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Venerdì, 13 Marzo 2026
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Nell'ambito del dibattito sul futuro urbanistico e sociale di Carmiano, Giancarlo Mazzotta interviene replicando alle riflessioni di Simone Resinato.

"Ho letto con interesse l’articolo di Simone Resinato pubblicato su questo stesso giornale.
Mi hanno colpito alcune riflessioni su questioni serie: identità, comunità, partecipazione, economia locale. Sono temi reali e nessuno può negarne l’importanza.
In particolare condivido un punto fondamentale: una città non si rigenera con gli slogan. Servono programmazione, metodo e visione.
È proprio partendo da questa esigenza di metodo e visione che nasce la domanda che avevo provato a porre nel mio precedente intervento: dove si ricostruisce oggi la comunità?
Per secoli la risposta è stata naturale: la piazza, l’antica Agorà, luogo dell’incontro, del confronto e della vita sociale. Oggi però, per ragioni urbanistiche e sociali, quella funzione non può più essere svolta da un unico spazio. Le città sono cambiate, i ritmi di vita sono cambiati e anche gli spazi della socialità devono essere ripensati.
Da qui nasce l’idea di una Agorà diffusa: non nuovi contenitori vuoti, ma una rete di luoghi capaci di riattivare relazioni sociali, culturali ed economiche.
Resinato ha ragione quando afferma che prima dei contenitori servono contenuti. Ma la storia delle città insegna anche un’altra cosa: spesso sono proprio i luoghi ad aiutare i contenuti a rinascere.
Le comunità non nascono nel vuoto. Nascono quando esistono spazi dove le persone possono incontrarsi, discutere, creare iniziative e far circolare idee. Il dibattito che si sta aprendo è utile proprio per questo: mettere insieme sensibilità diverse per immaginare la Carmiano dei prossimi anni.
Seguendo anche il ragionamento di Resinato, la domanda iniziale può essere ampliata: non solo dove nasce oggi la comunità, ma anche come si ricostruisce la sua identità.
Ho cercato, con una visione prospettica ma concreta, di proporre alcune soluzioni capaci di far convivere nuovi luoghi di socialità senza penalizzare — anzi incentivando — le attività commerciali che ancora tengono vivo il cuore del centro storico, contribuendo così a ritrovare e consolidare la nostra identità.
Non stiamo discutendo di metri quadrati, ma di metri di incontro. Rigenerare Carmiano significa passare dalla logica del “dormitorio” — casa, lavoro, sosta — alla logica del “laboratorio”, dove lo spazio pubblico si apre al dialogo e alla creazione.
Rigenerare gli spazi non significa sostituire la comunità, ma dare alla comunità un posto dove ritrovarsi. Il nostro dialogo è utile, ma sarà davvero proficuo se riusciremo a trasformare una domanda in una visione condivisa. La buona politica non nasce quando qualcuno pensa di avere tutte le risposte.
Nasce quando una comunità comincia a condividere le stesse domande".
 
Giancarlo Mazzotta

 

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Piazze vuote, comunità smarrita: prima dei contenitori servono contenuti.
Sono d’accordo: vedere Carmiano ripensare al proprio futuro è un segnale di vitalità che fa bene alla nostra comunità.
Ma prima di parlare di “salotti urbani”, “agorà diffuse” o progetti dal nome suggestivo, occorre affrontare una verità più semplice e più profonda: la nostra comunità ha smarrito la propria identità. E questo non è accaduto per caso, ma dopo scelte e opportunità che non hanno generato vita, partecipazione, economia né senso di appartenenza.
Assistiamo a piazze vuote, luoghi spenti, attività che chiudono, eventi non coordinati e spesso incapaci di produrre un reale indotto. Abbiamo assistito a opere costose che non hanno creato comunità, ma solo spazi difficili da vivere. Nel frattempo, i comuni vicini correvano: vedasi Campi Salentina, giusto per citarne una e non rimanere focalizzati su Leverano. Realtà che hanno saputo costruire identità, attrattività e partecipazione non con slogan, ma con programmazione e visione.
Si parla di reti di piazze, contenitori culturali, musei tematici, sportelli, giardini simbolici. È legittimo immaginare nuovi spazi. Ma prima di immaginare nuove “agorà”, dovremmo chiederci perché quelle esistenti siano state lasciate svuotare (per esempio caffè area mercatale, Centro Peppino Impastato, ecc.).
Credo che una città non si rigenera con un nome evocativo o con un progetto isolato. Si rigenera quando le piazze tornano a riempirsi spontaneamente, le attività commerciali trovano condizioni favorevoli, le imprese vengono rispettate negli impegni assunti dall’amministrazione con pagamenti puntuali, gli eventi sono coordinati e generano economia, i giovani hanno spazi veri (non solo annunciati), le periferie vengono integrate nella vita del paese, la cultura diventa un processo continuo (non un’etichetta), la partecipazione è quotidiana (non episodica)
Credo che prima dei contenitori servono contenuti. Prima dei progetti serve una comunità che si riconosce. Prima delle visioni serve credibilità amministrativa.
Credo che ogni proposta di recupero degli spazi è positiva. Ma un progetto è credibile solo se nasce da un’analisi dei bisogni reali, è sostenibile economicamente, è inserito in una strategia complessiva, non è un annuncio isolato in periodo “pre-elettorale”, definisce funzioni, gestione, costi e soprattutto ricadute.
La nostra Carmiano e Magliano, intesa come unica comunità, non ha bisogno di contenitori tematici scollegati, ma di un ecosistema urbano vivo, dove piazze, vie, attività e associazioni dialogano tra loro e corrono tutte verso un’unica direzione.
Una comunità può permettersi di ripetere gli stessi errori dopo aver visto i risultati degli ultimi 15 anni?
Immaginare il futuro è fondamentale. Ma per costruirlo servono competenza, programmazione, ascolto reale, coordinamento, visione concreta (non narrativa), una leadership che unisce (non che annuncia).
Parliamo pure di piazze, spazi e rigenerazione. Ma partiamo da ciò che davvero manca: identità, comunità, partecipazione reale, economia locale, seria programmazione culturale e turistica, cura degli spazi pubblici, decoro urbano, coerenza amministrativa. E soprattutto un metodo: analisi dei bisogni, ascolto strutturato, progettazione condivisa, obiettivi misurabili, responsabilità chiare, tempi certi e valutazione dei risultati.
Solo così possiamo tornare a essere un paese vivo, non un catalogo di progetti sulla carta.
 
Simone Resinato
 
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Il futuro della Bcc Terra d’Otranto passa dall'ascolto del territorio. Domani, giovedì 12 marzo, alle 17:30, il Cineteatro “F.lli Lumière” di Carmiano ospiterà l’assemblea territoriale, un momento cruciale di confronto tra l'istituto e la sua base sociale. Sotto il claim "La parola ai soci", l'incontro promosso dall'istituto di credito guidato dal presidente Ezio Petrelli analizzerà i risultati del Bilancio 2025 e delineerà le strategie per il 2026. Al centro del dibattito non solo i numeri, ma il valore sociale e i nuovi progetti di sviluppo locale. Un appuntamento che ribadisce il ruolo della banca come motore di crescita per la comunità, dove i soci definiscono la direzione di un percorso condiviso. Al termine incontro conviviale tra i soci presenti.

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“Oltre la Piazza, serve una Rete di Salotti Urbani Culturali e Sociali" (Magliano sarà affrontato in seguito)
 
UN INVITO A DISCUTERE LA CITTÀ CHE VERRÀ
Il dibattito sulla politica locale si è ormai acceso e questo è un fatto positivo. Significa che la nostra comunità sta interrogandosi sul proprio futuro.
Il mio invito è rivolto a tutti coloro che si candidano a guidare la comunità nel prossimo futuro, lanciando una proposta che unisca pragmatismo economico e visione culturale.
Mi permetto di ripetere un concetto che ho già espresso: è giusto discutere delle persone, ma è ancora più importante discutere dei contenuti, perché è da lì che nasce ogni progetto serio per il futuro di una comunità.
In questo spirito vorrei affrontare uno dei temi più delicati della vita civica: l’assetto urbanistico del cuore del paese, cioè il modo in cui organizziamo gli spazi nei quali viviamo, ci incontriamo e costruiamo relazioni.
Mi riservo di affrontare separatamente, in un successivo intervento, il tema dell’assetto urbanistico delle aree periferiche — in particolare la questione delle Case Nuove di Carmiano — e il progetto della “Piazza della Scienza” per Magliano.
 
IL LIMITE DELLA PIAZZA TRADIZIONALE
Per secoli la piazza è stata il cuore delle comunità italiane. L’antica Agorà era il luogo dell’incontro, del confronto e della vita sociale. A Carmiano questo ruolo è stato storicamente svolto da Piazza Maria S.S. Assunta.
Oggi, tuttavia, dobbiamo riconoscere un limite oggettivo: la conformazione urbanistica della piazza, attraversata da una strada centrale fondamentale per la viabilità, rende difficile che possa continuare a svolgere pienamente quella funzione aggregativa che un tempo le era propria. Pensare di chiuderla completamente al traffico, o addirittura di creare nuovi spazi abbattendo l'esistente, per forzarne artificialmente la socialità, potrebbe generare problemi seri alla mobilità e, soprattutto, alle attività commerciali e professionali che continuano a mantenere vivo il centro del paese.
Per questo motivo credo che il problema non sia semplicemente chiudere o non chiudere la piazza. La vera domanda è un’altra: come ricostruire oggi l’Agorà di una comunità moderna. La mia convinzione è semplice: Carmiano non ha bisogno di una sola piazza. Ha bisogno di una rete di piazze. Luoghi diversi, collegati tra loro, capaci di restituire alla città la funzione più antica e più moderna allo stesso tempo: l’incontro tra le persone. Mi affascina l’idea di una città a misura di cittadino Il progresso di Carmiano passa dalla capacità di conciliare il dinamismo economico con la qualità della vita sociale. Chiedo a chiunque aspiri a governare questa città di mettere al centro del programma la creazione di questi contenitori. È tempo di dare a Carmiano nuovi luoghi dove incontrarsi, discutere e crescere, senza distruggere il tessuto economico che tiene in vita il nostro centro.
 
UN’AGORÀ DIFFUSA
Invece di concentrare tutto in un unico spazio, potremmo immaginare una rete di luoghi sociali e culturali distribuiti nella città, ognuno con una propria identità e funzione.
Una sorta di Agorà diffusa, fatta di spazi dedicati alla cultura, alla socialità, al dialogo tra generazioni e alle attività associative.
Questa rete potrebbe nascere non da nuove espansioni urbanistiche, ma da una scelta molto più concreta: valorizzare ciò che già esiste.
 
CENSIRE E RECUPERARE IL PATRIMONIO ESISTENTE
Il primo passo dovrebbe essere semplice e concreto: censire il patrimonio edilizio disponibile, pubblico e privato. Carmiano possiede immobili e contenitori urbani che potrebbero essere recuperati e destinati a nuove funzioni sociali e culturali. Penso, ad esempio, ad edifici comunali come Palazzo dei Celestini, che potrebbero diventare luoghi di incontro, di partecipazione e di attività culturali.
Accanto al patrimonio pubblico esistono anche immobili privati che, pur non essendo necessariamente di particolare pregio architettonico, si trovano in posizioni strategiche nel tessuto urbano e potrebbero essere recuperati e valorizzati. Questo potrebbe avvenire anche attraverso strumenti di collaborazione tra pubblico e privato, trasformando spazi oggi sottoutilizzati in nuove opportunità per la comunità.
La rigenerazione urbana, spesso, non nasce da nuove costruzioni, ma dal coraggio di ridare vita a spazi già esistenti.
 
VILLA VERA: UN SIMBOLO POSSIBILE
Dentro questa visione esiste poi uno spazio che potrebbe assumere un valore simbolico e strategico. Mi riferisco all’area compresa tra via Roma, via Montegrappa, via San Gabriele e via Piave. Un luogo che potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per la vita sociale e culturale della città. Un luogo che mi piace immaginare con un nome simbolico: Villa Vera. Per anni molti cittadini hanno osservato quel parco da fuori, oltre una cancellata. Immaginarlo oggi come spazio pubblico significa pensare a un gesto semplice ma potente: aprire quel cancello alla città. Villa Vera potrebbe diventare un vero salotto urbano, uno spazio dedicato alla cultura, agli incontri pubblici, alle iniziative sociali e alle attività rivolte alle donne, ai giovani e alle famiglie. Sarà un vero e proprio PROGETTO PILOTA, un Contenitore Sociale per l’Emancipazione, la Parità e il Dialogo Intergenerazionale. L’obiettivo è creare un’Agorà al coperto che sostituisca la funzione di "piazza sociale" per una fascia di popolazione che oggi non ha luoghi di riferimento. È la risposta concreta alla necessità di spazi a tema che non interferiscano con la viabilità e il commercio di Piazza Assunta e via Roma.
⁠Struttura del Contenitore (Gli Ambienti)
Il progetto prevede la suddivisione di un immobile storico in quattro aree funzionali:
•⁠  ⁠L’Atrio delle Conquiste (Il Museo): Uno spazio espositivo permanente. Non un museo statico, ma un percorso emozionale fatto di immagini, abiti e oggetti che raccontano la storia del voto, del lavoro e dei diritti delle donne a Carmiano e nel mondo.
•⁠  ⁠La Sala del Dialogo (Il Salotto): Un ambiente arredato con divani e tavoli circolari, dedicato a incontri letterari, dibattiti e al "Caffè della Memoria", dove le donne anziane e le giovani possano scambiarsi esperienze.
•⁠  ⁠L'Officina delle Opportunità (Sportello e Formazione): Uno spazio tecnico dove offrire orientamento al lavoro, consulenza legale sulla parità e corsi di digitalizzazione per l'imprenditoria femminile locale.
•⁠  ⁠Il Giardino della Protezione (L'Area Esterna): Il parco recintato con le Panchine Rosse, un luogo di pace dove il silenzio invita alla riflessione e alla condanna di ogni forma di violenza.
Villa Vera è il primo passo di una Carmiano che non resta a guardare fuori dal cancello, ma entra da protagonista nel suo futuro. Un luogo dove la città possa ritrovarsi senza compromettere l’equilibrio commerciale del centro e senza creare conflitti con la viabilità esistente.
 
LE MICRO-RIGENERAZIONI URBANE
Accanto a interventi più ampi credo molto anche nella forza delle micro-rigenerazioni urbane. Esiste infatti la possibilità di recuperare alcuni immobili già esistenti, come l’edificio dell’ex casa del catechismo — oggi in vendita — che potrebbe diventare un importante punto di riferimento per attività sociali e culturali dedicate alla memoria e al dialogo tra generazioni. Su questo tema tornerò in un prossimo intervento, per approfondire con maggiore attenzione le possibili prospettive.
 
UNA DOMANDA PRIMA DELLE OBIEZIONI
Qualcuno potrebbe chiedere: con quali finanziamenti? È una domanda legittima. Ma prima ancora della risposta bisognerebbe porsi una domanda diversa: una comunità può permettersi di non immaginare il proprio futuro solo perché non ha ancora individuato tutte le risorse per realizzarlo? Le visioni nascono sempre prima dei finanziamenti. La vera sfida della politica è proprio questa: prepararsi a intercettare le opportunità, costruire progetti credibili e aprire un dialogo costante con tutti i livelli istituzionali — Regione, Stato, Europa — senza escludere il contributo dei privati quando questo può contribuire alla crescita della comunità. Una città che non immagina il proprio futuro difficilmente troverà anche le risorse per costruirlo.
 
UN INVITO ALLA DISCUSSIONE
Il mio intento non è proporre soluzioni definitive. Il mio obiettivo è aprire un confronto costruttivo. Se vogliamo davvero immaginare la Carmiano del futuro dobbiamo avere il coraggio di discutere idee, progetti e visioni. Perché una città non cresce soltanto costruendo strade o edifici. Una città cresce quando riesce a creare luoghi dove i cittadini possano riconoscersi come comunità. Per concludere mi piace affermare che le piazze non sono soltanto spazi urbani. Sono il luogo dove una comunità prende coscienza di sé. Se oggi la piazza non può più essere una sola, forse è arrivato il momento di costruirne molte, unite da una stessa idea di città.
 
Giancarlo Mazzotta
Published in Politica

Sporcizia e inciviltà nell’area verde di piazza Vadacca, lo spazio che ospita il mercato a Carmiano. La segnalazione arriva da un gruppo di genitori che, sabato scorso, hanno accompagnato i propri figli piccoli presso le giostrine, trovandosi di fronte a uno spettacolo desolante: a poca distanza dai giochi, diversi preservativi usati e abbandonati sull’erba. L’area, secondo quanto riferito dai residenti, sarebbe ormai da tempo ostaggio di vandali e sporcaccioni che agiscono indisturbati durante le ore notturne.

Non è la prima volta che la zona finisce al centro delle polemiche: già in passato simili episodi erano stati segnalati anche attraverso i canali social, sottolineando come la piazza versi in condizioni di precarietà e scarso controllo. I cittadini chiedono quindi interventi di pulizia e un potenziamento del monitoraggio per restituire decoro a uno spazio dedicato alla socialità.

Published in Cronaca

Continua il botta e risposta politico a Carmiano. Nel dibattito locale entra la replica del sindaco Gianni Erroi alla formale richiesta avanzata dall'ex assessore della Giunta, Camillo Villani Miglietta, il quale ha inoltrato tramite Pec l'istanza per ottenere la copia di un documento, pare di natura politica, redatto durante l'ultima riunione di maggioranza. La risposta del primo cittadino, tuttavia, si è tradotta in un netto diniego.

A chiarire il quadro e a motivare il rifiuto è intervenuto quindi il sindaco Erroi: "Per dovere di chiarezza ho riscontrato questa richiesta di copia del verbale di maggioranza del 26 febbraio e ho in buona sostanza significato e sottolineato che in base alla legge numero 241 del 1990 sono suscettibili di accesso tutti i documenti che rivestono carattere amministrativo, detenuti da una pubblica amministrazione concernenti attività di pubblico interesse. La richiesta fatta da Villani Miglietta, come allo stesso è noto, non riguarda un atto amministrativo propriamente detto, posto che trattasi di documento afferente ad una riunione di maggioranza alla quale lo stesso ha preso parte attiva, apprendendone direttamente il contenuto pur scegliendo di non sottoscriverlo. Tale documento di cui Villani Miglietta richiede copia, peraltro non è nemmeno in possesso della pubblica amministrazione, nel caso di specie del Comune di Carmiano, e non riguarda alcun specifico procedimento amministrativo. La ragione del diniego alla copia è anche fondata sul fatto che il documento non è stato nemmeno sottoscritto dallo stesso Villani Miglietta, sicché è pacifico che non lo riguarda e non lo potrà mai riguardare".

Published in Politica

In queste settimane il dibattito sulla politica locale si sta progressivamente animando. È un segnale positivo: significa che la nostra comunità sente il bisogno di interrogarsi sul proprio domani. Si discute — giustamente — del chi, del che cosa e del come. Sono domande inevitabili quando si avvicina una nuova stagione amministrativa. Ma credo sia necessario chiarire anche il perché. Non solo il perché di chi decide di impegnarsi in politica, ma anche il perché di una comunità che avverte l’esigenza di una fase nuova.

Perché oggi sentiamo il bisogno di discutere del futuro di Carmiano e Magliano? Perché cresce la richiesta di una politica capace non solo di gestire l’esistente, ma di indicare una direzione?

Chiarire questo perché significa fare un passo avanti. Significa trasformare la contrapposizione in proposta. Significa trasformare la critica in responsabilità. Significa trasformare il passato in esperienza utile — non per tornare indietro, ma per mettere a disposizione ciò che si è imparato governando, anche attraverso momenti complessi.

Oggi Carmiano e Magliano non hanno bisogno soltanto di essere amministrate bene — cosa necessaria — ma di essere governate con visione.

Per quanto mi riguarda, mi affaccio con umiltà, ma anche con determinazione, a questo confronto, mettendo a disposizione l’esperienza maturata negli anni, arricchita da una maggiore consapevolezza politica.

Salute: una comunità forte difende i propri servizi La qualità dei servizi sanitari è uno degli indicatori più concreti della forza politica di un territorio. Negli ultimi anni abbiamo assistito a difficoltà nella continuità pediatrica, a servizi non sempre stabili, a opportunità che forse potevano essere intercettate con maggiore tempestività. Non si tratta di individuare colpe, ma di riconoscere una carenza complessiva di presenza e visione nei confronti delle istituzioni sovraordinate.

Governare significa presidiare i livelli decisionali, dialogare con Regione e ASL in modo costante, anticipare le scelte invece di subirle. La sanità di prossimità non si improvvisa. Si costruisce con relazioni istituzionali solide e con una rappresentanza attiva.

Lavoro e sviluppo: programmare prima degli altri

Il lavoro nasce dove esiste programmazione. La stagione dei fondi europei e del PNRR ha premiato i territori che avevano progetti pronti e relazioni istituzionali consolidate. Carmiano e Magliano possiedono potenzialità importanti: area produttiva, posizione strategica, vicinanza ai principali poli urbani. Governare significa accompagnare le imprese, sostenere chi investe, intercettare risorse coerenti con le nostre dimensioni.Non si tratta di inseguire ogni opportunità, ma di prepararsi per tempo a cogliere quelle giuste. Un Comune non deve essere un semplice ufficio amministrativo. Deve essere un facilitatore di sviluppo.

Cultura, educazione e Università: costruire il futuro

Una comunità cresce quando investe sulle persone. La vicinanza con l’Università del Salento rappresenta un’opportunità concreta. Non parliamo di trasferire sedi universitarie, ma di costruire relazioni: iniziative culturali condivise, collaborazioni, coinvolgimento di studenti in progetti locali. Piccoli passi, ma strutturati.

Accanto a questo restano prioritarie le opere pubbliche da completare, il riammagliamento urbano, l’attenzione alle periferie e la capacità di affrontare con realismo le sfide della transizione ecologica e digitale. Una comunità attrattiva non è solo efficiente: è viva.

Housing: equilibrio e radicamento

Non viviamo un’emergenza abitativa drammatica, ma registriamo un cambiamento nelle esigenze sociali. Giovani coppie che faticano ad accedere alla casa. Anziani soli che abitano spazi non più adeguati. Immobili sfitti che restano inutilizzati. Una politica dell’abitare, per un Comune come il nostro, deve essere semplice e concreta:

favorire il recupero dell’esistente; incentivare accordi sostenibili tra proprietari e inquilini; promuovere interventi di efficientamento energetico; accompagnare soluzioni abitative più adeguate per gli anziani soli.

Non grandi espansioni urbanistiche, ma uso intelligente di ciò che già abbiamo. Una comunità resta viva quando le persone trovano condizioni per restare.

Una direzione possibile

Il punto oggi non è stabilire chi vincerà le prossime elezioni. Il punto è decidere se vogliamo limitarci a gestire l’ordinario o provare a governare con maggiore consapevolezza. Governare, per un Comune come il nostro, significa: essere presenti nei luoghi dove si decide; scegliere con criterio le opportunità; costruire relazioni istituzionali solide; mantenere equilibrio tra ambizione e realismo.

Sento il dovere di mettermi a disposizione di questo confronto, prima ancora che di una candidatura. Prima dei nomi, servono priorità chiare. Prima delle alleanze, serve una visione condivisa. Se da questo percorso emergerà la necessità di assumere nuove responsabilità, sarà una scelta che maturerà nel dialogo con la comunità. Il futuro non si costruisce contro qualcuno, ma insieme a una comunità che sceglie di assumersi responsabilità. Carmiano e Magliano hanno energie, competenze e capacità per tornare protagoniste del proprio sviluppo. Sta a noi decidere perché vogliamo farlo. E poi, con serenità, scegliere come.

Giancarlo Mazzotta

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Non un semplice addio alla Giunta, ma una frattura che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici di Carmiano e Magliano. Le dimissioni di Camillo Villani Miglietta, il consigliere più suffragato alle elezioni del novembre 2021, hanno portato a una fase di analisi sulle scelte della maggioranza guidata dal sindaco Gianni Erroi, svelando i retroscena di un rapporto di fiducia ormai logoro. L’ex assessore resterà però tra i banchi del consiglio comunale, «trasformandosi – afferma - in una sentinella critica ma propositiva». Il punto di rottura definitivo non sarebbe legato solo alla gestione amministrativa, ma a una questione di metodo e di prospettive future. «Sia chiaro. La discutibile mossa è fumo negli occhi per la comunità, più che per la giunta. La motivazione del "revocare per ottenere risultati migliori nell'ultimo anno di mandato" non può reggere nel momento in cui il Sindaco ha voluto svelare le carte durante l'ultima riunione di maggioranza del 26 febbraio scorso. Nel corso di questa riunione ci ha chiesto di sottoscrivere un verbale avente oggetto, oltre a determinati punti auspicabili da tempo, il sostegno alla sua candidatura per le amministrative del 2027. Senza alcuna discussione in merito a un programma, alle idee, agli obiettivi, a una squadra. Naturalmente mi sono rifiutato di firmare, unico a dissentire tra i presenti. Una fiducia cieca non potrà mai raccogliere il mio consenso e dovrebbe essere così per chiunque abbia realmente a cuore le sorti di questo paese. Nella data di ieri, inoltre, ho protocollato la richiesta di rilascio di una copia del verbale in questione, direttamente al primo cittadino, anche perché sono curioso di conoscere quale sia stata la decisione dei consiglieri non presenti». Una mossa che il consigliere interpreta come una scelta unilaterale: «Se si stia già lavorando per il prossimo mandato semplicemente optando per il metodo della mera sostituzione e del conteggio dei voti non è dato sapere. Da qui si misurerebbe anche lo spessore dei nuovi e vecchi volti.
Certo è che la richiesta di sottoscrizione del verbale e della fiducia cieca lasciano molto perplessi, a voler esser buoni; una banale scusa per mettere la maggioranza di fronte ad una scelta unilaterale e non condivisibile.
Al contrario, il nostro paese ha bisogno di partecipazione massima, di un confronto costruttivo inerente idee e programmi che dovranno necessariamente primeggiare sopra ogni cosa, sopra ogni ego.
Fondamentale recuperare quel confronto dialettico che oggi sembra sacrificato in nome di una coesione solo sulla carta sbiadita». Il futuro in Assise non sarà da spettatore. Villani Miglietta annuncia un'attività di vigilanza sui temi caldi: mensa scolastica, impianti sportivi, patrimoniale Carminio, zona industriale e polo dell’infanzia. «Resto in carica in qualità di consigliere comunale. Nutro profondo rispetto verso i miei elettori e tutti i cittadini e ritengo che, in ossequio al principio di rappresentatività, sia naturale e doveroso continuare a esercitare il mio mandato nelle sedi opportune. Troppo importanti i temi da affrontare nei prossimi mesi: la mensa scolastica, le gare per la gestione degli impianti sportivi, la procedura pubblica del settore educativo-scolastico per il Polo dell'infanzia, la patrimoniale Carminio, il concorso di progettazione per la zona industriale. La politica da divano, cellulare e social è prerogativa di altri, non la mia».

Published in Richiami
#Sragionamenti: La politica locale si accende
"Cari amici,
il dibattito sulla politica locale si sta progressivamente accendendo e accompagnerà la nostra comunità fino alle amministrative del 2027. Ho letto con interesse gli interventi di questi giorni del Sindaco, degli assessori De Cruto e Indennidate, dell’ex assessore Villani Miglietta, dell’ex consigliera Paladini e del cittadino dott. Eleno Mazzotta. Alle loro riflessioni vorrei aggiungere qualche considerazione.
A Carmiano si può vincere o perdere anche per un solo voto. È una caratteristica del nostro sistema elettorale che ha spesso favorito la nascita di liste civiche capaci di unire sensibilità e appartenenze diverse attorno ad un obiettivo immediato: vincere e amministrare. Per questo, negli anni, la scelta delle persone è stata talvolta guidata più dalla capacità di aggregare consenso che dalla definizione preventiva di un progetto condiviso. Un criterio comprensibile, ma oggi forse non più sufficiente.
Credo sia utile distinguere tra amministrare e governare.
Amministrare significa soprattutto garantire il buon funzionamento dell’esistente: manutenere le strade, far funzionare gli uffici, assicurare i servizi. È una funzione essenziale, che può essere svolta con rigore anche attraverso una gestione prevalentemente tecnica.
Governare è un po’ di più.
Governare significa scegliere una direzione. Significa decidere non solo se asfaltare una strada, ma quale sviluppo urbanistico dare al paese nei prossimi trent’anni. Significa stabilire quali servizi rendano Carmiano e Magliano non solo funzionanti, ma realmente vivibili e competitivi.
Il dibattito pubblico, oggi, sembra muoversi su tre livelli:
Il CHI: il nome, il leader, che spesso emerge per riconoscibilità personale.
Il CHE COSA: la visione — che cosa vogliamo che diventi la nostra comunità.
Il COME: il metodo — la capacità di programmare, decidere e amministrare con trasparenza e responsabilità.
Se il chi può emergere con relativa facilità, il che cosa e il come rappresentano la vera sfida politica dei prossimi mesi.
Forse la domanda non è solo chi debba guidarci, ma soprattutto quale futuro vogliamo costruire insieme. Forse dovremmo cucire prima il vestito della comunità e solo dopo capire chi abbia la statura, l’esperienza e lo stile adatti per indossarlo. Evitiamo schieramenti prematuri.
Utilizziamo questo tempo per un confronto libero sui contenuti. Solo così potremo scegliere una guida capace non soltanto di amministrare bene l’esistente, ma anche di governare con coraggio il futuro".
 
Tonino Lauretti
Published in Politica
La politica a Carmiano è tornata ad accendersi da 48 ore tra dimissioni, post di sostegno qua e la e popcorn per gustarsi lo spettacolo davanti ai cellulari.
Il nuovo strappo nella maggioranza di Governo è arrivato da Camillo Villani Miglietta che venerdì notte ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili dalla sola carica di assessore, rimane consigliere comunale. La comunicazione trasmessa l’altro ieri sera tramite Pec, segna la fine di un rapporto politico con la squadra del sindaco Erroi che “azzoppata” e rimessa in piedi dalle surroghe in assise, va avanti da quasi  quattro anni senza i dimissionari consiglieri di opposizione (ad eccezione di Daniele D’Agostino) guidati dall’ex sindaco Giancarlo Mazzotta. Il documento protocollato il 27 febbraio parla chiaro: Villani Miglietta lascia per «motivi di natura politica». Non si tratta tuttavia di un fulmine a ciel sereno. Nel testo, l'ormai ex assessore ripercorre le tappe del suo mandato, sottolineando come il primo strappo con il sindaco era già avvenuto nel marzo 2023 con la revoca della delega ai Lavori Pubblici, per poi arrivare al decreto sindacale dello scorso 9 febbraio, con cui Erroi aveva azzerato le deleghe a tutta la giunta per poi passare a una possibile rimodulazione e assegnazione.
Le dimissioni di Villani Miglietta non sono un caso isolato, ma è il quarto componente della maggioranza che dice addio. Prima di lui, avevano già abbandonato l'aula il presidente del Consiglio, Marco Furia, e i consiglieri Gianni Montanaro e Giulia Paladini.
L’ex assessore con un messaggio ai cittadini ha elencato le opere in cui è stato protagonista (Piantiamoli, Carmiano Mediterranea e strutture sportive) e  ha anche chiarito che non abbandonerà l'aula: «In ossequio al principio di rappresentatività democratica, continuerò- ha precisato- a operare nelle opportune sedi in qualità di consigliere comunale».
Il primo cittadino Gianni Erroi, ha replicato ed ha ribadito che i meriti degli obiettivi raggiunti nei quattro anni di amministrazione, non sono del singolo assessore, ma di tutta la maggioranza. Tesi che ha ricevuto il sostegno sui social anche dall'assessore Salvatore De Cruto.
Le argomentazioni hanno quindi attirato nel dibattito anche Eleno Mazzotta intervenuto con un post per chiedere "volti nuovi e con un curriculum credibile, che si uniscano in un'associazione politico-culturale". Infine tra serio e faceto anche il commento sibillino, senza alcun destinatario, dell'ex consigliera Emanuela Bruno: "Assisto allo spettacolo".
Ora però resta l'attualità dei fatti, con il sindaco Erroi che dovrà nominare un nuovo assessore fra i consiglieri. Le prime voci indicano come favorito Giovanni Vadacca con le deleghe - che i ben informati indicherebbero - in lavori pubblici, urbanistica e attività produttive. All’assessore Maria Lucia Pellegrino tornerebbe turismo e randagismo. Associazionismo, volontariato e servizi sociali a Salvatore De Cruto, e a Roberta Indennidate delega al patrimonio, personale e alla frazione di Magliano. A Stefania Arnesano dovrebbero essere riassegnate le deleghe di Cultura, pubblica istruzione, spettacolo. In dubbio la "patrimoniale Carminio" che potrebbe finire anche ad Arnesano per compensare il turnover con Urbanistica. Lo sport invece potrebbe essere assegnato a Daniele D'Agostino. Solo ipotesi chiaramente, da "fantapolitik" a Carmiano.
 
Published in Politica
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