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Mercoledì, 28 Ottobre 2026
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Cos'è lo spoofing. Le nuove tecniche dei truffatori. Come riconoscerlo e difendersi
Lo spoofing è una tecnica usata dai truffatori per farti credere che una chiamata, un SMS o un messaggio provenga da una fonte affidabile, come la tua banca, un corriere o un servizio clienti.
In realtà, l’identità del mittente è falsificata. Il rischio? Cadere in inganno e condividere dati sensibili, codici di accesso o informazioni personali. Negli ultimi anni, con l’uso sempre più intenso dello smartphone per comunicare, fare acquisti e gestire il conto corrente, questo tipo di truffa è diventata più sofisticata. E spesso riconoscerla non è affatto facile.
Uno dei canali preferiti dai truffatori per fare spoofing è il telefono. Ricevere una chiamata con un numero che sembra ufficiale è il primo passo per entrare nella rete del raggiro. Ma non è l’unico mezzo utilizzato. Email, siti web e persino indirizzi IP possono essere falsificati per confondere l’utente. Conoscere le forme più comuni di spoofing è il primo passo per proteggersi. 
I malintenzionati manipolano il numero di telefono del chiamante per far sembrare che la chiamata provenga da una fonte affidabile, come una banca, un ente governativo o persino un amico/familiare. Utilizzando software specifici, i truffatori possono far apparire un numero diverso sul display del destinatario, ingannandolo e inducendolo a fornire informazioni personali o finanziarie.
Un software o un servizio VoIP (Voice over IP) consente al malintenzionato di manipolare i dati di identificazione della chiamata prima che arrivi al destinatario. Alla ricezione della chiamata l’ID del chiamante visualizzato sul display non è quello reale, ma quello manipolato. Il truffatore può scegliere di far apparire il numero della vittima stessa (self-spoofing) o, più comunemente, un numero appartenente a un’istituzione nota, come una banca o una compagnia telefonica, un ente governativo, una compagnia di assicurazione, ecc.
E’ un’attività senza dubbio illegale e pericolosa e viene perpetrata fondamentalmente per truffe di carattere finanziario (il truffatore si finge, per esempio, operatore bancario per convincere il malcapitato a fornire dati sensibili come codici di carte di credito, password o credenziali di accesso al conto corrente); per truffe definite phishing e smishing (la telefonata è affiancata da messaggi che contengono link a siti web malevoli per rubare informazioni personali); oppure per truffe aventi obiettivo l’inganno sociale in cui i truffatori sfruttano la fiducia dei truffati facendoli sentire più sicuri e fiduciosi nel condividere informazioni riservate.
L’ultimo caso di spoofing che ha generato particolare allarmismo è stato quello degli sms inviati da un falso numero, solo in apparenza riconducibile a Poste Italiane, ad esempio con mittente “PosteInfo”, con cui l’utente viene informato di connessioni anomale al proprio conto e viene invitato a cliccare su un link. Il link apre, in genere, “pagine clone” di Poste Italiane o del proprio istituto di credito, inducendo in errore la vittima, che spesso fornisce le proprie credenziali.
È fondamentale sapere che puoi proteggerti dallo spoofing adottando semplici ma precise precauzioni. La tua linea di difesa più efficace è la consapevolezza e l’attenzione ai dettagli. 
La regola d’oro: mai condividere dati sensibili. Ricorda: nessuna banca, ente governativo (come INPS o Agenzia delle Entrate), chiederà mai password, codici di carte di credito, PIN o credenziali di accesso al conto corrente tramite una telefonata o un SMS. Se ti vengono richiesti, si tratta di una truffa, indipendentemente dal numero che vedi sul display.
Se ricevi una chiamata inaspettata da un presunto ente o banca, adotta la tattica del “dubbio sistematico”: Riaggancia immediatamente. Non fidarti del numero visualizzato, anche se sembra ufficiale. Chiama in autonomia il numero di telefono ufficiale della banca o dell’ente, reperito sui canali ufficiali (sito web, estratti conto, documenti). Non richiamare il numero che ti ha chiamato.
Sii cauto se il tono della conversazione è stranamente urgente o pressante. I truffatori usano la fretta per indurti all’errore.
Fate attenzione e in caso di dubbio contattate la vostra banca, la filiale di Poste dove avete il conto o direttamente effettuando una segnalazione alle Forze dell’Ordine.
 
Emanuele Ingrosso
 
Published in Attualità
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