La società civile sembra aver preso coscienza, al momento ancora solo a parole, che gli eventi estremi cui ci sottopone la bizzarrìa della meteorologia siano intimamente legati alla incuria che ognuno di noi indistintamente esercita sul territorio.
L’uso smodato di carburanti derivati da combustibili fossili, le eccessive emissioni di CO2, la continua desertificazione delle nostre campagne stanno gradualmente, ma inesorabilmente, mettendo a repentaglio la salubrità dell’ambiente nel quale viviamo.
Grazie a Dio, i nostri territori sono sfiorati appena marginalmente dallo status quo di cui sopra, anche se l’abbandono e l’incuria con cui vengono trattate le nostre aree verdi riempiono il cuore di tristezza.
Non spetta certamente a me incidere su fenomeni economico-evolutivi, che, nel bene e nel male, indirizzano la nostra società su percorsi la cui meta finale è preclusa alla nostra umana conoscenza.
E’ di palese evidenza però che contribuire a rendere più vivibile il nostro habitat non è affare da poco!!! Occorre rimboccarsi le maniche e considerare che l’umanità non si ferma con noi. Adoperarsi per rendere sempre più salubre l’ambiente in cui viviamo rappresenta la migliore eredità che potremo trasmettere ai nostri figli.
La ciliegina sulla torta di queste argomentazioni è sicuramente la parola “green”. Se ne fa un gran parlare; sarebbe bene però che alle parole seguano i fatti.
Attualmente ci si riempie la bocca di fotovoltaico, di agrivoltaico, di solare termico, di pompa di calore; si parla tanto di incentivi statali (leggi fondi PNRR, detrazioni fiscali, etc.), aiuti regionali e quant’altro. A mio modesto parere sarebbe opportuno porre in essere un serio progetto informativo, finalizzato a rendere l’utente conscio di tutte quelle agevolazioni alle quali può attingere. Non a caso ho posto l’accento sull’utente; egli, individuo facente parte di una società in evoluzione, rappresenta la mente e la volitività di chi vuole indirizzare la collettività nella quale opera verso mete positive e salubri.
Proprio per questo credo che le C.E.R. (acronimo di Comunità Energetiche Rinnovabile) possano rappresentare al contempo luogo di informazione ed elemento di sviluppo di quell’ambiente rinnovabile, green, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una società più pulita e partecipata.
Mettere insieme, relazionare utenti produttori di energia pulita con utenti consumatori che, utilizzando quell’energia pulita, riducono le emissioni di CO2, rappresenta un banco di prova di quanto abbiamo a cuore l’ambiente in cui operiamo e di quanto siamo in grado di fare squadra!!!
Naturalmente in un mondo in cui il tornaconto economico è una leva imprescindibile, occorre puntualizzare che l’adesione alle C.E.R. produce dei ristori finanziari direttamente proporzionali al proprio impegno: il produttore di energia pulita riceverà un compenso adeguato al suo investimento iniziale, il consumatore finale troverà sicuramente nella sua bolletta elettrica un risparmio, debitamente quantificato dalle strutture tecniche delle C.E.R.
Non va comunque tralasciato il fine ultimo delle C.E.R., che accomuna produttori e consumatori: gli uni e gli altri, in questa associazione di “mutuo soccorso”, contribuiscono a rendere più respirabile l’habitat, a ridurre l’emissione di CO2, ad avere proporzionali ristori economici e, soprattutto, ad essere convinti che facendo squadra si possono porre le basi per una società meno litigiosa e più pronta alle sfide del futuro. Credo che un simile percorso possa essere beneaugurante per chi ci seguirà in questa valle di lacrime.
Salvatore Sozzo

























