmiano entro i termini previsti, scongiurando di fatto “…la revoca del trasferimento ovvero la nomina di un commissario con poteri sostitutivi”.
A dir poco misero rimane, pertanto, il tentativo di Erroi di affermare che la seconda Delibera nr. 76 del 28 maggio 2018 ha un valore ultroneo. Infatti da una semplice lettura delle due delibere è facile coglierne la diversa portata. Mentre la prima Delibera di Giunta (Nr. 119 del 17/07/2017 sottoscritta all’unanimità da tutti i componenti della Giunta, Erroi compreso), ha valore di indirizzo politico di massima ( disponibilità di massima all’acquisizione al patrimonio dell’ente dei beni immobili sottoposti a confisca), la seconda Delibera di Giunta (Nr. 76 del 21/05/2018 – non sottoscritta da Erroi) ha valore ricognitivo e confermativo attraverso una volontà diretta e specifica all’acquisizione del bene immobile così come puntualmente individuato e alla definizione del suo reale utilizzo e destinazione. A nulla rileva l’assenza giustificata, in quella seduta di Giunta, del dott. Petrelli, a meno che Erroi non voglia fare ricorso all’antico proverbio di Cicerone: “Mal comune mezzo gaudio”. Il fatto che lui non abbia poi partecipato alle altre delibere dello stesso giorno mi sembra argomentazione alquanto risibile; francamente sarebbe stato troppo sfrontato abbandonare i lavori di Giunta solo durante la trattazione di quell’argomento. Tutti ricordano la sua posizione sul punto. In riferimento alla vicenda Delibera Giunta Comunale (Sindaco Mazzotta) – Costituzione a parte civile del Comune di Carmiano, Erroi ha avuto il buon gusto di non controreplicare, in quanto i fatti e gli atti costituiscono prove schiaccianti.
Sulla questione champagne, Erroi ci è o lo fa? La sua ultima dichiarazione risulta davvero buffa! Sono proprio gli articoli di stampa che, riportando intercettazioni salienti della preziosa attività degli inquirenti, hanno messo a nudo intrecci tra candidati della Lista “Partecipiamo La Matita - Erroi Sindaco e clan e la ferma volontà del boss di far votare Erroi quale candidato Sindaco. Inoltre le captazioni ambientali consegnano all’implacabile verità un personaggio, imprenditore, amico e grande sostenitore di Erroi che, sebbene si sia, da sempre, professato lontano e avverso al mondo della criminalità, si rivela, invece, essere amico del boss verso il quale manifesta addirittura grande stima e reverenza. Pertanto il velo pietoso che intende stendere Erroi forse è più opportuno che lo usi per coprire dalla vergogna chi si è reso autore di simili gesti ignobili…chi riceve i voti della mafia e chi omaggia il boss con lo champagne.
Quanto ai vari personaggi raccontati, Erroi, spronato nella memoria, finalmente ricorda che il suo rappresentante di lista alle amministrative 2021, riconosciuto come uno dei principali sostenitori della sua lista, era stato suo candidato e consigliere nella tornata elettorale con lui candidato Sindaco alle amministrative del 2005. Ogni suo tentativo di buttarla in confusione, fallisce miseramente davanti alla realtà dei fatti. Invece valga il vero. Diversi dei personaggi suoi sostenitori erano tutt’altro che incensurati ed alcuni di loro, erano e sono parenti e/o affini di personaggi legati ad ambienti criminali. Qualcun altro incensurato, appena pochissimi anni prima del 2021, ha iniziato a vivere un periodo di particolare splendore economico e finanziario cambiando ipso facto la propria condizione di vita. Alcuni di questi personaggi hanno, d’improvviso, iniziato a condurre una vita di qualità elevatissima, dedita allo sfarzo con ostentazione di ricchezza e benessere. Una tanto veloce quanto inaspettata ascesa economica. Persone che diventano benefattori, addirittura c’è chi si propone di realizzare a proprie spese un campo di calcio seppure abbia, solo pochissimi mesi prima, trovato occupazione come collaboratore scolastico. Erroi sul punto non si addentra, preferisce semplicisticamente fare ricorso alla loro incensuratezza e/o presunta tale. Riconosco il beneficio di inventario all’avv. Giovanni Erroi che, da persona ingenua non poteva immaginare cosa potesse celare tanta fortuna. La verità è che in tutta questa vicenda emergono aspetti che se non fossero tragici per la loro gravità, li potremmo definire comici. Sono quelle contraddizioni che rendono curiosa la vita…Mah!
In merito agli appalti, Erroi dimentica (circostanza che si ripete spesso perché la sua memoria latita) di aver egli stesso fatto riferimento all’appalto di € 96.439,20 euro, in favore della medesima ditta tanto caro ad Erroi & Company, tentando furbescamente e maldestramente di addebitare al sottoscritto la paternità di tale affidamento, invece come chiaramente dimostrano gli atti, la paternità di quell’appalto è ascrivibile all’allora Assessore ai lavori Pubblici Achille Villani Miglietta per stessa ammissione di quest’ultimo a verbale stenotipografico nella seduta di Consiglio Comunale del 15.03.2013. I Fatti e gli Atti raccontano che Giancarlo Mazzotta, in disaccordo, abbandona l’aula. Non ho mai detto che durante quel Consiglio Comunale Erroi era presente, per cui non capisco perché lo stesso Erroi tenga tanto a sottolinearlo. Al contrario ho dichiarato che emerge un dato strano, e sul punto Erroi si rifugia nel silenzio tombale, che la ditta in questione è la stessa che riceve diversi affidamenti nell’ambito dei lavori pubblici, dall’amministrazione Erroi, talvolta anche senza avere i requisiti previsti dalla legge. Chi è, oggi, l’assessore ai Lavori Pubblici di Carmiano? Camillo Villani Miglietta, figlio dell’ex assessore Achille Villani Miglietta. Sarà un caso? Chissà. E poi ho dichiarato: “Vi è di più. Nel periodo, anni 2012-2017, alcuni funzionari del Comune di Carmiano incaricavano la ditta in questione per una serie di servizi, senza procedere mai al pagamento degli stessi e chiedevano alla Giunta Comunale di dare copertura finanziaria. Erroi dimentica, ma le carte parlano chiaro, che il sottoscritto, da sindaco anche in quella circostanza, in palese disaccordo, si rifiuta di presiedere la Giunta e non partecipa ai lavori. La copertura finanziaria al fine di consentire la liquidazione delle fatture della ditta avviene grazie proprio a chi? Provate ad indovinare. Giovanni Erroi!!! Delibera di Giunta n. 115 del 18/07/2018, sotto la Presidenza Erroi – Anche questa circostanza dimostra che Erroi mente spudoratamente”.
A dir poco ridicola e penosa risulta la dichiarazione di Erroi secondo cui: ”La legittimità di tutti gli atti amministrativi di cui sopra, è stata garantita dal Segretario Generale, senza mancare di precisare che l’azione politicoamministrativa è sempre dettata dal sindaco. Non può passare il concetto che Mazzotta, quando era sindaco, fosse ignaro delle dinamiche amministrative, a prescindere dalla scelta di presenziare o meno a determinate sedute”.
Valga il vero!!! Il segretario certifica la volontà espressa dall’organo di governo del Comune (Consiglio e/o Giunta che sia, a mezzo degli amministratoti presenti) e giammai decide in sostituzione dello stesso. Infatti, con l’apposizione della sua firma in calce alla delibera, garantisce la legittimità della volontà dei presenti ma non la bontà della scelta che, per legge, rimane di esclusiva competenza dell’organo politico. Mi dispiace per Erroi ma l’arte dello scarica barile non funziona, si assuma le proprie responsabilità.
Ricordo ad Erroi che l’azione politico-amministrativa in linea generale è condivisa dall’intera squadra di governo, a meno che un qualsiasi componente della squadra sia esso Assessore e/o Sindaco, in totale libertà, decida su argomenti specifici di abbandonare l’aula e/o non partecipare ai lavori perché non ne condivide la scelta amministrativa che in quel momento si delibera. D’altronde se, per assurdo, fosse come asserisce Erroi, che l’azione politico-amministrativa è dettata sempre dal Sindaco, io dovrei essere ritenuto responsabile anche delle scelte dello stesso Erroi di non firmare tra le altre, la Delibera dell’immobile confiscato, quella della Costituzione a parte civile del Comune di Carmiano contro la criminalità organizzata, o della scelta sempre di Erroi di presiedere la Giunta per liquidare, coincidenza vuole, sempre la stessa ditta, il cui titolare è rimasto coinvolto nell’operazione della DDA, e che, ulteriore coincidenza, ha ottenuto diversi e svariati appalti (in qualche caso non avendo nemmeno i requisiti previsti dalla legge) proprio dall’amministrazione Erroi. Poi, se tutte queste sono coincidenze, allora non mi resta che pensare che Erroi abbia litigato anche con la fortuna.
Erroi non tenti di confondere le acque, non ci riuscirà!!!
La verità è che Erroi cerca di distogliere l’attenzione dai problemi reali, alcuni atti e soprattutto le modalità ed i termini con cui è stata condotta la campagna elettorale alle amministrative del 2021, alcuni suoi sostenitori “discutibili” che in blocco decidono di votarlo, ecc., ecc. ecc.. Questi ed altri sono i pensieri che oggi riaffiorano dalle famose acque e che, evidentemente, destano paure e preoccupazioni per quanto forzatamente celate. Ma le difficoltà di Erroi si materializzano nelle risposte claudicanti, che lo inducono da cliché a trovare riparo nelle bugie, ma oramai si sono esaurite anche quelle, e consapevole di ritrovarsi in un cul de sac cerca di interrompere la via del confronto dialettico, viatico verso un’inesorabile verità. Pertanto ad un Erroi, oramai a corto anche di bugie, che, ha già preannunciato di lasciarmi l’ultima parola, aggiungendo in maniera dispregiativa “…per quell’antipatica mania di protagonismo”, il sottoscritto, invece, risponde che tutti i cittadini onesti di Carmiano e Magliano si attendono da lui l’ultima parola per chiarire loro quanto effettivamente accaduto durante le famigerate elezioni Amministrative del 07 novembre 2021, e soprattutto cosa si sente di riferire in merito alla ferma volontà del boss di seguire in maniera attiva le dinamiche politiche relative a quelle elezioni amministrative, al dichiarato e confermato sostegno elettorale in blocco di tutti gli amici, affiliati e affini dello stesso boss alla lista “Partecipiamo la Matita – Erroi Sindaco”. Inoltre, quali sono i suoi assessori che tanto evoca il boss, e cosa intende dire lo stesso boss, a elezioni concluse, con l’espressione: “Adesso devono dare…devono dare…” e tanto altro.
Questi e tanti altri simili sono gli interrogativi che turbano i cittadini che, in questo momento più che mai, richiedono a Erroi di assumere il ruolo di protagonista, raccontando la verità per rendere dignitoso il giuramento, dello stesso, di osservare lealmente la Costituzione Italiana anche quale forma di rispetto nei confronti della Comunità rappresentata. E’doveroso da parte di Erroi convocare con immediatezza un consiglio comunale monotematico, avrebbe dovuto già farlo da tempo! Se non provvederà in tal senso, a breve lo richiederò io personalmente insieme al mio gruppo politico. Il goffo tentativo di dribblare l’argomento anche attraverso un atteggiamento schivo e negligente condurrà esattamente al contrario, a riproporlo con maggiore insistenza, perché l’assordante silenzio sta rischiando seriamente di diventare una rumorosa conferma. Posteritas iudicabit!
Felice Anno Nuovo a tutti, nessuno escluso".
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Il comunicato del sindaco Gianni Erroi
«Respingo al mittente il maldestro quanto infelice tentativo posto in essere dal Consigliere Mazzotta che ha il solo intento di depistare l’attenzione dalle inchieste che lo riguardano e cercare, così, di ripulirsi l’immagine gettando fango su altri. 
Mazzotta mi accusa di non aver partecipato, in qualità di Assessore della sua passata Amministrazione, all’adozione di alcuni provvedimenti amministrativi diretti a colpire la criminalità organizzata.
Andiamo per ordine! 
Tengo, innanzitutto, a precisare che l’unico atto richiesto dal Mazzotta quando era Sindaco, su sollecito di S.E. il Prefetto e diretto, nello specifico, a colpire beni di sospetta provenienza illecita, fu la proposta di delibera di giunta con la quale si è manifestata la volontà dell’Ente di acquisire al patrimonio comunale i beni immobili confiscati, dettagliati nell’allegato “A” alla stessa delibera, approvato dalla Giunta Comunale all’unanimità e, quindi, anche dal sottoscritto.
La delibera, datata 17/07/2017, la n. 119, evidenziava in maniera chiara e precisa quali sarebbero stati i beni attinti dalla confisca. Evidenzio che atti successivi a questa non se ne rinvengono dalle piattaforme gestionali dell’Ente.
L’altra deliberazione “incriminata” che il sottoscritto, secondo il narrato del Mazzotta, non avrebbe approvato, riguarda la costituzione di parte civile dell’Ente in relazione ad un procedimento penale incardinatosi per alcuni fatti accaduti nel territorio di Monteroni di Lecce e limitrofi, tra cui Carmiano. Come ho già avuto modo di affermare in altre sedi, non ho ritenuto di sottoscrivere la proposta di delibera, dalla quale mi sono astenuto, perché tra gli imputati figurava un mio assistito, peraltro, nemmeno cittadino di Carmiano, che assistevo da tempo in qualità di Avvocato, sicché mi è sembrato quantomeno inopportuno farlo. 
Lo champagne, poi, di cui il Mazzotta parla, che un mio presunto sostenitore avrebbe regalato a terzi indagati, certamente non può riguardarmi; davvero si pensa che io debba anche preoccuparmi degli amici e/o conoscenti di persone incensurate che mi avrebbero democraticamente votato? Proprio no! Vengo a conoscenza, invece, solo da alcuni passi delle intercettazioni apprese dai media, in cui si racconta di un brindisi con champagne proprio in casa del Mazzotta per festeggiare l’arresto di taluni personaggi. Atteggiamento, questo, sintomatico di ben altro! 
Ritengo, comunque, che non si possa accusare deliberatamente una intera maggioranza, eletta democraticamente e che non spetta a Mazzotta riconoscerne la legittimità, a causa di alcuni articoli di stampa, che rispetto, ma che restano sempre e solo articoli di stampa. E se davvero dovessimo affidarci ai racconti della carta stampata, ci sarebbe tanto da evidenziare sulle vicende giudiziarie di Mazzotta. Dalla presunta truffa alla Regione Puglia, alla tentata corruzione al Comandante della Polizia Provinciale di Lecce, passando per la tratta delle armi in Colombia. 
Mazzotta oggi è la persona meno indicata a versare accuse su altri, infondate e prive del benché minimo riscontro investigativo, data la condanna da egli incamerata a due anni e sei mesi di reclusione per concussione. Mazzotta badi a risolvere i suoi problemi!
In ultimo, ma non per importanza, mi permetto di ricordare al Consigliere Mazzotta che gli stessi soggetti che avrebbero sostenuto la mia lista nell’ultima tornata elettorale, incappati nella recente operazione di polizia, sono stati suoi candidati nel 2010 (non semplici rappresentanti di lista) e che, al tempo, come nella tornata elettorale del 2021, erano incensurati. Inoltre, dal video del 31/10/2021, giorno in cui il Mazzotta presentava la sua lista nella piazza di Magliano, lo stesso, nell’elencare i suoi sostenitori, cita un personaggio pure protagonista nella recente operazione di polizia, e che nella sua Amministrazione ha rivestito cariche istituzionali.
Ricordo, altresì, che lo stesso soggetto a cui la mia Amministrazione ha affidato commesse, peraltro di non rilevante importo, che poi è risultato coinvolto in una recente indagine, ha ricevuto appalti per circa € 95.000,00 quando era Sindaco il Mazzotta, poi transatto il relativo importo ad € 75.000,00.
Il soggetto in questione, ho il dovere di precisare, era incensurato sia quando ha ricevuto appalti dall’Amministrazione Mazzotta, sia quando ha ricevuto commesse dall’Amministrazione da me guidata. Ed ancora, prima dell’affidamento delle commesse al riferito soggetto da parte della mia Amministrazione, sono sempre state acquisite tutte le certificazioni antimafia di rito e l’ultima liberatoria risale al marzo 2023.
Mazzotta guardi in casa propria! Ritengo, infine, che non sia sufficiente qualche articolo di stampa per riabilitare Mazzotta, così come non è ammissibile la strumentalizzazione della stampa per colpire persone perbene. Resto, come sempre, a disposizione dell’autorità inquirente e ripongo piena fiducia nella Magistratura». 
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Si conclude con la condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione per tentata concussione il processo in primo grado a carico di Giancarlo Mazzotta, ex sindaco di Carmiano, finito sul banco degli imputati a seguito della vicenda del 2014 sul rinnovo del consiglio di amministrazione della Bcc Terra d’Otranto, a Lecce. I giudici in composizione collegiale (Presidente Roberto Tanisi, relatore Elena Coppola, a latere Giovanna Piazzalunga) hanno ridimensionato l’impianto accusatorio: esclusa l’aggravante mafiosa per Mazzotta. Assoluzione per Giovanni Mazzotta (Conad) e Saulle Politi. Prosciolti anche Ennio Capozza, Maria Grazia Taurino, Luciano Gallo e Giovanni Mazzotta dall’ipotesi di estorsione.

Rigettata la richesta di risarcimento formulata dalle parti civili, Achille Villani Miglietta e Giulio Ferrieri Caputi.

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