Martedì, 28 Luglio 2026 20:13
Truffe agli anziani, l'allarme: come riconoscere i raggiri e difendersi
Le truffe ai danni di anziani. Come riconoscerle e difendersi.
Le truffe ai danni degli anziani sono un fenomeno purtroppo molto diffuso, che sfrutta spesso la buona fede, l'empatia o il senso di solitudine delle vittime. I truffatori utilizzano tecniche psicologiche ben affinate per creare un senso di urgenza o di paura, spingendo la persona ad agire d'impulso senza verificare le informazioni.
Le tipologie di truffa più comuni sono le seguenti:
• La truffa del "finto incidente" o del "finto parente": Un malintenzionato telefona spacciandosi per un avvocato, un carabiniere o un nipote, dicendo che un familiare stretto ha causato un incidente grave ed è in stato di fermo. Chiedono immediatamente una somma di denaro o gioielli per coprire ipotetiche "spese legali" o "cauzioni" (meccanismi che in Italia non esistono in questa forma).
• Finti operatori dei servizi (luce, gas, acqua, poste o banche): Si presentano alla porta o chiamano al telefono dicendo di dover controllare il contatore, verificare banconote false o risolvere una perdita d'acqua. Una volta in casa, distraggono l'anziano per rubare denaro o oggetti di valore.
• Truffe telefoniche e vishing (finta banca): Spesso precedute da un SMS di avviso (smishing), arrivano chiamate da finti operatori bancari che segnalano "movimenti sospetti" sul conto. Con la scusa di sbloccare la situazione, chiedono credenziali di accesso, PIN o la disattivazione di sistemi di sicurezza.
• I finti amici di famiglia: Persone che fermano l'anziano per strada mostrando grande affetto, sostenendo di essere vecchi amici di scuola dei figli o di parenti vicini, proponendo poi l'acquisto di merce di scarso valore o chiedendo piccoli prestiti d'emergenza.
Consigli utili per prevenire le truffe:
• Nessuna forza dell'ordine o banca chiede soldi a domicilio: Carabinieri, Polizia, avvocati o funzionari di banca non chiedono mai contanti, oro o trasferimenti bancari d'urgenza per strada o a domicilio per risolvere emergenze giudiziarie o burocratiche.
• Non aprire agli sconosciuti: Prima di far entrare tecnici o controllori, è bene richiedere un tesserino di riconoscimento ed effettuare una chiamata di verifica al servizio clienti ufficiale dell'azienda (usando i numeri riportati sulle bollette, non quelli forniti dalla persona alla porta).
• Interrompere la comunicazione e verificare: Di fronte a una telefonata allarmante riguardante un figlio o un nipote, la cosa migliore da fare è riagganciare e chiamare direttamente il parente interessato sul suo numero abituale per verificare la situazione.
• Non condividere mai password o PIN: Nessun istituto di credito chiede codici segreti o credenziali personali tramite telefono, SMS o email.
S si ha il dubbio di essere stati contattati da un truffatore o se si nota una presenza sospetta vicino a casa, occorre contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112. È importante segnalare l'accaduto anche se la truffa non è andata a buon fine: le denunce aiutano le forze dell'ordine a monitorare i movimenti delle bande sul territorio.
Emanuele Ingrosso
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Attualità
Sabato, 07 Marzo 2026 13:19
Spoofing, la truffa del "numero familiare": ecco come difendersi
Cos'è lo spoofing. Le nuove tecniche dei truffatori. Come riconoscerlo e difendersi
Lo spoofing è una tecnica usata dai truffatori per farti credere che una chiamata, un SMS o un messaggio provenga da una fonte affidabile, come la tua banca, un corriere o un servizio clienti.
In realtà, l’identità del mittente è falsificata. Il rischio? Cadere in inganno e condividere dati sensibili, codici di accesso o informazioni personali. Negli ultimi anni, con l’uso sempre più intenso dello smartphone per comunicare, fare acquisti e gestire il conto corrente, questo tipo di truffa è diventata più sofisticata. E spesso riconoscerla non è affatto facile.
Uno dei canali preferiti dai truffatori per fare spoofing è il telefono. Ricevere una chiamata con un numero che sembra ufficiale è il primo passo per entrare nella rete del raggiro. Ma non è l’unico mezzo utilizzato. Email, siti web e persino indirizzi IP possono essere falsificati per confondere l’utente. Conoscere le forme più comuni di spoofing è il primo passo per proteggersi.
I malintenzionati manipolano il numero di telefono del chiamante per far sembrare che la chiamata provenga da una fonte affidabile, come una banca, un ente governativo o persino un amico/familiare. Utilizzando software specifici, i truffatori possono far apparire un numero diverso sul display del destinatario, ingannandolo e inducendolo a fornire informazioni personali o finanziarie.
Un software o un servizio VoIP (Voice over IP) consente al malintenzionato di manipolare i dati di identificazione della chiamata prima che arrivi al destinatario. Alla ricezione della chiamata l’ID del chiamante visualizzato sul display non è quello reale, ma quello manipolato. Il truffatore può scegliere di far apparire il numero della vittima stessa (self-spoofing) o, più comunemente, un numero appartenente a un’istituzione nota, come una banca o una compagnia telefonica, un ente governativo, una compagnia di assicurazione, ecc.
E’ un’attività senza dubbio illegale e pericolosa e viene perpetrata fondamentalmente per truffe di carattere finanziario (il truffatore si finge, per esempio, operatore bancario per convincere il malcapitato a fornire dati sensibili come codici di carte di credito, password o credenziali di accesso al conto corrente); per truffe definite phishing e smishing (la telefonata è affiancata da messaggi che contengono link a siti web malevoli per rubare informazioni personali); oppure per truffe aventi obiettivo l’inganno sociale in cui i truffatori sfruttano la fiducia dei truffati facendoli sentire più sicuri e fiduciosi nel condividere informazioni riservate.
L’ultimo caso di spoofing che ha generato particolare allarmismo è stato quello degli sms inviati da un falso numero, solo in apparenza riconducibile a Poste Italiane, ad esempio con mittente “PosteInfo”, con cui l’utente viene informato di connessioni anomale al proprio conto e viene invitato a cliccare su un link. Il link apre, in genere, “pagine clone” di Poste Italiane o del proprio istituto di credito, inducendo in errore la vittima, che spesso fornisce le proprie credenziali.
È fondamentale sapere che puoi proteggerti dallo spoofing adottando semplici ma precise precauzioni. La tua linea di difesa più efficace è la consapevolezza e l’attenzione ai dettagli.
La regola d’oro: mai condividere dati sensibili. Ricorda: nessuna banca, ente governativo (come INPS o Agenzia delle Entrate), chiederà mai password, codici di carte di credito, PIN o credenziali di accesso al conto corrente tramite una telefonata o un SMS. Se ti vengono richiesti, si tratta di una truffa, indipendentemente dal numero che vedi sul display.
Se ricevi una chiamata inaspettata da un presunto ente o banca, adotta la tattica del “dubbio sistematico”: Riaggancia immediatamente. Non fidarti del numero visualizzato, anche se sembra ufficiale. Chiama in autonomia il numero di telefono ufficiale della banca o dell’ente, reperito sui canali ufficiali (sito web, estratti conto, documenti). Non richiamare il numero che ti ha chiamato.
Sii cauto se il tono della conversazione è stranamente urgente o pressante. I truffatori usano la fretta per indurti all’errore.
Fate attenzione e in caso di dubbio contattate la vostra banca, la filiale di Poste dove avete il conto o direttamente effettuando una segnalazione alle Forze dell’Ordine.
Emanuele Ingrosso
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Venerdì, 08 Marzo 2024 20:01
Truffe agli anziani: consigli su come proteggersi
Tra le truffe più classiche possiamo trovare quelle fatte di casa in casa. I malviventi, spacciandosi per dipendenti dell’INPS, impiegati bancari e del locale ufficio postale, tecnici del gas, della luce o addirittura per pubblici ufficiali, si fanno aprire dalle loro vittime per poi derubarle, e in alcuni casi aggredendole lasciandole prive di sensi in casa.
Ci siamo sentiti in dovere di scrivere questo articolo, non semplicemente per riportare la notizia di una singola truffa, ma per cercare di sensibilizzare sia le persone anziane che le loro famiglie, su questo serio problema.
Esaminiamo le varie tipologie di truffe:
Truffe telefoniche anziani
Se venite contattati telefonicamente perché un vostro parente o amico si trova in difficoltà, oppure è rimasto coinvolto in un sinistro stradale, o addirittura arrestato delle Forze dell’Ordine, e vi viene chiesta una somma di denaro per aiutarlo, contattate la stessa persona su un recapito telefonico già in vostro possesso. Molto spesso, infatti, dietro queste richieste si celano malintenzionati pronti a fingersi persone volenterose incaricate di consegnare una somma di denaro che non arriverà mai a destinazione!
Prelievo di denaro sospetto.
Succede spesso che una persona anziana, poco dopo aver prelevato la pensione, venga fermata o raggiunta a casa da qualcuno che si presenta come un dipendente bancario o dell ufficio postale , per verificare il numero di serie delle banconote appena ritirate. Diffidate di chiunque si avvicini con questo pretesto: nessun impiegato vi cercherà mai a casa o vi fermerà per strada. Piuttosto contattate la vostra Banca!
Truffa del pacco postale
È arrivato un pacco che non aspettavate? Non ritirate nulla e non consegnate denaro a nessuno, se i destinatari non vi hanno prima avvisato.
Il classico “controllo” a domicilio.
Numerose aziende che si occupano di utenze come luce e gas preannunciano il loro arrivo tramite avvisi condominiali. In assenza di appuntamenti segnalati, non aprite a nessun incaricato, soprattutto se sprovvisto di tesserino identificativo.
Truffe 2.0.
In una realtà sempre più tecnologica, sono sempre di più gli anziani che utilizzano la Rete per informarsi. Il Web, tuttavia, può rappresentare un’arma a doppio taglio. Prestate dunque attenzione a comunicazioni e link che vi chiedono dati riservati, in particolar modo quelli bancari. Attenzione, inoltre, anche alle e-mail sospette e alle celebri catene di S. Antonio: non apritele ed eliminatele immediatamente.
COME DIFENDERSI?
Non aprite la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un'uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, per rimborsi o per sostituire banconote false date erroneamente.
Quando fate operazioni di prelievo o versamento in banca o in un ufficio postale, possibilmente fatevi accompagnare, soprattutto nei giorni in cui vengono pagate le pensioni o in quelli di scadenze generalizzate.
Non fermatevi mai per strada per dare ascolto a chi vi offre facili guadagni o a chi vi chiede di poter controllare i vostri soldi o il vostro libretto della pensione anche se chi vi ferma e vi vuole parlare è una persona distinta e dai modi affabili.
Fate attenzione a improvvise manifestazioni di affetto da parte di estranei, siano essi uomini o giovani donne che cercano di abbracciarvi. L'intento è di derubarvi di quanto avete indosso.
Se avete il dubbio di essere osservati fermatevi all'interno della banca o dell'ufficio postale e parlatene con gli impiegati o con chi effettua il servizio di vigilanza. Se questo dubbio vi assale per strada entrate in un negozio in alternativa cercate le Forze dell’Ordine o una compagnia.
Quando utilizzate il bancomat, fatelo con prudenza: evitate di operare se vi sentite osservati.
Un altro elemento importante e utile per prevenire le truffe è cercare di creare nel vicinato uno spirito di reciproco sostegno, segnalando e invitando a segnalare movimenti o persone sospette. Ma il consiglio più importante che possiamo darvi è questo: chiamate sempre le Forze dell’Ordine al numero 112 sia per un dubbio o perché non vi sentiate al sicuro.
Emanuele Ingrosso
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