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Venerdì, 23 Ottobre 2026
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Carmiano, le "porte aperte" chiudono all'Informazione: «pluralismo, rispetto e garbo istituzionale non sono un’opzione»

Carmiano, le "porte aperte" chiudono all'Informazione: «pluralismo, rispetto e garbo istituzionale non sono un’opzione»

Editoriale
 
Gentile sindaco Erroi,
 
nelle scorse settimane abbiamo letto e apprezzato i suoi post «Urbi et orbi», nei quali annunciava «porte aperte al dialogo» e manifestava la volontà di confrontarsi con la comunità e i suoi cittadini.
È proprio a quel principio che oggi desideriamo richiamarci.
Vivi Città rappresenta da circa trent'anni una voce della nostra comunità. Una realtà editoriale che ha accompagnato la vita politica, sociale e culturale di Carmiano e Magliano, offrendo spazio a opinioni, sensibilità e orientamenti differenti.
Una testata giornalistica, registrata presso il Tribunale di Lecce sin dal 2003, che ha attraversato decenni di storia locale, passando dalla carta stampata all'informazione online, senza rinunciare alla propria funzione di testimonianza, confronto, partecipazione civile e ascolto del cittadino.
Per questo, non nascondiamo una certa sorpresa nell'aver constatato il mancato coinvolgimento degli organi di stampa nella presentazione dei festeggiamenti patronali in onore di San Vito Martire, un appuntamento che rappresenta non soltanto una tradizione religiosa, ma anche un momento importante per la cultura, l'identità e la vita economica della nostra comunità. Ieri mattina, ha tenuto una conferenza, presentata attraverso un video. Un'iniziativa che, pur avendo carattere apparentemente occasionale, ha visto la partecipazione di diverse persone. Sorprende, tuttavia, che in questa occasione di promozione del territorio proprio gli organi di stampa siano stati esclusi. Solo qualche ora dopo, a cose fatte, pur disponendo come Comune di più figure retribuite con risorse pubbliche, quindi anche con i soldi dei contribuenti, pare sia stato diffuso un comunicato. E' mancato il dialogo, ma prima ancora l'educazione verso gli organi di stampa.
Il punto sia chiaro, non è su chi viene invitato al tavolo ma chi viene escluso pur rappresentando una voce storica e credibile della comunità.
Quando un'Amministrazione dichiara di voler aprire le porte a tutti, è naturale aspettarsi che tale disponibilità si traduca anche in attenzione verso quelle realtà che, pur mantenendo autonomia di giudizio e talvolta posizioni critiche, hanno contribuito per decenni alla crescita civile e culturale del territorio. Non vorremmo che, anche soltanto involontariamente, alcune scelte finissero per trasmettere l'impressione che le porte del dialogo siano più facilmente aperte alle voci vicine all'Amministrazione che a quelle capaci di esprimere liberamente opinioni differenti.
Per quanto riguarda i festeggiamenti di San Vito, evitando che il nostro intervento venga strumentalizzato o che si sposti l'attenzione dal suo reale significato, riconosciamo il merito degli organizzatori (tanti anche amici, sorpresi più dalle assenze che dalle presenze) e il valore del loro lavoro svolto con passione e dedizione.
Sindaco Erroi, saprà bene dunque, che il Comune non è una proprietà privata ma un ente pubblico, nel quale il rispetto delle regole deve accompagnarsi al garbo istituzionale. Principi che dovrebbero valere anche nella comunicazione delle iniziative che, come lei stesso ricorda sui social, possono essere di interesse per la comunità.
Potremmo naturalmente aver interpretato male questa scelta. Ma proprio perché apprezziamo il valore delle parole e degli impegni pubblicamente assunti, riteniamo giusto esprimere con serenità questa riflessione.
Il pluralismo non si misura soltanto nella disponibilità ad ascoltare chi condivide le nostre idee, ma soprattutto nella capacità di riconoscere dignità e valore a chi conserva la propria indipendenza di pensiero. Continueremo a scrivere con lo stesso spirito: occhi aperti, penna gentile, cuore libero. E se le nostre parole a volte suscitano reazioni forti, speriamo sia solo perché in esse si riconosce ancora il potere della verità.
Con questo spirito e senza alcuna polemica, affidiamo all'attenzione collettiva i principi di dialogo, trasparenza e rispetto. Perché le porte aperte acquistano il loro significato più autentico quando nessuno ha motivo di sentirsi lasciato fuori. San Vito appartiene all'intera comunità e deve continuare a rappresentare un'occasione di incontro e condivisione.
 
Buona Festa 2026
La redazione di ViviCitt@
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