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Sabato, 18 Maggio 2024
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Tentato furto in abitazione a Carmiano. Sorpresi dalla proprietaria, ancora in casa, i furfanti sono fuggiti. I ladri d'appartamento sono entrati in azione nello scorso fine settimana, attorno alle 20 di sera.

Arrivati nei pressi dell'abitazione i furfanti, almeno due, hanno atteso alcuni minuti in strada e dopo aver provato a suonare più volte al campanello dell'abitazione, pensando che all'interno non vi fosse nessuno, hanno forzato la porta d'ingresso. Il rumore procurato dai ladri ha allarmato la proprietaria che in un primo momento non era riuscita a rispondere al citofono. La donna ha quindi acceso le luci in diverse stanze e ha iniziato ad urlare per richiamare l'attenzione dall'esterno. I ladri, per fortuna sorpresi dalla reazione, sono usciti all'esterno, dove ad attenderli c'era probabilmente un complice in auto pronto per la fuga.

La donna, superato lo spavento, ha denunciato l'espisodio ai carabinieri della locale stazione, che hanno recuperato le immagini di videosorveglianza della zona e avviato le indagini.

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L’identità di un paese si costruisce quasi sempre con l’immagine della sua chiesa più importante. Carmiano ha colpevolmente cancellato nel 1961 l’antica chiesa matrice, perdendo in maniera irrimediabile questo riferimento identitario. Nel panorama salentino è uno dei pochi centri che ha perso il suo primitivo volto. Per un verso fa rabbia, per un altro fa tristezza, ma basterebbe questo solo evento per giudicare l’inadeguatezza della classe dirigente che ha governato il paese negli anni successivi al secondo dopoguerra.
La storia di Carmiano non è possibile raccontarla con una passeggiata nel vecchio agglomerato urbano. Non esiste più il centro storico formatosi nel Cinquecento, l’antica piazza è stata spazzata via per fare posto ad un anonimo incrocio viario, anche le vecchie “curti” sopravvissute all’incuria sono state rimodulate senza alcuna tutela sul piano conservativo, il rifacimento edilizio privo di senso su manufatti d’epoca ha finito per distruggere tutte le più significative tracce del passato, in modo particolare quelle architettonicamente e storicamente rilevanti, ancora custodite fino ai primi decenni del Novecento. Si sono salvate da questo scempio la chiesa dell’Immacolata e, ma solo in parte, il palazzo baronale dei padri Celestini di Santa Croce, anch’esso soggetto a ripetuti adattamenti edilizi che ne hanno alterato l’originario impianto, un accanimento che è continuato fino ai giorni nostri senza trovare una dignitosa e definitiva soluzione, sospesa in attesa di essere chiarita per l’esorbitante richiesta di un privato nei confronti del Comune, nuovo proprietario della struttura, per lavori di consolidamento statico effettuati negli anni appena trascorsi (spero con l’esplicita approvazione e il diretto controllo della sovraintendenza BB.AA., trattandosi di un bene architettonico vincolato).    
Per ricostruire le vicende storiche di Carmiano dobbiamo solo affidarci alle carte superstiti conservate negli archivi e a poco altro. Il primo dato che emerge dalla consultazione di queste carte è quello che il paese sin dalla sua nascita si rivela una comunità multietnica, formata dal mescolamento progressivo di forestieri di diversa provenienza, tra cui albanesi, slavi, giannizzeri, greco-bizantini, zingari-girovaghi e via via di altre parti della penisola (veneziani, genovesi, napoletani e di altre etnie, non ultima quella spagnola dominate per oltre tre secoli) con l’aggiunta crescente di una presenza indigena del territorio circostante. I Celestini sono molto attivi nel popolamento del loro feudo e all’inizio cercano di veicolare risorse umane in fuga dalla minaccia ottomana, favorendo anche il riscatto di schiavi cristiani caduti nelle loro mani. Paradossalmente nel primo secolo di vita del casale i cristiani di religione ortodossa risultano ancora in larga maggioranza, finendo per far sopravvivere nella quattrocentesca chiesa curata di San Giovanni Battista le funzioni liturgiche orientali. 
I Celestini si avvedono con ritardo degli approdi indesiderati della loro politica migratoria e cercano di porre rimedio, spingendo slavi e albanesi verso i nuovi agglomerati (in tutto nove) del tarantino, nati per ospitare esclusivamente i transfughi dell’altra sponda dell’Adriatico, selezionando con maggiore attenzione il flusso insediativo interno e collaborando intensamente con il vescovo di Lecce al fine di ripristinare estensivamente il controllo romano sull’intero territorio di loro pertinenza. Una strada che nel Quattrocento si presenta ancora stretta, ma che si allarga notevolmente nel primo Cinquecento, quando i padri di Santa Croce decidono di destinare risorse per la costruzione del loro palazzo baronale e di porre in essere altri incentivi per la costruzione della nuova chiesa matrice. 
La nuova chiesa matrice (che ingloba l’antica chiesa curata di S. Giovanni Battista) viene inaugurata nel 1560, tre anni prima della chiusura del Concilio di Trento, pronta ad esercitare un ruolo centrale nella vita della comunità. L’edificio sacro viene realizzato con il concorso collettivo della popolazione locale. La chiesa nasce di patronato comunale, con uno statuto ricettizio, cioè con una massa di beni vincolati al solo sostentamento del clero e dei chierici nativi di Carmiano. La sua intitolazione non è casuale. Dedicando la nuova struttura religiosa a S. Maria Assunta in quel periodo significa che il luogo in cui sorge è stato pienamente latinizzato, assoggettato cioè in via definitiva al controllo della chiesa romana. Da allora i riti della religione ortodossa vengono banditi e del tutto oscurati nella nuova parrocchia, anche se il celibato sacro imposto dalle disposizioni conciliari tridentine non viene rigidamente osservato, scontando un non breve periodo di rodaggio dovuto al persistere della tradizione orientale (con i preti che possono legittimamente prendere moglie) in un Salento che aveva guardato per lungo tempo più a Bisanzio e meno a Roma.
La nuova chiesa matrice diventa il luogo elettivo nelle vicende comunitarie, segnando le diverse fasi della vita degli abitanti. Il primo atto di nascita con il battesimo e l’ultimo, quello della morte, con la sepoltura, avvengono in chiesa. Si inizia e si finisce di vivere nello stesso edificio sacro. Nella parrocchia inoltre si svolgono le funzioni di affiliazione religiosa intermedie, legate alla prima confessione e comunione, alla cresima e al matrimonio. Nei periodi di difficoltà esistenziali la parrocchia fornisce conforto e assistenza, affidando gli afflitti alla protezione celeste. In antico regime Il luogo sacro nell’imaginario collettivo è vissuto come fuga dal quotidiano con i suoi riti ebdomadari, le processioni dei santi, le predicazioni quaresimali, i panegirici e le solenni omelie domenicali. Non solo benedizioni con l’aspersione di acquasanta e con il profumo di incenso, ma anche cultura, erogata dall’unica scuola attiva del paese, quella parrocchiale. Nella chiesa matrice il clero incardinato svolge compiti formativo-educativi non trascurabili, assicurando lezioni di alfabetizzazione primaria e soprattutto di greco, di latino, di filosofia, di musica per i giovani più promettenti desiderosi di ascendere agli ordini sacri e/o di conseguire un titolo accademico. Nella chiesa cinquecentesca si avviano le prime sperimentazioni di indottrinamento cristiano con il catechismo ai fanciulli imposto dal Concilio di Trento, ma si organizzano anche incontri di svago, ludici e di intrattenimento, per alleviare la durezza esistenziale. In poche parole l’antica parrocchia carmianese è stata per cinque secoli l’unico e insostituibile teatro funzionante, sempre aperto e accogliente, una sorta di rifugio ricercato e appagante. In quel luogo tutti gli abitanti si sono riconosciuti protagonisti, attori emotivamente coinvolti, pronti a dimenticare soprusi e invidie, affratellati da un unico destino, quello di sperare in un futuro ultraterreno privo di sofferenze e di rivalità. La cieca decisione di cancellare la chiesa nel 1961 ci vieta di raccontare tutto questo attraverso la visione viva dell’edificio sacro. Esso non può più parlare alle nuove generazioni perché distrutto e sostituito da una costruzione moderna che ha privato Carmiano di continuare a specchiarsi nella storia più profonda del suo passato.
Mario Spedicato  
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Domenica, 24 Marzo 2024 15:58

Anziano morto in casa: ipotesi suicidio

É giallo a Carmiano sul ritrovamento di uomo morto in casa, con una coltellata al cuore. L'episodio si è registrato intorno alle 11.30 via Montenotte, nei pressi dell'antica chiesa dell'Immacolata. Vittima un 87enne, E.T., le sue iniziali.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, il reparto scientifica e il magistrato di turno, Prontera. Al vaglio degli inquirenti più piste. L'ipotesi maggiormente avvalorata è il suicidio.
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La distribuzione e messa a dimora degli alberi di ulivo del progetto PiantiamOli è conclusa, il paesaggio agrario devastato dalla xyella oggi è più forte. Sono state circa 7000, infatti, le piante di olivo “resistenti”, che il Comune di Carmiano e quello di Nardò, da gennaio 2023 ad oggi, hanno assegnato gratuitamente a proprietari e conduttori di fondi agricoli. A questo fine, com’è noto, le due amministrazioni comunali hanno messo in piedi un bando per selezionare gli aventi diritto all’assegnazione. Ogni destinatario ha ricevuto da un minimo di 30 a un massimo di 290 piante.  
“Siamo scesi in campo a tutela degli ulivi e del paesaggio agrario – spiega il sindaco Pippi Mellone – contro gli effetti devastanti della Xylella. Distribuendo piante di ulivo che certamente hanno reso più ricco e più forte il nostro patrimonio arboreo. Visto il riscontro molto positivo, rifaremo il bando anche quest’anno, sempre in modalità semplificata, senza troppa burocrazia, in grado di consentirci velocemente e facilmente di distribuire e far mettere a dimora gli alberi. Sin da subito, siamo disponibili a trasferire ai Comuni che vorranno questa “best practice”, estendendo al territorio provinciale i benefici di una misura utile perché sostiene i piccolissimi proprietari terrieri, che sono tantissimi, ma che sono sempre esclusi dai grossi bandi”.
Ancora prima di Nardò, il progetto PiantiamOli ha funzionato molto bene anche a Carmiano, dove sono state distribuite circa 3200 piante.   
“Ringraziamo il Comune di Carmiano e l’assessore Camillo Villani Miglietta – sottolinea il consigliere delegato all’Agricoltura Pierpaolo Giuri – per il supporto tecnico sul bando, molto prezioso per fare le cose bene e in fretta. È chiaro che il rafforzamento degli oliveti garantisce il mantenimento e il miglioramento dei caratteri, della struttura e dell’articolazione del paesaggio agrario colpito duramente dalla Xyella. Un patrimonio naturale, storico-culturale e ovviamente economico”. “Spero che PiantiamOli – aggiunge l’assessore alle Attività produttive del Comune di Carmiano, Camillo Villani Miglietta – sia un modello anche per altre amministrazioni, che intendono difendere il patrimonio arboreo, il paesaggio e i proprietari e conduttori di fondi agricoli. Così come ha fatto Nardò, che come Carmiano ha una forte vocazione agricola. È un modo per compensare in qualche modo chi ha visto in poco tempo incenerirsi interi campi di ulivo e per riforestare di Salento”. Per il primo cittadino Gianni Erroi, “Piantiamoli,non è più un progetto sperimentale, ma una certezza. Per questo motivo, nelle prossime settimane, annunceremo la riapertura dell’Avviso pubblico per l’assegnazione gratuita di ulteriori piante”.
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Scegli un uovo di Pasqua AIL e sostieni la ricerca: a Carmiano i volontari di Ail Lecce saranno presenti in piazza Assunta la mattina di domenica 17 marzo.

Dentro un Uovo di Pasqua AIL c’è molto di più di una semplice sorpresa. C’è il sostegno a oltre 100 studi scientifici in tutta Italia, il finanziamento di borse studio per giovani ricercatori e il supporto ai Centri Ematologici. Ci sono i sogni di migliaia di pazienti che tu puoi aiutarci a realizzare. Per continuare a far crescere la Ricerca abbiamo bisogno del tuo aiuto: il 15, 16 e 17 marzo scegliendo le Uova di Pasqua AIL con un contributo minimo di 13 euro ci aiuterai a sostenere la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma e a portare aiuto a tanti pazienti. Se oggi il 70% dei malati affetti da un tumore del sangue guarisce o cronicizza la malattia, è grazie ai 55 anni di lavoro di AIL e al tuo sostegno.

Foto social Ail Lecce Odv

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Servizio straordinario di controllo del territorio, svolto nel comune di Carmiano, dai carabinieri della locale stazione e dai colleghi della compagnia di Campi Salentina. Tra gli obiettivi perseguiti dai militari la sicurezza pubblica e il contrasto all’abuso di alcool e droghe.  
Nel corso dell’attività di controllo del territorio nord Salentino sono state controllate una  cinquantina di persone e 37 veicoli. Decine le infrazioni contestate per l’inosservanza del Codice  della Strada. Sono 8 le patenti ritirate di cui 4 per uso di sostanze stupefacenti e ulteriori 4 per  guida sotto l’effetto di sostanze alcooliche; 5 invece le autovetture che sono state sottoposte a  sequestro amministrativo.  
Le operazioni di polizia hanno permesso inoltre di segnalare alla competente autorità giudiziaria  un ragazzo neopatentato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Lo  stesso infatti durante una perquisizione personale e veicolare è stato trovato in possesso di un  piccolo quantitativo di sostanza presumibilmente stupefacente del tipo hashish oltre a materiale vario per il confezionamento, occultato nell’abitacolo del veicolo. Ulteriori tre soggetti  sono stati invece segnalati alla locale Prefettura perché presunti assuntori di sostanze stupefacenti. Due soggetti sono stati denunciati perché trovati alla guida con tasso alcolemico superiore al  limite consentito.
 
 
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Scarcerato il 25enne di Carmiano che era finito agli arresti domiciliari, perché accusato di aver aggredito la compagna in strada e di averle sottratto il cellulare dopo un litigio. L’episodio per cui erano intervenuti i carabinieri della compagnia di Campi Salentina, si era consumato nel primo pomeriggio di lunedì scorso, attorno alle 15, su via Madonna del Pane a Novoli. Il ragazzo di Carmiano, difeso dall’avvocato Ivan Feola, è stato quindi rimesso in libertà oggi pomeriggio su disposizione del gip del Tribunale di Lecce.
 
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Mezz’ora appena di consiglio comunale monotematico sull’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso che avrebbe inquinato le precedenti elezioni a Carmiano, andato in scena ieri pomeriggio a seguito della richiesta del gruppo di minoranza “Ritorniamo Insieme” guidato dal consigliere Giancarlo Mazzotta.Il botta e risposta, con un solo intervento per parte, ha scatenato la bagarre finale in aula con accuse volate dai banchi della minoranza e l’annuncio di portare la questione dal Prefetto, oltre alla possibilità di presentare dimissioni immediate.
L’assise infuocata ha riguardato quindi le ultime inchieste sulla Scu, in particolare le operazioni “Filo d’Arianna” e “Stealth”, dove il consigliere Mazzotta è persona offesa in entrambe le vicende, mentre il sindaco Erroi è del tutto estraneo a qualsiasi tipo di contestazione. Sotto i riflettori anche alcune intercettazioni contenute in una informativa che fa parte degli atti di indagini dell’operazione antimafia di novembre dello scorso anno, che ha tirato in ballo le amministrative del novembre 2021 a Carmiano, con l’ipotesi, tutta da verificare, dell’appoggio della criminalità alla maggioranza in carica.
Il primo a prendere la parola in assise è stato il consigliere Mazzotta. «Siamo in aula – ha chiarito Giancarlo Mazzotta - per affrontare una tematica dirimente. L’ultima campagna elettorale, come riportato dai giornali, è divenuta attività d’indagine, quindi i nostri dubbi, per chi come me ha subito minacce, sono diventati certezze, considerate anche le operazioni delle forze dell’ordine sfociate in arresti, e che nei giorni scorsi mi hanno visto destinatario di una notifica di persona offesa da soggetti che avrebbero sostenuto la vostra lista e si accompagnavano con assessori della giunta. Una campagna elettorale – ha aggiunto Mazzotta – che ha visto avvicinamenti e minacce a nostri sostenitori. E poi la “scheda ballerina” per cui il Tar ha trasmesso le carte alla Procura».
La replica della maggioranza del sindaco Gianni Erroi è invece arrivata in una nota letta dalla capogruppo Carmen Curto. «Le dichiarazioni del consigliere Mazzotta, sostenute dai suoi consiglieri, con lo scopo di infangare l’onorabilità di questa amministrazione, non gli consentono di pretendere la nostra partecipazione ad un pubblico dibattito su argomenti che non hanno ragione e dignità di essere affrontati in questa sede, che noi rispettiamo per essere rappresentativa della libera e democratica scelta elettorale. D’Altra parte se dovessimo affrontare tematiche di carattere esclusivamente giudiziarie, non potremmo mancare di considerare che attualmente l’unico componente su cui grava una condanna penale è il consigliere Mazzotta, sebbene si tratti di sentenza di primo grado, e quindi non ancora passata in giudicato. La maggioranza è serena e fermamente respinge al mittente ogni tentativo di turbare il normale andamento di questa amministrazione. Riponiamo fiducia nei cittadini che ci hanno scelto e nelle istituzioni, Prefettura e Magistratura, verso le quali il sindaco Gianni Erroi si è sempre reso disponibile e collaborativo».
 
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Aggredisce la compagna in strada e la trascina con l'auto per alcuni metri, prima di essere fermato dall'intervento dei carabinieri. L’episodio si è consumato nel tardo pomeriggio di ieri su via Madonna del Pane a Novoli, con un 25enne di Carmiano, fermato dai militari del radiomobile di Campi Salentina e posto agli arresti domiciliari su disposizione del pm di turno.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, che hanno raccolto il racconto della vittima e di alcuni testimoni, l'uomo di Carmiano avrebbe raggiunto la compagna a Novoli sul posto di lavoro. Chiamata la ragazza all'esterno, il 25enne le avrebbe strappato il telefono di mano e da qui ne sarebbe derivato un litigio, terminato con l'aggressione denunciata dalla vittima. La donna, che nel frattempo aveva trovato riparo in un tabacchino, è stata messa in salvo dai carabinieri e poi soccorsa dai sanitari del 118: se la caverà con un prognosi di pochi giorni. 
L’uomo, dopo le procedure di rito, è stato posto agli arresti domiciliari.
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Sono 3 i carmianesi su 149 allievi ufficiali del 205° Corso “Fierezza” dell’Accademia Militare di Modena. Gli Allievi che frequentano il corso di studi in Scienze Strategiche saranno i futuri Ufficiali delle Armi di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio e Trasmissioni. Quelli che studiano ingegneria diventeranno Ufficiali dell’Arma dei Trasporti e materiali o del Corpo degli Ingegneri, mentre il corso di Giurisprudenza è dedicato agli allievi ufficiali del Corpo di Commissariato. Gli Allievi che diventeranno i futuri Ufficiali medici dell’Esercito seguono il corso di laurea in Medicina e Chirurgia. 
Sette in tutto i salentini: l’Allievo Ufficiale Denis Patarnello, 23 anni da Lecce, studia Medicina e chirurgia per diventare un Ufficiale Medico dell’Esercito, l’Allievo Ufficiale dei corpi tecnici Matteo Coppola, 21 da Carmiano, l’Allievo Ufficiale delle Armi Varie Alessio Lauretti originario di Magliano, l’Allievo Ufficiale delle armi varie Irene Mazzotta, 21 anni originaria di Carmiano, l’Allievo Ufficiale delle armi varie Matteo Mele, 21 anni di Lecce, l’Allievo Ufficiale delle armi varie Francesco Vallone, 20 anni di Casarano e l’Allievo Ufficiale delle armi varie Francesco De Giorgi, 21 anni di Lecce. 
 
A raccontare le sue prime impressioni e le ambizioni future è l’allieva ufficiale Irene Mazzotta, 21enne di Carmiano. 
 
Cosa ti ha spinto ad entrare in Accademia Militare?
In questa scelta è stata fondamentale la figura di mio padre, sottufficiale dell'Esercito ora in pensione, che con il suo esempio e le sue esperienze mi ha permesso maturare serenamente questa scelta. Sin da piccola ha condiviso con la famiglia, quando possibile, il luogo di lavoro facendomi partecipare alla sua quotidianità.
 
Il Giuramento è un atto solenne. Che emozioni hai provato?
Prima di entrare in Accademia, sono stata VFP1 dell’Esercito quindi ho già avuto modo di provare questa esperienza solenne. Questa volta è stato diverso proprio come lo sono le emozioni che ho provato. Ancora non sto realizzando di essere arrivata fin qui e poter condividere questo momento con la mia famiglia che mi ha sempre supportato nelle mie scelte. Mi sento ancora più motivata a dare il meglio di me.
 
Che percorso di studi hai intrapreso e cosa ti aspetti dal tuo futuro come Ufficiale dell'Esercito?
Ho scelto di frequentare il corso di armi varie, improntato a preparare il futuro Comandante non solo da un punto di vista nozionistico ma anche sportivo e tecnico. Alterniamo materie ingegneristiche a quelle umanistiche, fino ad approfondire materie militari come tattica, pratica armi e topografia. Tutto ciò viene messo in pratica durante varie esercitazioni. Fondamentale è lo sport, alternato ai vari periodi di studio della giornata. 
 
Come si svolge la tua giornata in Accademia e cosa ti piace fare di più?
La giornata tipo di un Allievo Ufficiale è scandita da orari ben definiti e articolata con ottimizzazione del tempo, una risorsa che impariamo a gestire. Inizia con la sveglia, ci si prepara e si fa colazione. A seguire la cerimonia dell’alzabandiera e poi subito corriamo a lezione. Tra una lezione e l'altra, arriva il pranzo. Ritorniamo a lezione fino al tardo pomeriggio. Durante la giornata svolgiamo attività sportive e anche conferenze in aula magna. Ceniamo e la sera è dedicata allo studio e agli interessi personali. La giornata dell’allievo finisce con il contrappello.
 
Che legame hai e cosa ti manca del tuo comune di provenienza?
Carmiano rappresenta il luogo dove ho fatto le mie prime esperienze, le mie prime amicizie e tutt'ora ci abita la mia famiglia, perciò sarà sempre un posto speciale per me dove tornerò ogni qual volta che potrò.
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