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Giovedì, 15 Ottobre 2026
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La proposta dell'associazione Apia sul progetto di rigenerazione urbana del centro storico di Carmiano.

"In riferimento all’incontro svoltosi recentemente in Largo Garibaldi, dal titolo “Ripensare il centro storico”, l’Associazione APIA, insieme al progetto Terra Carminia, ha preso parte attivamente al dibattito, vivendo un importante momento di confronto e scambio di idee. Abbiamo ribadito il nostro forte interesse per questa tematica, che già rappresenta uno degli obiettivi fondamentali del programma associativo. Per questo motivo abbiamo espresso pubblicamente il nostro pieno sostegno alla prosecuzione di tali attività e dibattiti, convinti che siano essenziali per immaginare una visione condivisa e collettiva della riqualificazione del centro storico di Carmiano e Magliano. In particolare, abbiamo proposto la redazione di un Piano del Centro Storico, uno strumento concreto e operativo che consenta il censimento dello stato dei luoghi, della viabilità, delle proprietà immobiliari, del verde pubblico e di tutti gli elementi caratterizzanti. Un piano che riteniamo indispensabile come punto di partenza e di orientamento per gli sviluppi futuri del nostro territorio.

Confermiamo la nostra volontà di continuare a seguire da vicino gli sviluppi e di collaborare attivamente nell’interesse collettivo e a sostegno delle attività commerciali e professionali".

Il direttivo Apia

Published in Politica
Sul tema della rigenerazione del centro storico di Carmiano si registra l'intervento del consigliere comunale di Carmiano, Daniele D'Agostino: "​L'idea centrale sarebbe quella di non limitarsi a riqualificare singole piazze o corti, ma di ripensare il centro storico di Carmiano come un unico, grande contesto interconnesso e vivo. L'obiettivo è creare una "città nella città", un'area che diventi il vero punto di riferimento per i cittadini e un'attrazione per i visitatori. Questo approccio si ispirerebbe a modelli di successo già realizzati in molte città italiane, dove il centro storico non sarebbe solo un museo a cielo aperto, ma un luogo di incontro e di scambio continuo.
 
​IDEE DI SVILUPPO
1) Connessione e fruibilità pedonale
​Il primo e fondamentale passo è rendere il centro storico un'area esclusivamente pedonale o con restrizioni al traffico ben definite, specialmente nelle ore serali. L'eliminazione delle auto permetterebbe di unire fisicamente e visivamente i vari punti nevralgici. 
Immaginiamo per esempio un percorso che colleghi in modo armonioso Piazza Assunta, Piazza del Tempo, Piazza Garibaldi e Borgo Casale, passando attraverso le varie Corti Storiche. Questo itinerario dovrebbe essere segnalato e valorizzato, magari con pavimentazioni diverse già presenti, giochi di luce e installazioni artistiche. ​Le corti, oggi spesso trascurate, potrebbero diventare delle piccole oasi tematiche: una corte dedicata all'artigianato locale, un'altra alla lettura con panchine e librerie all'aperto, o una terza ai prodotti enogastronomici del territorio.
 
​2. Rilancio Commerciale e Artigianale
​Il vuoto dei locali commerciali è una risorsa, non una criticità. Il piano dovrebbe prevedere incentivi specifici per l'insediamento di nuove attività, privilegiando quelle che possono generare valore aggiunto per l'intera area. Per esempio:
* ​Incoraggiare l'apertura di piccole botteghe di artigianato tradizionale (tessitura, lavorazione del legno, ecc.) che possano anche offrire workshop e dimostrazioni. Questo non solo riempie gli spazi, ma crea un'esperienza unica per i visitatori.
 
* Apertura di un unico Locale come un "punto di partenza" e per scoprire tutto ciò che il territorio ha da offrire. Invece di avere tanti piccoli negozi sparsi per il centro storico, l'idea è di creare un unico, grande spazio che sia la vetrina e il biglietto da visita di tutte le eccellenze locali.
​Pensiamo per esempio ad una sorta di grande emporio collettivo, dove troviamo:
* ​Prodotti agricoli (il vino della cantina locale, l'olio del frantoio, i formaggi e i salumi tipici).
* ​Artigianato (le ceramiche fatte a mano, i tessuti tradizionali, i manufatti in legno).
* ​Informazioni turistiche (mappe, guide e consigli su cosa visitare nei dintorni). 
* ​Eventi e degustazioni (un'area dedicata a piccoli eventi, assaggi e presentazioni dei produttori).
 
​La gestione potrrbbe essere affidata al Comune, che avrebbe l'interesse a promuovere il suo territorio, o a un ente privato (come un consorzio di produttori locali), che si occuperebbe di selezionare i prodotti migliori e di farli conoscere.
​In pratica, si tratterebbe di un centro di aggregazione e promozione, che attirerebbe i visitatori in un unico punto, li introdurrebbe alle ricchezze del luogo e li invoglierebbe a esplorare il resto del centro storico. Sarebbe un modo intelligente per dare visibilità a tante piccole realtà, trasformandolo in un motore di sviluppo per tutti. 
 
* Ristorazione di qualità, favorendo l'apertura di piccoli ristoranti, osterie e bar che offrano prodotti tipici e che possano usufruire degli spazi esterni per i tavolini, vivacizzando le serate.
 
​3. Eventi e Vivenza Sociale
​Perché il centro storico si rianimi, è essenziale che diventi un luogo di eventi e di aggregazione, con una ​Programmazione Culturale Annuale, creando perciò un calendario di eventi fissi che attraggano persone tutto l'anno: (festival di musica, rassegne teatrali, mercatini di Natale, esposizioni d'arte e mostre fotografiche).
Si potrebbe anche "Sfruttare" la Storia locale : l'assenza della vecchia Chiesa Matrice, abbattuta per il Palazzo Comunale, può diventare un'opportunità narrativa. Si potrebbe creare un "percorso della memoria" che racconti la storia del centro, con pannelli esplicativi e installazioni che mostrino come era una volta.
Fondamentale è Coinvolgimento dei Cittadini, per l'organizzazione di eventi gestiti direttamente dai residenti, come "corti aperte", in cui le famiglie ospitano piccoli eventi privati (degustazioni, concerti intimi) per far scoprire la bellezza nascosta del centro.
 
​CRITICITÀ
​Il passaggio a un'area pedonale potrebbe incontrare la resistenza di residenti e commercianti che potrebbero temere disagi per il parcheggio e l'accessibilità.
La riqualificazione strutturale e la creazione di incentivi richiederebbe fondi pubblici e privati.
​Un'area più frequentata richiederebbe un'attenzione maggiore alla sicurezza, all'illuminazione e alla pulizia costante.
 
​CONCLUSIONI
​Rivalutare il centro storico di Carmiano non è solo un progetto di restauro urbano, ma un'opportunità per ricostruire l'identità sociale e culturale della comunità. La chiave è l'integrazione, unire le piazze e le corti in un unico flusso pedonale, incentivare un commercio di qualità e creare un calendario di eventi che garantisca una presenza costante di persone.
​L'immaginazione di un'area pedonale e di eventi serali è un ottimo punto di partenza. L'obiettivo è trasformare un'area di passaggio in una destinazione, un luogo in cui le persone non solo si ritrovano per un evento, ma dove scelgono di vivere e trascorrere il loro tempo libero, riscoprendo la bellezza e il valore del cuore della loro città.
​Questo approccio richiede un piano a lungo termine e una collaborazione tra l'amministrazione comunale, i cittadini e i potenziali investitori. Un piano che, passo dopo passo, possa riconsegnare a Carmiano il suo centro storico, non come un monumento al passato, ma come il suo vibrante e pulsante futuro".
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Si è tenuto giovedì sera, in piazza Garibaldi a Carmiano, l’incontro "Ripensare il Centro Storico", promosso per analizzare le criticità e le prospettive di rigenerazione urbana, economica e sociale del comune nord-salentino.

L'intervento di Tonino Lauretti: "In piazza Garibaldi, si è svolto l’incontro promosso da Camillo Villani Miglietta (non in veste di assessore, come lui stesso ha precisato) sul tema: “Rigenerazione del centro storico, criticità e idee”.

La partecipazione è stata numerosa e qualificata, con la presenza del Sindaco, di associazioni e cittadini, a testimonianza dell’interesse che il tema suscita.
Durante la discussione, c’è chi ha espresso punti di vista diversi, anche rispetto al mio breve contributo. Due interventi sono stati critici nei miei confronti, e ringrazio gli autori — che in verità non conoscevo — perché mi hanno dato la possibilità di chiarire meglio alcune posizioni.
C’è chi ha messo in dubbio la necessità di un ruolo attivo delle Istituzioni — Sindaco, Giunta, Consiglio comunale — con una cornice di attualità su base tecnica, in un processo complesso come la rigenerazione urbana del centro storico, ritenendo sufficiente, per avviare il dibattito, anche la richiesta di un certo numero di residenti. 
C’è chi invece ha richiamato l’attenzione sul tema proposto — criticità e idee — indipendentemente dagli aspetti tecnico-amministrativi, giudicando il mio intervento fuori tema.
 
Le criticità
 
Il centro storico di Carmiano oggi appare come un insieme di frammenti:
case comuni scarsamente abitate,
corti e case nobiliari in abbandono,
spazi che hanno perso funzione e senso urbano.
Non è un cuore vivo, ma una memoria sparsa, senza un fulcro riconosciuto.
Non basta conservare ciò che resta o restaurare singoli edifici. Il centro storico manca di un luogo simbolico e funzionale, capace di restituire identità e vitalità alla comunità.
Per questo forse occorre inventare un nuovo centro: non un artificio, ma una scelta politica e progettuale che ridia senso allo stare insieme.
 
Le idee
 
Una riqualificazione di Piazza Assunta, che torni a essere cuore vivo del paese.
Il recupero delle corti storiche con funzioni culturali, anche eventualmente affidate a gruppi giovanili, laddove si rendesse utile e possibile.
Un percorso pedonale continuo che unisca i luoghi della memoria, accompagnato da una viabilità efficace, per non penalizzare le attività commerciali dei dintorni.
 
Prospettive
 
I contenuti di stretta competenza urbanistica e quelli culturali non possono che essere elaborati in sinergia con l’assessorato all’urbanistica, con quello alla cultura e con tutti gli organi istituzionali del paese: solo così può nascere una visione condivisa e solida.
Il mio intervento su questo giornale non intende sostituirsi a un dibattito dal vivo (che rimane sempre cruciale per la vita comunitaria), ma stimolare una riflessione più ampia. Non ho alcuna difficoltà a continuare la conversazione in un futuro incontro pubblico, ma proprio per alimentare il confronto in maniera più riflessiva e costruttiva credo importante anche scrivere: scripta manent.
Ecco perché propongo che la discussione possa proseguire anche attraverso queste pagine (o altri strumenti divulgativi): uno spazio aperto dove ciascuno possa portare osservazioni, critiche e idee.
Perché il futuro dell’assetto urbanistico e delle relative implicazioni per le attività produttive e per le relazioni sociali riguarda tutti.
Rigenerare non significa solo restaurare edifici, ma ricostruire legami sociali ed economici, dentro un disegno politico e tecnico realmente condiviso e fattibile".
Published in Attualità
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