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«Escrementi di piccione nelle cappelle del cimitero»: la protesta dei cittadini

«Escrementi di piccione nelle cappelle del cimitero»: la protesta dei cittadini

Escrementi di piccione all’ingresso delle cappelle cimiteriali. È il quadro allarmante segnalato da una cittadina a Carmiano che, dopo diversi solleciti, ha deciso di rendere pubblica la situazione attraverso i social, sollevando un forte dibattito sulle condizioni igienico-sanitarie del campo santo a un mese dalla ricorrenza del 2 novembre.
«Mi dispiace dover ricorrere sui social per poter risolvere questo problema ormai permanente nel cimitero di Carmiano», ha scritto la donna a corredo delle foto che documentano lo stato dei luoghi. «Dopo ripetuti solleciti spero che questo post arrivi a chi se ne può occupare e prendere le dovute soluzioni. Per entrare a fare visita ai nostri cari defunti c'è da prendersi qualche malattia».
Della questione è stata interessata anche la Confraternita dell'Immacolata, che gestisce alcune delle cappelle interessate all’interno del campo santo comunale, che ha fatto sapere che «Si tratta di cappelle storiche, con 200 anni di storia e che rientrano tra i beni vincolati. Sono senza porte dalla creazione. Noi abbiamo fatto i dovuti interventi e continuiamo a fare, ma per risolvere sarebbe opportuno far convergere tante forze». La stessa Confraternita ha precisato di provvedere alla pulizia tramite ditte incaricate ogni 10-15 giorni e di essere già intervenuta posizionando reti per limitare l’accesso dei volatili all’interno.
I residui restano tuttavia accumulati all'esterno, lasciando aperto il problema. Il caso è così rimbalzato al Comune, con l’invito alla donna ad indirizzare le segnalazioni all’assessorato all'Ambiente, alla società patrimoniale Carminio srl che gestisce i servizi cimiteriali e alla Asl territoriale. Intanto sui social i cittadini entrati nel dibattito hanno evidenziato come la presenza dei volatili e degli escrementi lasciati stiano interessando anche altri spazi e differenti cappelle gentilizie del cimitero.

 

Fonte Nuovo Quotidiano di Puglia

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