Parco della Scienza a Magliano, Agenda Partecipata lancia la sfida: un consorzio di operatori locali per autogestire e rilanciare l’area
Comunicato stampa
Un parco pubblico non può essere semplicemente aperto. Deve essere vissuto, illuminato, custodito, pulito e animato. È da questa considerazione che parte la proposta di Agenda Partecipata dopo il sopralluogo effettuato mercoledì sera, alle ore 21, al Parco della Scienza di Magliano. La delegazione del movimento ha trovato un’area che, secondo quanto rilevato, appariva scarsamente illuminata e completamente priva di custodia. Una situazione che, a giudizio di Agenda Partecipata, rischia di trasformare una struttura potenzialmente strategica per la comunità in uno spazio poco frequentato e incapace di esprimere tutte le proprie potenzialità. Ma il sopralluogo non si è limitato all’osservazione delle criticità. I rappresentanti di Agenda Partecipata hanno scelto di fermarsi a parlare con un gruppo di ragazzi tra i 16 e i 19 anni, ascoltando direttamente da loro quali siano i problemi e cosa servirebbe per tornare a vivere il parco. Ed è propri dall’ascolto dei giovani e dalla necessità di trovare una soluzione concreta che nasce la proposta politica del movimento.
«Il Comune non può fare tutto da solo: coinvolgiamo chi vive e lavora sul territorio». Agenda Partecipata propone la costituzione di un consorzio degli operatori dei pubblici esercizi di Magliano e Carmiano, al quale affidare, attraverso un’apposita convenzione, la gestione e la rivitalizzazione dell’area. Non un semplice affidamento commerciale, dunque, ma un vero e proprio progetto di autogestione responsabile del parco. Il consorzio potrebbe realizzare, con risorse private, un chiosco per la somministrazione di alimenti e bevande, creando un punto stabile di presenza all’interno dell’area. L’investimento potrebbe essere sostenuto attraverso un finanziamento bancario garantito da un Cofidi e controgarantito dall’ente comunale. In cambio, il consorzio potrebbe assumere una serie di obblighi precisi: cura del verde, pulizia, custodia, manutenzione ordinaria e organizzazione di iniziative per la rivitalizzazione dell’area. Il Comune, in questa prospettiva, non dovrebbe sostenere direttamente il costo dell’investimento, ma potrebbe mettere a disposizione il bene pubblico e costruire un rapporto di collaborazione con gli operatori economici del territorio. «Non chiediamo al Comune di spendere: chiediamo di mettere in campo una nuova idea di gestione». È questo, secondo Agenda Partecipata, il punto politico della proposta. «Il problema – sostiene il movimento – non è semplicemente trovare qualcuno che apra un chiosco. Il problema è capire come trasformare il Parco della Scienza in un luogo vivo, frequentato e curato ogni giorno». L’idea è quindi quella di legare l’attività economica alla responsabilità nei confronti dello spazio pubblico. Un operatore che lavora all’interno del parco avrebbe interesse a mantenerlo pulito, decoroso e frequentato. Il consorzio, composto da attività già radicate sul territorio, potrebbe diventare così il soggetto incaricato di garantire quella presenza quotidiana che oggi, secondo quanto osservato dalla delegazione, manca. In cambio della gestione dell’area a condizioni economiche contenute, il consorzio dovrebbe garantire servizi concreti alla collettività. Musica, eventi e soprattutto presenza quotidiana.
Agenda Partecipata immagina inoltre una programmazione di eventi musicali, culturali e ricreativi, con particolare attenzione alle esigenze dei giovani. Ma la musica, per il movimento, non può essere l’unica risposta. Prima degli eventi vengono illuminazione, sicurezza, pulizia, custodia, servizi e presenza. Solo creando queste condizioni, sostiene Agenda Partecipata, sarà possibile riportare stabilmente famiglie, giovani e cittadini all’interno del Parco della Scienza. Una proposta che chiama in causa Comune e operatori. La proposta ora apre un confronto politico e amministrativo. Agenda Partecipata intende portare sul tavolo dell’amministrazione comunale un modello nel quale il Comune conserva la titolarità e il controllo del bene pubblico, mentre gli operatori locali partecipano direttamente alla sua gestione e alla sua valorizzazione. Un modello che, nelle intenzioni del movimento, potrebbe consentire di trasformare una criticità in un’opportunità: da un lato un investimento privato e la nascita di una nuova attività economica, dall’altro la possibilità di garantire manutenzione, custodia e animazione dell’area senza gravare direttamente sulle casse comunali per la realizzazione del chiosco. «Il Parco della Scienza può diventare un punto di riferimento per Magliano e per Carmiano – è il messaggio di Agenda Partecipata – ma per farlo occorre cambiare approccio. Non servono soltanto interventi occasionali: serve un progetto di gestione. E quel progetto può nascere mettendo insieme Comune, operatori economici e cittadini». La proposta del consorzio degli operatori locali vuole quindi essere il primo tassello di una nuova idea di amministrazione: meno gestione passiva del patrimonio pubblico e più responsabilità condivisa, iniziativa privata e partecipazione della comunità. Il sopralluogo di questa sera, partito dall’ascolto dei ragazzi, si conclude dunque con una proposta politica precisa: fare del Parco della Scienza un bene realmente vissuto dalla comunità, affidandone la cura a chi ha interesse a farlo vivere ogni giorno.
Piazza del Tempo, il nuovo luogo di Carmiano: il piano di “Agenda Partecipata”


Ex bar, danni e degrado nell'area mercatale. Agenda Partecipata: «Più attenzione e bando per il recupero»
Porte divelte, muri imbrattati, vetri in frantumi e segni evidenti di deperimento strutturale. Sull’area mercatale di piazza Vadacca, l’immobile comunale in disuso che un tempo ospitava un bar versa da anni in uno stato di degrado. Un’immagine di abbandono che alimenta quotidiane lamentele tra i frequentatori della piazza, bersaglio ideale di raid vandalici e inciviltà. Sul tema è intervenuto il movimento politico “Agenda partecipata”, riconducibile all'imprenditore Eleno Mazzotta, ponendo interrogativi diretti all’amministrazione comunale sul destino della struttura pubblica. Il gruppo sollecita l'avvio di procedure trasparenti per il recupero del bene, evidenziando come lo stato di inattività finisca per danneggiare il patrimonio collettivo e penalizzare lo sviluppo sociale ed economico dell’intera area mercatale.
Secondo la nota diffusa dal gruppo, la soluzione risiederebbe nella pubblicazione di un bando di gara per l’assegnazione del locale a privati. Una proposta che prevede, a fronte di una concessione a canone agevolato per i primi anni, l'onere della ristrutturazione a carico dell'aggiudicatario, liberando l'Ente da costi diretti. L'iniziativa - secondo il movimento - potrebbe usufruire degli incentivi regionali e statali a disposizione delle microimprese e dei giovani del Mezzogiorno, come la misura regionali NIDI, il piano Resto al Sud 2.0 e le risorse multimisura messe a disposizione dal GAL Terre d’Arneo per la riqualificazione degli immobili. «Perché un bene pubblico continua a rimanere inutilizzato quando potrebbe diventare un’opportunità per il paese, per i giovani e per la socialità?», incalzano i rappresentanti di Agenda partecipata. «Di fronte a questa situazione le spiegazioni possono essere due: o un’incapacità programmatoria e burocratica dell’amministrazione, oppure la scelta di preservare gli equilibri commerciali già esistenti per tutelare interessi particolari a discapito della libera concorrenza. L'amministrazione deve operare nell'interesse generale e non per proteggere singole posizioni. Chiediamo subito un bando pubblico, chiaro e trasparente: sia il mercato, e non la politica, a stabilire il futuro di quell'area».



























