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Sabato, 24 Ottobre 2026
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Nasce Visione Comune, un nuovo movimento politico promosso da un gruppo di professionisti e imprenditori del territorio con l'obiettivo di mettere competenze, esperienze e idee al servizio della comunità. Il progetto prende forma dalla volontà di costruire, insieme ai cittadini, un percorso condiviso per il futuro di Carmiano e Magliano, fondato sull'ascolto, sulla partecipazione e su proposte concrete. La presidenza è affidata a Giacomo Ciurlia, mentre la vicepresidenza va a Grazio Landolfo. Il ruolo di segretario è ricoperto da Salvatore Mazzotta, quello di tesoriere da Francesco Mazzotta. Per Magliano, l'incarico di consigliere delegato è stato assegnato a Luca Tondi. Completano la squadra, con il ruolo di consiglieri, Daniele Casilli e Fabrizio Mazzotta.

Alla base del movimento c'è un'identità che unisce le due comunità, ma lo sguardo è rivolto al futuro, con l'ambizione di promuovere uno sviluppo sostenibile, inclusivo e capace di valorizzare le potenzialità del territorio. Il logo di Visione Comune richiama questa filosofia: uno skyline che racchiude i profili di Carmiano e Magliano, con al centro la facciata di Palazzo dei Celestini, luogo simbolo della memoria collettiva, a rappresentare l'unità della comunità e una direzione condivisa verso il domani. L'azione del movimento e le finalità statutarie si sviluppano attorno ad alcuni obiettivi prioritari. Tra le priorità del movimento figurano la valorizzazione del territorio e la rigenerazione urbana, insieme alla sostenibilità ambientale, al miglioramento della qualità della vita, alla promozione della sicurezza urbana e della legalità, alla cura del verde pubblico. Un ruolo strategico è riservato anche all'innovazione e allo sviluppo economico, attraverso il sostegno alle imprese locali, la nascita di nuove attività produttive e la creazione di opportunità per il territorio. Ampio spazio è dedicato alle politiche sociali e al welfare, con particolare attenzione ai bisogni delle famiglie, dei giovani e delle persone più fragili. Il movimento considera inoltre il patrimonio storico, culturale e identitario di Carmiano e Magliano non soltanto come un'eredità da preservare, ma anche come una leva di sviluppo, capace di generare crescita, attrattività e nuove opportunità. A guidare ogni iniziativa sarà il dialogo costante con cittadini, associazioni, realtà del territorio ed enti pubblici e privati, chiamati a contribuire con idee, proposte ed esperienze alla definizione delle priorità e dei progetti del movimento.

Il movimento sottolinea come questo rappresenti soltanto il primo passo di un progetto aperto, destinato a coinvolgere progressivamente nuove energie e competenze, con l'obiettivo di costruire una comunità più partecipata, dinamica e orientata al bene comune.

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L'ex vicesindaco e consigliera di opposizione Stefania Arnesano plaude per le risorse destinate al campo sportivo "Gloria", ma accusa la giunta sui mancati finanziamenti per la sicurezza idrogeologica del territorio. Luci e ombre dunque sulla capacità di intercettare i fondi pubblici da parte dell'amministrazione guidata dal sindaco Erroi. A sollevare il caso politico è l'esponente del gruppo "A questo punto" Arnesano, che interviene per denunciare la perdita di importanti risorse legate al PNRR. Se da un lato l'ex vicesindaco riconosce il risultato ottenuto sull'impiantistica sportiva, dall'altro punta il dito contro i bandi strategici non portati a casa, rimarcando il divario con i Comuni limitrofi.
 
«Qualche giorno fa ho letto con grande piacere la notizia del finanziamento di circa 1.000.000 di euro per il nostro campo sportivo "Gloria" – dichiara la consigliera Arnesano –. Avere una struttura rinnovata e adeguata per le nostre squadre è un traguardo importante per tutta la comunità».
Un plauso iniziale che fa però da preludio a una severa critica sulla gestione della sicurezza del territorio: «Una notizia che rende doppiamente felici, soprattutto perché arriva dopo una "doccia fredda" rimasta quasi sconosciuta alla comunità: la dichiarazione di inammissibilità della nostra richiesta di finanziamento PNRR (FERS FSE) per la gestione delle acque meteoriche. Mentre i vicini comuni di Novoli e Lequile hanno ottenuto 1 milione di euro, e Lizzanello addirittura 1,5 milioni per prevenire allagamenti sempre più frequenti, il nostro Comune è stato l’unico in tutta la Puglia a vedersi dichiarare inammissibile il progetto».
Una bocciatura che, Arnesano, ha nuovamente criticato in un secondo post social: "A conferma del mio post di ieri, è giunta la pubblicazione della graduatoria definitiva per il finanziamento delle “Infrastrutture per il convogliamento e lo stoccaggio delle acque meteoriche”. Non cambia sostanzialmente nulla. Ai già citati comuni beneficiari di Novoli, Lequile e Lizzanello, possiamo aggiungere (tra quelli vicini) anche Veglie (1.435.000 €), Trepuzzi (1.500.000 €), Squinzano (1.500.000 €), Salice Salentino (1.000.000 €), Leverano (1.500.000 €) e Campi Salentina (1.000.000 €).
​Per noi, invece, è stata confermata ancora una volta l’inammissibilità sostanziale.
​Resta, evidentemente, la possibilità di impugnare questa graduatoria definitiva. In tal senso, è certamente interesse di tutti poter beneficiare di un finanziamento per opere così determinanti, allo stato attuale perduto. Occorre però essere razionali e non aggiungere al danno del mancato beneficio anche la beffa dei costi legali. La conferma dell’inammissibilità – giunta, si ritiene, all'esito del doveroso deposito di osservazioni – rende la valutazione delicata e non indifferente per le casse comunali.
​D’altro canto, almeno due comuni (Cursi e Tuglie) hanno visto accogliere le proprie osservazioni. Ma v’è di più: il Comune di Lecce ha impugnato per tempo non la graduatoria provvisoria, ma direttamente il verbale di mancato superamento della fase di ammissibilità, e oggi si trova finalmente in posizione utile, sebbene con riserva sub judice. ​Auguriamoci dunque il meglio per il nostro territorio e, soprattutto, l’attenzione che merita".
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Novità sul fronte della fiscalità locale a Carmiano. L'ultima assise cittadina ha sancito l'approvazione del regolamento per la cosiddetta "definizione agevolata", la misura che permette ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione debitoria con l’Ente beneficiando di agevolazioni su sanzioni e interessi. La decisione emersa durante il Consiglio riguarda la scelta della maggioranza di non legare l’esclusione degli interessi al parametro ISEE, estendendo il beneficio a tutte le fasce di reddito e alle imprese.

Di seguito, il comunicato stampa diffuso dal sindaco Gianni Erroi al termine della seduta: " Abbiamo approvato il Regolamento di Consiglio Comunale con il quale l’Ente ha definito le modalità e i tempi di adesione, da parte dei cittadini, alla cosiddetta “Definizione Agevolata”. Come maggioranza, abbiamo inteso non agganciare all’ISEE l’esclusione, totale o parziale, degli interessi, che avrebbe comportato il rischio di discriminazioni di fronte ad eventuali ISEE non veritieri. L’assise, dunque, ha proposto ed approvato l’emendamento che prevede l’esclusione degli interessi per tutte le fasce di reddito, imprese incluse. Pur rammentando che gli interessi rappresentano una minima parte rispetto alle sanzioni, l’esclusione dei primi è finanziariamente sostenibile grazie alla lungimiranza di questa Amministrazione che, da tempo, si è preoccupata di neutralizzare  gli effetti della misura, sia con riferimento alle sanzioni, sia con riferimento agli interessi. Crediamo di aver reso un servizio gradito e concreto a beneficio di tutte le categorie e fasce reddituali, grazie alla minoranza che ha votato il nostro emendamento. Sottolineo, infine, che il Comune di Carmiano ha significativamente aumentato la propria capacità di riscossione dei tributi, passando da una percentuale del 6 % nel 2022 ( primo anno effettivo di questa Amministrazione), ad una del 20% nel 2025, grazie al lavoro degli uffici preposti. Tutto è perfettibile, ma il cambio di passo è evidente".

Anche dal gruppo consigliare "A questo punto" composto dai consiglieri Curto, Arnesano e Villani Miglietta arriva la soddisfazione per "il risultato raggiunto con il provvedimento". "Nella seduta di oggi - scrivono nella nota - il Consiglio Comunale ha accolto la proposta del nostro gruppo consiliare di inserire nel Regolamento Comunale per la Definizione Agevolata delle Entrate lo stralcio non solo delle sanzioni, ma anche degli interessi a ogni titolo dovuti. È un'importante notizia che può alleggerire il carico tributario di molte famiglie. Non è stata accolta, invece, la proposta che avevamo formulato in ordine alla graduazione del beneficio secondo l'attestazione ISEE. Trattare la famiglia che non ha potuto pagare i tributi in modo diverso da chi aveva la disponibilità ma non ha voluto pagare ci pareva davvero un principio di civiltà e di giustizia sociale. Estendere il beneficio a tutti senza differenziazione è per noi un modo di affrontare il problema che non ci lascia soddisfatti. Nello spirito di collaborazione e vista l'impossibilità di far votare alla maggioranza gli altri emendamenti, abbiamo votato il regolamento che ora consente lo stralcio anche degli interessi, garantendo un sicuro beneficio alle famiglie".

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Comunicato Stampa del Gruppo Consiliare "A Questo Punto"
 
Mercoledì 29 aprile il Consiglio Comunale di Carmiano discuterà il Regolamento per la definizione agevolata dei tributi comunali. Il gruppo consiliare "A Questo Punto", composto dalla capogruppo Carmen Curto e dai consiglieri Stefania Arnesano e Camillo Villani Miglietta, annuncia la presentazione di alcuni emendamenti.
«Riteniamo che l’occasione sia utile per far approvare un testo che sia di giustizia sociale. Nella bozza di regolamento ricevuta, la maggioranza ci propone uno stralcio delle sanzioni uguale per tutti: dal pensionato che fatica ad arrivare a fine mese al grande proprietario immobiliare. Molto semplicemente, noi crediamo che questo non sia giusto», dichiarano i consiglieri di "A Questo Punto". «A Carmiano conosciamo bene le difficoltà delle famiglie, soprattutto dopo gli anni della pandemia e con i costi della vita che non accennano a diminuire. Non possiamo pretendere che un operaio in cassa integrazione e un professionista benestante ricevano lo stesso identico trattamento. Per questo chiediamo che l'agevolazione segua l'ISEE: più sei in difficoltà, più ti aiutiamo a metterti in regola.»
Ma c'è di più. Mentre il testo originario lasciava gli interessi di mora totalmente a carico del cittadino, il gruppo ne propone lo stralcio per chi versa in condizioni di maggiore disagio. «Non ha senso alleggerire le sanzioni e lasciare le famiglie soffocate dagli interessi», aggiungono i consiglieri. «Peraltro, spesso si tratta di debiti molto risalenti nel tempo, con interessi maturati molto alti, ma rispetto ai quali la capacità di recupero del Comune è molto bassa.»
Il gruppo sottolinea un dato che spesso viene nascosto dietro la retorica del "rigore": «Il Revisore dei Conti ha più volte evidenziato che il Comune ha una buona capacità di accertare i tributi, ma una pessima capacità di riscuoterli. Se non si propone un sistema davvero incentivante, sono crediti che rischiano di diventare carta straccia. Meglio recuperare il capitale e liberare cittadini e imprese da un fardello che li soffoca, piuttosto che illudersi di poter recuperare tutto attraverso interessi che non verranno mai pagati.»
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#Sragionamenti - Prosegue l'analisi di Tonino Lauretti sulla politica locale: dopo il rimpasto, la scelta dell'assessore esterno interroga il legame tra cittadini e istituzioni

"Assessorato esterno: strategia o nuovo profilo di rappresentanza? A Carmiano si è chiusa una fase amministrativa importante. Formalmente, la ricostituzione della Giunta restituisce alla comunità un assetto definito e, paradossalmente, un equilibrio tra maggioranza e opposizione che era venuto meno sin dai primi mesi della consiliatura. Ma oltre la forma, emerge un dato politico che merita una riflessione più attenta: il progressivo disaccoppiamento tra il voto ricevuto e le scelte che nel tempo vengono compiute.

Si sta trasformando, forse senza dichiararlo apertamente, il concetto stesso di consenso. Non è più scontato che l’azione amministrativa presupponga una condivisione originaria del progetto politico; sempre più spesso, la convergenza si costruisce lungo il percorso. Questo sposta il baricentro della politica dalle visioni alle persone. Su quale tipo di fiducia si fonda oggi il rapporto con il cittadino?
La fiducia concessa mostra oggi due facce: una legata a un progetto condiviso sin dall’inizio, l’altra più flessibile, capace di adattarsi ai nuovi scenari.
Se quest’ultima diventa prevalente, il patto tra elettore ed eletto cambia natura: non ci si affida più a un’idea di città, ma alle persone, indipendentemente dalla direzione che assumerà nel tempo.
È una trasformazione silenziosa, ma non neutra.
In questo quadro si inserisce la scelta, inedita per Carmiano, dell’assessore esterno. È uno strumento potenzialmente prezioso, perché può aprire a competenze che il circuito elettorale non sempre riesce a intercettare.
Allo stesso tempo, nel contesto attuale, può essere letto anche come espressione di una più ampia esigenza di riequilibrio degli assetti.
Qui si gioca un passaggio delicato. Quando il peso degli equilibri diventa particolarmente rilevante, può emergere la percezione che il baricentro si sposti dalla comunità verso contesti capaci di orientare le decisioni oltre i normali circuiti della rappresentanza politica e istituzionale.
È naturale che chi ha votato per l’attuale maggioranza si attenda che la ricerca di nuovi equilibri non sacrifichi il mandato originario; così come ogni cittadino si attende che il compimento del mandato non si allontani dall’interesse collettivo.
Le decisioni amministrative portano la firma del Sindaco, ma nascono da dinamiche più ampie, che la comunità è chiamata a comprendere.
La partita dei prossimi mesi non si giocherà soltanto sulla capacità di tradurre i programmi in risultati concreti, profilo che, a mio avviso, resta di particolare rilievo, ma anche sulla qualità del rapporto tra rappresentanza e cittadini.
Saprà questo pragmatismo costruire un nuovo modello di consenso, o finirà per ridefinire — forse in modo più fragile — il legame tra elettori ed eletti?"
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E' andato in scena ieri pomeriggio il primo consiglio comunale che ha posto di fronte alla squadra guidata dal sindaco Giovanni Erroi tre ex esponenti di maggioranza (i due assessori Villani Miglietta e Arnesano e la capogruppo Curto), passati a rappresentare l’opposizione assente da oltre tre anni, ovvero dalle dimissioni quasi in blocco della minoranza dell’ex sindaco Giancarlo Mazzotta.

Non c’è stato un regolamento di conti acceso fra ex. In due ore di dibattito, fra alti e bassi, si sono registrati solo accenni polemici sui metodi di gestione che avrebbe praticato il primo cittadino e sulla “fiducia” non “ricambiata” dagli attuali dissidenti, costituitisi in un gruppo di tre nonostante il regolamento ne preveda un minimo di quattro, con la capogruppo Carmen Curto che in apertura di assise ha spiegato i motivi del divorzio.

Erroi, dopo aver annunciato che il nuovo capogruppo di maggioranza è Antonio Ferriero, in risposta all’opposizione ha sottolineato che la squadra di maggioranza, che bene ha lavorato in questi quattro anni, deve procedere fino alla scadenza naturale per "vasi comunicanti" e non con solisti. Poi c’è stato il passaggio sulla firma del documento politico "incriminato" proposto dal sindaco, in cui avrebbe chiesto la fiducia per i prossimi cinque anni. A questo punto sono insorti gli ex assessori Camillo Villani Miglietta e Stefania Arnesano, rimproverando al primo cittadino scarsa lealtà e comunicazione. “Un documento fuffa”, ha sottolineato Villani, evidenziando come per quel testo, dove non si parlava di programma, la capogruppo Curto non sia stata nemmeno contattata. “Ormai — ha aggiunto — questa maggioranza si basa solo sui numeri, mentre la comunità, basta leggere i commenti sui social, chiede di andare al voto”.

L’ex assessore Arnesano, dopo aver dato lettura di tutto il lavoro svolto (in modo particolare con la delega alla cultura) e dei tanti finanziamenti portati a casa, ha spiegato le ragioni che l’hanno condotta al divorzio: “Non potevo firmare un documento antidemocratico e privo di programma — ha precisato Arnesano — io sottoscrivo documenti sulle idee”. Il consiglio si è chiuso con l’approvazione dei punti all’ordine del giorno e delle variazioni al bilancio di previsione finanziario 26/28.

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#Sragionamenti, di Tonino Lauretti
"Il Palazzo dei Celestini nel programma di tutti. Ma con quale visione?
In questi giorni il dibattito sul futuro di Carmiano sembra dividersi tra chi chiede maggiore concretezza, valutando le proposte in termini di fattibilità più o meno immediata, e chi invece prova a tracciare una direzione. C’è chi guarda alle idee che iniziano a circolare come a programmi elettorali già pronti, da misurare sulla loro realizzabilità, e chi invece le considera per quello che, in questa fase, possono e devono essere: visioni. Se le leggiamo come programmi, è facile liquidarle come “libri dei sogni”. E, in fondo, messa così, l’obiezione è anche corretta. Ma forse il punto è un altro. Siamo in un tempo diverso: non quello del cantiere, ma quello del pensiero. Il tempo in cui una comunità può permettersi di chiedersi non solo cosa è possibile fare, ma soprattutto che paese vuole diventare.
Un’idea di fondo non è un programma, ma senza una direzione ogni programma rischia di ridursi a una somma di interventi scollegati. Allo stesso tempo, ciò che non si misura con la realtà resta un esercizio astratto. È qui che la politica è chiamata a tenere insieme le due dimensioni: immaginare e realizzare.
Provo a comunicarvi il mio pensiero con un esempio concreto: il Palazzo dei Celestini. È molto probabile che sarà presente in ogni futuro programma elettorale sotto la voce “recupero” e “valorizzazione”. Ma dire “valorizzare” non basta. La differenza sta nel modo in cui se ne immagina il ruolo. Il programma si ferma al recupero del bene — finanziamento, restauro, conclusione dei lavori — mentre una “visione” urbanistica si pone una domanda più semplice ma più radicale: come ci arriviamo e come lo viviamo? Oggi il Palazzo si trova lungo una direttrice poco integrata con il centro storico, pur avendone rappresentato in passato il fulcro. E allora la questione vera non è se recuperarlo, ma come renderlo parte della vita quotidiana della comunità. Senza una riflessione su accessibilità e collegamenti, il rischio è evidente: restare un luogo da visitare, più che da vivere, un “vista e fuggi”. Un collegamento ciclopedonale efficace, soluzioni per la sosta e un asse diretto tra via Stazione e via Lecce non sono dettagli tecnici, ma scelte che potrebbero trasformare la funzione del luogo. In questa prospettiva, anche il parcheggio di Piazza del Tempo diventa parte di un sistema.
Ma arriviamo alla concretezza del presente. Guardare lontano non significa vivere nell’astratto: significa saper scegliere anche ciò che si può fare subito. L’acquisizione di immobili già disponibili — come l’ex sede dell’Azione Cattolica — non è solo un’operazione immobiliare fine a se stessa, ma un’azione concreta: sottrae spazi al degrado e può restituire funzioni alla comunità, producendo effetti nel breve periodo. Ma soprattutto apre una direzione. È il primo passo per rendere credibile, nel tempo, anche un’idea più ampia: quella di uno spazio pubblico capace di generare nuova vitalità. In questa logica si inserisce anche un’ipotesi più ambiziosa: immaginare, nel cuore di via Roma, uno spazio di verde pubblico centrale, integrato nei percorsi e nella vita quotidiana del paese, capace di colmare una mancanza evidente.
Restare con i piedi per terra non significa rinunciare a guardare lontano. Significa sapere che ogni passo concreto ha bisogno di una direzione. Un programma senza respiro è un elenco; un’idea senza passi è un miraggio. La sfida, per chi amministra o si candida a farlo, è tenere insieme queste due dimensioni: non limitarsi a recuperare spazi, ma disegnare le connessioni che porteranno la vita dentro quegli spazi. È forse questo il senso più utile del confronto che si è aperto in questi giorni: non stabilire chi abbia ragione, ma creare le condizioni perché, domani, le scelte siano più consapevoli".
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«La “Campagna d’Inverno” si è conclusa il 19 marzo con un bilancio di quattro defezioni in maggioranza in meno di 40 giorni. Una sequenza che ha scosso le fondamenta dell’amministrazione comunale e sollevato interrogativi sulla sua legittimità politica». È l’analisi dell’ormai ex vicesindaco di Carmiano, Stefania Arnesano, dimessasi nei giorni scorsi dopo il rimpasto di Giunta varato dal sindaco Gianni Erroi. La verifica interna alla maggioranza era iniziata il 9 febbraio con il ritiro delle deleghe assessorili da parte del primo cittadino. Un’operazione che ancora prima di essere conclusa aveva portato alle dimissioni della consigliera Giulia Paladini e dell’assessore Camillo Villani Miglietta per “motivi di natura politica”  e critico dopo la seduta di maggioranza del 26 febbraio scorso nel corso della quale il sindaco avrebbe chiesto “di sottoscrivere un verbale avente oggetto, oltre a determinati punti auspicabili da tempo, il sostegno alla sua candidatura per le amministrative del 2027. Senza alcuna discussione in merito a un programma, alle idee, agli obiettivi, a una squadra”.
Documento che sarebbe stato sottoposto anche alla stessa Arnesano nei giorni seguenti la quale ha voluto sottolineare come «aderire ad un sostegno politico senza conoscere né il programma né, tantomeno, i compagni di viaggio fosse del tutto impossibile» che ha poi precisato: «ciò, peraltro, pur rimanendo a piena disposizione per il completamento del mandato, mantenendo inalterato l’impegno».
Venerdì scorso quindi l’uscita dell'ex vicesindaco e della capogruppo Carmen Curto. «Pur consapevole che le deleghe assessorili e quella di vicesindaco sono incarichi fiduciari, resto dell’idea che il merito debba prevalere sulla fedeltà - afferma Arnesano - e tenuto conto dell’impegno e dei risultati, quel declassamento è stato del tutto inaccettabile». Arnesano aggiunge: «Nel pieno rispetto delle scelte di chi è rimasto e chi è andato via, non faccio una valutazione sulle persone, tutte degne e capaci, ma solo un’analisi sui numeri. La campagna d’Inverno si chiude con quattro (pesanti) defezioni che rappresentano complessivamente 2.229 preferenze sulle 5.503 dei candidati della lista La Matita, ovvero oltre il 40%. A queste si aggiungono le precedenti defezioni di Marco Furia (225) e Gianni Montanaro (272), arrivando a un totale di 2.726 preferenze in uscita, pari a oltre il 49% del totale». Da qui l’affondo dell’ex vicesindaco. «L’amministrazione ha ancora la rappresentatività politica dei cittadini? Perdere per strada il 49% delle preferenze, di cui il 40% solo negli ultimi 30 giorni, è una questione davvero così indifferente? Non è un problema giuridico, in consiglio i numeri per proseguire ci sono, ma il punto è esclusivamente politico e forse morale. Non è una valutazione sulle persone ma l’esame di un dato oggettivo». L’ex vicesindaco si chiede se «non sia ormai indispensabile rimettere il futuro della cosa pubblica alla volontà e alla valutazione delle parti sociali - e aggiunge. Dopo aver perso sei consiglieri che rappresentano oltre il 49% delle preferenze ricevute, questa amministrazione ha un motivo per proseguire l’attività amministrativa che sia diverso dal solo arrivare alla consultazione elettorale in posizione politica dominante? Perché questo motivo sarebbe del tutto estraneo all’interesse pubblico. Lo ripeto, non è una valutazione sulle persone ma l’esame di un dato oggettivo».
Nonostante le dimissioni dall’esecutivo, Arnesano assicura che «lei, Villani Miglietta e Curto resteranno nell’assise comunale come consiglieri, onorando il mandato ricevuto con la solita passione ed impegno».
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Rimpasto in Giunta a Carmiano. Il sindaco Gianni Erroi ha ridistribuito le deleghe agli assessori. Fra le novità più rilevanti l'ingresso nell'esecutivo di Giovanni Vadacca al posto del dimissionario Camillo Villani Miglietta e la delega di vicesindaco tolta a Stefania Arnesano e assegnata a Salvatore De Cruto.
Un rimpasto che appare non solo tecnico, ma che segna un profondo mutamento nei rapporti di forza interni alla maggioranza. (Maggiori approfondimenti nell'articolo su Nuovo Quotidiano di Puglia di domani).
A spostare l'asse del potere esecutivo è l'ascesa di De Cruto, che da nuovo braccio destro di Erroi incamera anche le deleghe al Welfare, Servizi Sociali, Solidarietà, Attività Produttive e rapporti con la Comunità Europea. Stefania Arnesano, perde il ruolo di vicesindaco e spettacoli, e resta con Cultura, Pubblica Istruzione e Urbanistica. La new entry in Giunta, Giovanni Vadacca, già consigliere comunale, prende le deleghe all’Ambiente, all’Arredo Urbano e ai rapporti con la società partecipata “Carmiano Srl”.
Per quanto riguarda il resto della squadra, Maria Roberta Indennidate mantiene il Personale, gli Affari Generali e i rapporti con la frazione di Magliano , mentre Maria Lucia Pellegrino si occuperà di Turismo, Randagismo, Tributi e Contenzioso. Il sindaco Gianni Erroi tiene per sé Bilancio, Polizia Locale, Protezione Civile, Pari Opportunità e l'informatizzazione, oltre al coordinamento istituzionale e la rappresentanza nel Gal Terra D’Arneo. 
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Continua il botta e risposta politico a Carmiano. Nel dibattito locale entra la replica del sindaco Gianni Erroi alla formale richiesta avanzata dall'ex assessore della Giunta, Camillo Villani Miglietta, il quale ha inoltrato tramite Pec l'istanza per ottenere la copia di un documento, pare di natura politica, redatto durante l'ultima riunione di maggioranza. La risposta del primo cittadino, tuttavia, si è tradotta in un netto diniego.

A chiarire il quadro e a motivare il rifiuto è intervenuto quindi il sindaco Erroi: "Per dovere di chiarezza ho riscontrato questa richiesta di copia del verbale di maggioranza del 26 febbraio e ho in buona sostanza significato e sottolineato che in base alla legge numero 241 del 1990 sono suscettibili di accesso tutti i documenti che rivestono carattere amministrativo, detenuti da una pubblica amministrazione concernenti attività di pubblico interesse. La richiesta fatta da Villani Miglietta, come allo stesso è noto, non riguarda un atto amministrativo propriamente detto, posto che trattasi di documento afferente ad una riunione di maggioranza alla quale lo stesso ha preso parte attiva, apprendendone direttamente il contenuto pur scegliendo di non sottoscriverlo. Tale documento di cui Villani Miglietta richiede copia, peraltro non è nemmeno in possesso della pubblica amministrazione, nel caso di specie del Comune di Carmiano, e non riguarda alcun specifico procedimento amministrativo. La ragione del diniego alla copia è anche fondata sul fatto che il documento non è stato nemmeno sottoscritto dallo stesso Villani Miglietta, sicché è pacifico che non lo riguarda e non lo potrà mai riguardare".

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