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Sabato, 24 Ottobre 2026
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«Olio non conforme nelle mense scolastiche salentine»: 23 Comuni e decine di famiglie chiedono di costituirsi parte civile nell'eventuale processo a carico dell'azienda «La Fenice» di Galatone, i cui vertici sono imputati insieme ad un fornitore nel procedimento scaturito dall'operazione della guardia di finanza del dicembre 2024. Tra i comuni c'è anche Carmiano, nei giorni scorsi la giunta comunale guidata dal sindaco Gianni Erroi ha ratificato la costituzione di parte civile nei confronti dell'azienda che attualmente gestisce la mensa scolastica. La stessa azienda, coinvolta nell'indagine delle Fiamme Gialle, nell'ottobre scorso è risultata vincitrice a Carmiano della gara per la refezione scolastica. Quindi, il 13 marzo, il Comune con riferimento "al procedimento penale r.g.n.r 1016/2025 ... come persona offesa" si è costituito parte civile tramite l'avvocato Stefano Ricchello. Nella stessa seduta la Giunta ha poi approvato l'atto di indirizzo: per l'individuazione di uno studio biochimico per "le analisi degli alimenti utilizzati nel centro cottura della ditta affidataria del servizio di refezione scolastica" .

Intanto, durante l'udienza preliminare di giovedì scorso, dinanzi al gup Tea Verderosa i legali di 22 dei 38 Comuni ritenuti parti offese, insieme a quelli di oltre 50 famiglie, hanno presentato le loro richieste di costituzione di parte civile, ritenendosi danneggiati sia dal punto di vista della salute, sia da quello dell'immagine. Il sostituto procuratore Donatina Buffelli, titolare delle indagini, ha chiesto il processo per il titolare dell’azienda olivicola che avrebbe venduto l’olio non conforme; la rappresentante legale de “La Fenice”; e il responsabile della gestione acquisti. Imputata anche la stessa società. Le 23 amministrazioni che hanno chiesto di essere ammesse come parti civili, in vista di un eventuale risarcimento, sono quelle di Alezio, Campi Salentina, Casarano, Carmiano, Soleto, Galatone, Parabita, Corsano, Collepasso, Racale, Alessano, Salve, Presicce-Acquarica, Patù, Giurdignano, Vernole, Salve, Leverano e l'Unione dei Comuni delle Serre Salentine (Aradeo, Collepasso, Seclì e Tuglie) e Taurisano. Tra le parti offese ci sono anche le decine di genitori che avevano avviato class action per chiedere di essere ammessi al processo e che, nei mesi successivi al sequestro, hanno fatto sentire la loro voce con proteste e manifestazioni. L'udienza è stata aggiornata all'8 maggio, anche a causa di un difetto di notifica.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Domenico Chindamo, Enrico Gargiulo, Luigi Rella e Nicola Leo. I Comuni sono invece assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Luca Puce, Viola Messa, Stefano Ricchello, Sergio De Giorgi, Salvatore Taurino, Maria Consiglia Massaro, Silvio Verri, Vincenzo Russo, Giovanni Giuseppe Valiani. I genitori, infine, sono rappresentati dagli avvocati Luca Puce, Davide Micaletto e Giovanni Chiffi.

 

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia

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La nota stampa del dottore Tonino Lauretti sul caso mensa scolastica. "Cari Amici, in un momento di legittima preoccupazione per la salute dei nostri bambini, sento il dovere di ribadire la piena fiducia nelle istituzioni che stanno operando con rigore e trasparenza, in particolare nella Guardia di Finanza, che ha saputo condurre un’indagine tanto delicata quanto necessaria.

Sono certo, inoltre, che i servizi dell’ASL, qualora si rendesse necessario – anche se, da medico, non lo ritengo probabile – non esiterebbero a sottoporre i nostri figli e nipoti ad accertamenti clinici opportuni, nel rispetto della salute pubblica.
È indubbio che i fatti emersi siano di estrema gravità e meritino, per questo, altrettanta cautela nel nostro agire, nel parlare e nell'informare.
La tutela dell’infanzia e dell’interesse collettivo richiedono oggi meno clamore e più coesione. Il mio auspicio è che, al di là delle legittime opinioni personali o politiche, tutti possiamo riconoscere il valore di un principio semplice e credo condivisibile: di fronte a una truffa ai danni della comunità, occorre reagire insieme, con spirito di verità. Concludo con questo pensiero: quando le istituzioni fanno il loro dovere, non bisogna dividerci tra colpevoli e innocenti, ma unirci tra cittadini consapevoli".
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Sul caso della mensa scolastica il sindaco di Carmiano, Gianni Erroi, interviene con una nota stampa per fare chiarezza e rassicurare le famiglie.

Il comunicato di Erroi: "Facciamo chiarezza e, soprattutto, rassicuriamo i cittadini! Mi preme anzitutto precisare che non è mio costume urlare “al lupo, al lupo!” nelle situazioni in cui emergono fatti di natura potenzialmente penale, ma occorre valutare attentamente la vicenda ed attendere i canali ufficiali di informazione prima di adottare iniziative avventate e che potrebbero riverberarsi negativamente sull’Ente. Procediamo per gradi.

Innanzitutto, come già precisato di recente dal sottoscritto, l’appalto relativo al servizio di refezione scolastica con la ditta “La Fenice” è scaduto il 30 giugno scorso, sicché, allo stato, non esiste più alcun rapporto di fornitura dei pasti a cura della ditta indagata. Tuttavia, ho richiesto un incontro ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Lecce interessati dalla vicenda, incontro che è avvenuto nel pomeriggio di oggi. Da tale confronto urgente è emerso un punto di vista comune, per cui si sono evidenziate due necessità: la prima attiene la tutela e la salvaguardia della salute dei nostri bambini; la seconda è quella di non adottare iniziative scellerate, tipo la revoca immediata della fornitura del servizio per i Comuni coi quali tale rapporto è ancora in essere. Il tutto per evitare di esporre gli Enti coinvolti a responsabilità di natura contrattuale verso la ditta indagata qualora la stessa dovesse poi risultare estranea all’ipotesi di reato contestato, posto che, al momento, siamo ancora in una fase embrionale del processo. I Comuni in cui, a tutt’oggi, opera la ditta, stanno, dunque, valutando la sospensione in via cautelare e prudenziale, al fine di evitare che possa essere eventualmente perpetrata la frode contestata (a tutela della salute), ma allo stesso tempo tutelare l’Ente e non esporlo ad eventuali azioni giudiziarie rivenienti da responsabilità contrattuale.
Ho il dovere di informare, tuttavia, che con una nota pervenuta all’Ente la Guardia di Finanza di Gallipoli, nel corso dell’indagine, ha riscontrato l’utilizzo, nella mensa scolastica, di olio d’oliva di qualità inferiore rispetto a quello previsto dal capitolato speciale d’appalto; la nota in questione non parla di olio lampante. Per quanto sopra, è stata mia premura attingere informazioni di natura medico/sanitaria sull’olio impiegato e sulla pericolosità per la salute dei nostri giovani concittadini e mi è stato riferito che tali prodotti, seppur di qualità inferiore, non sono dannosi per la salute. Ciononostante, sarà mia ulteriore premura chiedere un parere scritto all’ASL territorialmente competente circa la potenziale dannosità dell’olio utilizzato. 
Ho il dovere, altresì, di precisare che la situazione viene monitorata costantemente e con dovizia e, come già precisato recentemente, allo stato non vi sono i presupposti per una costituzione di parte civile dell’Ente che rappresento in un eventuale instaurando procedimento penale a carico della ditta “La Fenice”, dato che il Comune di Carmiano non è stato ancora informato dall’Autorità Giudiziaria competente quale parte lesa. Ovvio che, qualora accadrà, non esiteremo a costituire l’Ente come parte civile.
Preciso solo un dato, infine, per chi ha la memoria corta: “La Fenice” è approdata a Carmiano quale ditta fornitrice dei pasti nella mensa scolastica nell’anno 2015, sotto la guida dell’ex Sindaco Giancarlo Mazzotta.
Per quanto attiene i controlli sulla qualità dei pasti, significo che questi sono stati regolarmente effettuati anche dai NAS e che, per stessa ammissione degli investigatori, sono state necessarie indagini speciali e peculiari per individuare la contestata frode alimentare. 
Relativamente, da ultimo, alla istituzione della Commissione Mensa Scolastica, ricordo che si è già adottata, in tale senso, una delibera di Consiglio Comunale (consultabile sul sito istituzionale del Comune) e che, dopo il periodo feriale, sarà nominata la Commissione con mio decreto e la stessa sarà perfettamente operante per il prossimo anno scolastico. 
Rassicuro tutti i cittadini che abbiamo a cuore la salute di tutti, in particolar modo quella dei nostri bambini, e che lascio cadere nel vuoto ogni effimero tentativo di strumentalizzazione della vicenda per fini di mera visibilità personale.
Non mancherò di informare la cittadinanza sugli eventuali ed ulteriori sviluppi della vicenda".
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La componente genitori del Consiglio d'Istituto dell'Istituto Comprensivo "Zimbalo" di Carmiano e Magliano ha inviato una nota ufficiale, tramite posta elettronica certificata (PEC), al Sindaco Gianni Erroi e agli uffici comunali competenti, sollevando preoccupazioni riguardo al servizio di refezione scolastica e chiedendo l'urgente istituzione di una Commissione Mensa. L'allarme arriva dopo il "caso olio" con l'indagine della guardia di finanza che ha portato alla denuncia di tre persone con il coinvolgimento di un'azienda attiva nella refezione scolastica.
 
La comunicazione dei genitori, giunta in seguito a "fatti emersi in queste ultime ore che interessano anche il servizio di refezione scolastica", pur ribadendo la necessità di attendere gli esiti delle indagini della Magistratura, sottolinea come tali notizie abbiano generato "preoccupazione e allarme tra le famiglie". Nella nota si riconosce che la scoperta dei fatti contestati "non poteva emergere attraverso un’ordinaria attività di controllo".
 
Alla luce di questa situazione, i rappresentanti dei genitori ritengono "oggi più che mai... necessaria e fondamentale l’istituzione della Commissione Mensa, più volte richiesta tanto dai genitori quanto dallo scrivente Consiglio". Secondo la loro visione, tale organismo rappresenta un "presidio di controllo costante e attento" e uno "strumento di deterrenza rispetto ad eventuali futuri atti e/o comportamenti che potrebbero mettere a rischio la salute dei nostri figli, fruitori del servizio mensa scolastica." I genitori specificano che la Commissione Mensa costituirebbe uno "strumento di controllo di secondo livello", dato che il "controllo primario attende all’Amministrazione comunale, all’Assessore al ramo ed al Funzionario Responsabile del servizio." Concludendo la loro comunicazione, i genitori chiedono all'Amministrazione comunale di "attivarsi celermente al fine di addivenire all’istituzione della richiamata Commissione entro l’inizio del nuovo anno scolastico."
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Comunicato Filcams Cgil

Si avvicina la scadenza dell’appalto per la refezione scolastica a Carmiano e i lavoratori si chiedono se dovranno continuare a sopportare le stesse condizioni di lavoro precarie. E se nel centro cottura locale debbano continuare ad essere preparati i pasti anche per destinatari e strutture che nulla hanno a che fare con l’amministrazione comunale o con i residenti di Carmiano.

Cambio con decurtazione. L’ultimo cambio di appalto, nel 2022, fu segnato da una netta diminuzione del numero di pasti da preparare per le scuole di Carmiano. Una conseguenza dell’inverno demografico e di conseguenza della contrazione del numero di scolari e di classi. Dinamiche che tre anni fa incisero profondamente sulla contrazione delle ore di lavoro degli addetti: taglio della metà dell’orario settimanale per l’aiuto cuoco e del 37,5% per gli addetti al servizio mensa. Una sforbiciata difficile da digerire, specie dopo il reintegro sul posto di lavoro ottenuto dopo anni di battaglie legali da alcuni dipendenti ingiustamente licenziati nel 2020. Un rientro sul posto di lavoro disposto dal giudice, dunque, reso amaro dal taglio delle ore di lavoro. E non solo: “Il taglio purtroppo ha interessato solo i lavoratori sindacalizzati”, dice la segretaria generale della Filcams Cgil Lecce, Daniela Campobasso. “Inoltre, mentre si chiedevano sacrifici a questi lavoratori, contemporaneamente nel loro posto di lavoro, il centro di cottura di Carmiano, i pasti prodotti aumentavano a dismisura”.

Centro cottura. Nello stesso centro cottura in cui sono impiegati questi lavoratori, si producono infatti molti pasti in più per rifornire strutture dei comuni più prossimi. “Se si cucina di più, perché non aumentare le ore ai lavoratori storici, invece di utilizzare altro personale?”, è la legittima domanda che si pongono i dipendenti storici. La Filcams accende un faro anche sul capitolato d’appalto: “Bisognerebbe tra l’altro comprendere come mai si stia utilizzando quel centro cottura, visto che l’articolo 23 del capitolato stabilisce l’uso esclusivo di quel centro per la preparazione di pasti rivolti ai servizi del Comune di Carmiano”. Non essendoci linee di cottura separate e riservate ai vari destinatari, succede che i dipendenti dell’appalto del Comune di Carmiano siano utilizzati, nel centro di cottura comunale e con i soldi dell’amministrazione pubblica comunale, anche per preparare pasti per strutture extracomunali: “Un modus operandi che l’amministrazione non ha saputo spiegarci e che getta ombre su un appalto commissionato e pagato da un ente pubblico che gestisce risorse dei cittadini, già vessati da tasse e inflazione insostenibili. La Filcams Cgil continuerà a sostenere i lavoratori nel reclamare il rispetto di quanto previsto nel contratto d’appalto, anche per garantire a tutti i cittadini qualità e correttezza del servizio”.

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Gli addetti alle mense scolastiche del Comune di Carmiano manifesteranno domani, martedì 20 settembre, il proprio disappunto e disagio con un sit-in davanti al municipio. Tra le ore 9 e le ore 11 parteciperanno alla forma di protesta proclamata dalla Filcams Cgil Lecce. Sotto accusa il progetto triennale alla base del bando di gara: così come è stato delineato dalla giunta, comporterà quasi sicuramente una riduzione nella qualità dei pasti offerti ai bambini di Carmiano e provocherà una sensibile contrazione del lavoro. “Non c’è congruità tra il taglio del numero dei pasti e quello delle ore di lavoro”, dice Emanuele Sozzo, segretario provinciale della Filcams Cgil Lecce. “L’amministrazione, nonostante tutti i tentativi e le richieste, non ultima la pec inviata il 7 settembre, non ha mai risposto”.

 Da settimane il sindacato cerca di allertare l’amministrazione, alla quale chiede anche formalmente un tavolo senza ricevere risposta. “È importante essere ricevuti dal sindaco, in modo da trovare una soluzione al problema ed evitare ai lavoratori ed alle loro famiglia problemi di carattere economico, specie in un periodo delicato come quello che tutti noi stiamo vivendo”, dice Sozzo. “Il nuovo bando di gara comporterebbe come conseguenza un’ulteriore riduzione del monte orario del 50 per cento. Per non parlare del rischio di fornire alla cittadinanza, in particolare ai bambini, un servizio mensa inadeguato”.

Leggendo la delibera si apprende, ad esempio, che nel periodo 2022/2025, nonostante un piccolo incremento del valore stimato, il numero presunto dei pasti giornalieri sarà abbattuto del 22,5 per cento e che il numero delle ore settimanali di lavoro subirà un taglio del 50%. Due dati in contraddizione tra loro, specie perché l’impegno di spesa è praticamente equivalente a quanto speso per il precedente appalto.

 

 

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“Meno pasti per i bambini e meno lavoro per gli addetti alla mensa”. La nota critica sul nuovo progetto per il servizio di mensa scolastica nel comune di Carmiano arriva dalla Filcams Cgil Lecce, che chiede all’amministrazione comunale e all’ufficio tecnico dell’Ente di rivedere il progetto triennale prima di pubblicare il bando. “Così come è stato delineato dalla giunta - dice Emanuele Sozzo, segretario provinciale della Filcams Cgil Lecce - comporterà quasi sicuramente una riduzione nella qualità dei pasti offerti ai bambini e provocherà una sensibile contrazione del lavoro”. A dire del sindacato si creerebbe così incongruità tra il taglio del numero dei pasti e quello delle ore di lavoro da prevedere nel bando. “Sottolineamo il disallineamento di alcuni dati presenti nel progetto che sarà alla base del bando di gara di prossima pubblicazione - chiarisce Sozzo. Leggendo la delibera si apprende, ad esempio, che nel periodo 2022/2025, nonostante un piccolo incremento del valore stimato, il numero presunto dei pasti giornalieri sarà abbattuto del 22,5% e che il numero delle ore settimanali di lavoro subirà un taglio del 50%”. Con rischio conseguenze anche nel servizio per gli alunni di Carmiano. “Innanzitutto i bambini fruiranno di pasti dalla qualità sensibilmente inferiore rispetto al passato, inoltre a pagare le spese di determinate scelte saranno i lavoratori, sempre più costretti a convivere con la precarietà. Invito l’Ufficio tecnico a rivedere con la massima attenzione l’incidenza del costo della manodopera sull’appalto, al fine di tutelare livelli occupazionali e qualità del servizio. La Filcams - conclude Sozzo - su questo aspetto non farà sconti ed è pronta a manifestare affianco ai lavoratori”.

Sollecitazione sindacale a cui ha replicato a stretto giro il sindaco di Carmiano, Gianni Erroi. “Gli atti approvati dalla Giunta comunale sono tecnicamente motivati e frutto di uno studio approfondito che tiene conto non solo dell’attuale situazione oggettiva degli iscritti al nuovo a.s. 2022/2023 (purtroppo nettamente ridotto rispetto a 3 anni fa, avendo visto la soppressione di una sezione, e di certo non per colpa di questa Amministrazione), ma anche – aggiunge Erroi - delle oggettive condizioni di mercato, con l’aumento di tutte le materie prime e dei costi generali di gestione in materia di ristorazione scolastica nonché delle indicazioni dell’Anac, rispetto ai quali il costo del singolo pasto non poteva che essere superiore a quello di 3 anni fa. D’altra parte, appare assolutamente pretestuosa l’enfasi prestata alla presunta equazione “diminuzione dei pasti e del monte orario uguale minore qualità del servizio”: mentre la verità è che se l’importo a base d’asta è del medesimo ordine di grandezza di quello di tre anni or sono mentre il numero dei pasti è diminuito di oltre il 20%, vuol dire che il prezzo unitario è sensibilmente maggiore e tale dato oggettivo va ascritto a maggiore (non minore) qualità. In materia di personale, si precisa poi che l’inserimento della clausola non era affatto obbligatorio e con ciò si dimostra l’assoluta attenzione dell’amministrazione alla salvaguardia dei posti di lavoro già in essere. Non si comprendono, pertanto, le ragioni profonde di tale procurato ed inutile allarmismo. Dunque – conclude il sindaco Erroi - si invita il sindacato a non divulgare notizie false e tendenziose né ad alimentare uno stato di agitazione assolutamente incomprensibile”.

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Vicenda intricata a Carmiano su servizio mensa e trasporto scolastico comunale. A sollevare il caso controverso, la segnalazione di un genitore che si chiede “come sia possibile nel 2020 il comune di Carmiano tolga ai cittadini i servizi come il pulmino per le scuole elementari o la mensa per le scuole materne con la motivazione di mancanza di fondi”. “Qui noi genitori – prosegue il 32enne - siamo tutti un po’ arrabbiati perché ci sono famiglie come la mia, io ho 3 bambini, che hanno necessità di questi servizi (causa genitori che lavorano entrambi, chi ha bambini neonati ed ogni mattina deve uscire di casa anche con maltempo) ed assurdo quindi che venga messo in discussione tutto ciò”. Il genitore, nella sua lettera, riporta la situazione all’attualità politica che vive l’Ente. “Faccio presente che da poco il consiglio comunale di Carmiano è stato sciolto per infiltrazioni mafiose ed ora i commissari esterni per mettere riparo a tutti i buchi finanziari che fanno? – domanda l’uomo. Tolgono servizi ai pubblici cittadini, nonostante vengano pagati regolarmente, perché non ci sono fondi. Chiedo cortesemente si faccia luce su questa vicenda”.

Intanto i tre commissari prefettizi che guidano l’Ente da circa un mese, questa mattina saranno a palazzo di città, per approfondire la situazione. Quello che trapela nel frattempo, dagli uffici, rappresenterebbe una situazione difforme da quanto dichiarato dal genitore. Per quanto riguardo la mensa scolastica – spiegano dal comune - nella giornata di ieri c’è stato un incontro tra i commissari, azienda incaricata di fornire il servizio, sindacati e dipendenti, per affrontare la questione del rinnovo del contratto di fornitura dei pasti per gli scolari, mentre sulla vicenda scuolabus la situazione dovrebbe risolversi nei prossimi giorni. Pare infatti, da indiscrezioni, che lo scorso settembre le richieste di adesione al servizio bus comunale siano risultate essere 37, cioè 7 in più rispetto al numero di posti disponibili sullo scuolabus. Quindi, nei primi mesi di scuola, il Comune avrebbe derogato al criterio geografico, spendendo circa 2600 euro in più al mese per i 7 ragazzi, che altrimenti non avrebbero potuto usufruire del servizio, vista la regola della minor distanza della loro casa dai plessi scolastici. Tuttavia, il problema resta, e spetterà ora ai commissari analizzare la vicenda e comprendere se a norma di legge si potrà trovare una soluzione che accontenti le famiglie “rimaste a terra”.

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