Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy. Per saperne di piu'

Approvo
Lunedì, 14 Settembre 2026
025_radallarm.jpg990_nsi.jpg010_bluesea.jpg200_carrozzo.jpg220_liaci.jpg020_idrovelox50.jpg210_mondofiori.jpg205_martena.jpg180_winet.jpg040_compasso.jpg
Raffica di chiamate false al 112: soccorsi a vuoto, caccia ai responsabili

Raffica di chiamate false al 112: soccorsi a vuoto, caccia ai responsabili

Sei false richieste di emergenza al 112 in appena dieci giorni, tra accoltellamenti in piazza e gravi incendi in casa, con altrettanti interventi di soccorso andati a vuoto e decine di operatori impegnati senza trovare alcuna situazione di pericolo. È l'allarme che arriva da Carmiano, nel Salento, dove si susseguono le chiamate “fake” che coinvolgono 118, carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile.
L'ultimo episodio risale a martedì sera, quando in poche ore sono arrivate due richieste di intervento rivelatesi infondate. La prima segnalazione, intorno alle 22, riguardava un incendio in un'abitazione. Poco dopo le 23.30, invece, una seconda telefonata chiedeva aiuto per un anziano in pericolo - pare sempre per un rogo - all'interno della propria casa.
In entrambi i casi la macchina dei soccorsi si è attivata: sul posto sono intervenuti i carabinieri del Norm di Campi Salentina, gli operatori del 118 partiti dalla postazione di Veglie, protezione civile e pompieri del distaccamento di Veglie. Dopo le verifiche, però, nessuna emergenza è stata riscontrata. Nessun incendio, nessun anziano in difficoltà, nessuna persona da soccorrere. Solo smarrimento tra i presenti e l'ennesimo falso allarme, con i mezzi costretti a rientrare nelle rispettive sedi.
Il fenomeno era iniziato tra il 24 e il 25 luglio, con due chiamate serali che avevano fatto scattare l'intervento delle forze dell'ordine e dei sanitari per una presunta aggressione in piazza Vadacca, l'area mercatale del paese. Una voce giovane aveva richiesto aiuto per un uomo accoltellato. L'arrivo di carabinieri e 118, con le sirene spiegate, aveva però portato a una scoperta diversa: nella piazza non c'era nessun ferito né alcuna traccia di una violenza. Soltanto alcune persone sedute tranquillamente nell'area verde.
I militari avevano controllato e monitorato la zona per oltre mezz'ora, senza trovare elementi riconducibili alla segnalazione ricevuta dalla centrale operativa del 112.
Nei giorni successivi le chiamate sono proseguite, con uno schema simile e una zona di interesse sempre nel raggio di circa 500 metri. Le richieste hanno riguardato soprattutto presunti incendi in abitazioni, a volte con famiglie in pericolo, altre con anziani rimasti bloccati all'interno degli appartamenti, come nel caso di una segnalazione relativa a via Montesanto. Anche in questi casi gli interventi si sono conclusi senza alcun riscontro.
Sul caso sono in corso gli accertamenti delle forze dell'ordine. Al momento il responsabile resta sconosciuto. Il punto dal quale partono le chiamate sarebbe stato geolocalizzato, ma individuare con certezza l'autore risulterebbe complesso. Chi effettua le telefonate potrebbe utilizzare dispositivi con schede virtuali o smartwatch collegati alla rete internet, strumenti che rendono più difficoltosa l'identificazione. La vicenda potrebbe ora passare anche al vaglio dei reparti specializzati della Polizia scientifica e dei Carabinieri per ulteriori approfondimenti tecnici.
A preoccupare non è soltanto il falso allarme in sé, ma il possibile impatto sulla gestione dei soccorsi. In un periodo estivo caratterizzato dall'aumento della popolazione sul territorio e da una maggiore pressione sulle centrali operative, ogni intervento inutilmente attivato sottrae risorse ed energie a situazioni che potrebbero avere una reale urgenza. Un precedente simile si era già verificato a Carmiano nel 2023, quando la centrale operativa del 118 di Lecce era stata raggiunta da diverse chiamate sospette. Anche allora voci giovani avevano richiesto l'intervento dei sanitari per presunti malori di familiari anziani o persone in difficoltà. Gli equipaggi, arrivati sul posto, non avevano trovato alcun paziente da assistere.
Resta dunque aperto il caso. Le chiamate false alle centrali di emergenza possono configurare il reato di procurato allarme e, nei casi più gravi, quello di interruzione di pubblico servizio. Le indagini puntano ora a identificare chi, con quelli che vengono definiti “scherzi” di cattivo gusto, sta impegnando la macchina dei soccorsi senza una reale necessità.
 
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia
030_ortokinesis.jpg045_vcn.jpg025_martena.jpg070_annaluce.jpg180_quarta.jpg030_solazzo.jpg170_pneumatic.jpg