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Sabato, 20 Aprile 2024
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Lavori a Palazzo dei Celestini: "Il Comune deve 548mila euro alla Vacantomar"

Lavori a Palazzo dei Celestini: "Il Comune deve 548mila euro alla Vacantomar"

Il Comune di Carmiano condannato al pagamento di 548mila euro alla società Vacantomar per i lavori eseguiti su Palazzo dei Celestini. La sentenza è stata emessa dal giudice Eleonora Guido della prima sezione civile del Tribunale di Lecce. I rappresentanti locali del Movimento 5 stelle sollevano il caso e in una nota chiedono trasparenza e chiarezza sui fatti.
 Ma andiamo per gradi. La querelle era nata quale costola di un’altra vicenda giudiziaria chiusa nel 2018, in cui l’Ente comunale si contendeva, in più fasi, con la società di cui è rappresentante legale Pierluigi Mazzotta, fratello dell’ex sindaco di Carmiano Giancarlo Mazzotta, il possesso e la proprietà dell’antica dimora realizzata sul finire del 1400 con l’avvento in paese dei padri Celestini.
 Nel dettaglio della vicenda, la Vacantomar aveva citato il Comune di Carmiano per il pagamento per circa 631mila euro, oltre interessi, a titolo di rimborso delle spese fatte per le riparazioni straordinarie sull’immobile storico di via Lecce, con riferimento al periodo in cui il bene era in possesso della stessa società, che se lo era aggiudicato nel luglio del 2005. Ammontare del pagamento richiesto a cui l’Ente si era opposto, riportando di fatto la questione nelle aule di tribunale, dove già si era affrontata la controversia sulla proprietà dell’immobile poi definitivamente affidata al Comune.
 In sostanza però, secondo il giudice chiamato a decidere sul rimborso delle spese per le riparazioni straordinarie effettuate sull’immobile, «la discussione sulla proprietà del bene tra le parti non ha spogliato del possesso la Vacantomar» che si è fatta carico delle spese delle maestranze sino alla riconsegna del bene avvenuta il 13 aprile del 2018. In conclusione il giudice verificata la prova documentale dei pagamenti effettuati dalla società (attraverso bonifici bancari ed estratti conto) che hanno dimostrato un esborso pari a 548.854,50 euro, ha disposto la condanna del Comune di Carmiano al pagamento delle spese dimostrate per i lavori eseguiti su Palazzo dei Celestini.
 Sui risvolti della sentenza si è registrata la presa di posizione dei rappresentati del locale Movimento 5 stelle. «Non c’è pace per Palazzo dei Celestini. Anni e anni di ricorsi e sentenze hanno fatto sì che il bene sia stato acquisito alla proprietà pubblica, con il riconoscimento in favore della società originariamente aggiudicataria, delle spese di miglioramento e mantenimento. Chiediamo al sindaco di far luce su questo pesante fardello che riteniamo avrà inevitabili ricadute sulle tasche della stessa comunità. In barba alla tanto decantata trasparenza – sottolineano i pentastellati – vogliamo sapere da dove saranno attinti questi denari. La comunità merita rispetto e chiarezza». Il primo cittadino Erroi ha quindi replicato chiarendo che «la sentenza è in corso di valutazione per aspetti afferenti alla somma richiesta. Fatte le dovute valutazioni tecniche, andremo in Consiglio Comunale per informare la cittadinanza. La vicenda tuttavia ci viene tramandata da lontano, ma conoscendola abbiamo accantonato per tempo le somme per adempiere al provvedimento giurisdizionale. Ciò non ci impedirà, comunque, - conclude Erroi - di garantire il normale andamento dell’amministrazione sotto il profilo finanziario. Rassicuro ancora gli amici 5 Stelle e tutta la cittadinanza che il bilancio comunale è ben saldo ed in salute, tanto da consentirci l'investimento per la realizzazione della nuova caserma dei Carabinieri per una quota parte a carico dell'Ente pari a 1.200.000 euro. Peraltro, per chi ha seguito gli ultimi consigli comunali, a qualcuno evidentemente sfuggiti, avrà saputo che la nostra amministrazione e' una tra le poche che ha predisposto il bilancio per l'esercizio finanziario in corso entro il 31.12.2023. Inoltre, siamo una tra le pochissime amministrazioni che ha evitato la costituzione del fondo di garanzia crediti commerciali, imposto dalla finanziaria 2019, che avrebbe ingessato il bilancio; questo perché garantiamo il pagamento delle fatture dei debiti commerciali ai nostri creditori entro un tempo medio ponderato di 26 giorni dalla emissione della fattura, rispetto ai 30/60 giorni fissati dalla legge. Ciò significa che paghiamo bene e presto, garantendo liquidità alle nostre imprese. Per parlare bisogna conoscere e per fare bisogna sapere. Questa si chiama responsabilità, competenza e trasparenza».

fonte Nuovo Quotidiano di Puglia

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