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Giovedì, 15 Ottobre 2026
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Il caso "Case Noè" a Carmiano, #73041: «Morte 3.500 piante, 31mila euro bruciati»

Il caso "Case Noè" a Carmiano, #73041: «Morte 3.500 piante, 31mila euro bruciati»

Un progetto di riforestazione da oltre 31mila euro di fondi pubblici sfociato nel disseccamento di quasi tutte le piante messe a dimora. È quanto denuncia in una nota il gruppo cittadino “#73041”, che ha inoltrato una segnalazione al Comune di Carmiano, alla Regione Puglia e alla Corte dei Conti per chiedere chiarezza sulla gestione dell’intervento in località Case Noè, nei pressi del nuovo asilo comunale.
Secondo quanto ricostruito dal movimento, l’iter era iniziato nel giugno 2023 con la candidatura del Comune al bando regionale Psr (Sottomisura 8.1) per l’imboschimento di un’area di due ettari. Dopo l’ammissione al finanziamento e la determina dirigenziale regionale del maggio 2025, a marzo 2026 l’ente ha affidato i lavori a un’impresa locale per circa 29mila euro, comprendenti preparazione del terreno, piantumazione di 3.600 essenze (tra corbezzoli, carrubi, pini e querce), tutori in bambù e irrigazione di soccorso, con successiva liquidazione della fattura a maggio.
Tuttavia, a distanza di pochi mesi, il bilancio tracciato da “#73041” registra delle criticità: «Oggi la situazione è drammatica: di circa 3.600 piante ne risultano vive appena 60, circa il 2% del totale. Oltre 31mila euro di risorse pubbliche sono andati in fumo tra erbe infestanti e siccità». La critica del movimento si concentra sui tempi e le modalità dell’intervento: «La piantumazione è avvenuta ad aprile, alla vigilia dell’estate, senza prevedere un impianto di irrigazione idoneo a far attecchire le giovani piante durante i mesi roventi».
Gli esponenti del movimento sollecitano l’amministrazione comunale di Carmiano, in particolare l'assessore all'ambiente Giovanni Vadacca, a chiarire alla cittadinanza lo stato dell’arte, l’efficacia dei controlli eseguiti e le eventuali azioni di recupero da giustificare di fronte alla Regione Puglia. «Aver ottenuto un finanziamento regionale e veder morire l’intervento in soli due mesi rappresenta un danno per l’intera comunità», concludono i firmatari della nota indirizzata via Pec anche alla Corte dei Conti.
 
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