Parco della Musica e della Scienza: la proposta di "Visione Comune" per la riapertura serale
Videosorveglianza h24, varchi strategici e un nuovo modello di gestione per riaprire i cancelli del Parco della Musica e della Scienza anche nelle ore serali. È il pacchetto di proposte che il movimento politico "Visione Comune" ha presentato al sindaco nel corso di un incontro istituzionale dedicato al futuro dell'area. Un confronto mirato a superare lo stallo della chiusura serale, cercando un punto di caduta tra l'esigenza di garantire la sicurezza pubblica e il diritto della cittadinanza a fruire pienamente del bene. Entrando nel dettaglio delle richieste, Visione Comune ha proposto, in via sperimentale e temporanea, la riapertura del parco nei consueti orari serali mantenendo attivo il solo ingresso da via Lecce. Una soluzione pensata per ridurre il transito di veicoli all'interno del centro abitato di Magliano e consentire un monitoraggio più mirato degli accessi.
Sul fronte della sicurezza, il movimento ha suggerito la realizzazione di un varco dotato di un sistema di videosorveglianza h24 e di controllo degli accessi, sul modello dei varchi elettronici già utilizzati in altri contesti urbani, nel rispetto della normativa vigente e ad uso esclusivo degli organi competenti. A questo presidio tecnologico potrebbe affiancarsi, nelle fasce orarie di maggiore affluenza, la presenza del “Vigile Amico”, quale ulteriore supporto alle famiglie e presidio di prossimità. Infine, lo sguardo al lungo periodo: il gruppo ha proposto di pianificare una gestione stabile del Parco della Musica e della Scienza attraverso l'individuazione di un soggetto gestore in grado di valorizzare il bene pubblico e promuovere iniziative che lo rendano sempre più attrattivo. A margine dell'incontro, Visione Comune ha ringraziato il primo cittadino per l'invito al confronto, rinnovando la propria disponibilità a collaborare con spirito costruttivo nell'interesse esclusivo della comunità.
Nasce "Visione Comune": movimento politico per il futuro di Carmiano e Magliano. Presidenza a Ciurlia
Nasce Visione Comune, un nuovo movimento politico promosso da un gruppo di professionisti e imprenditori del territorio con l'obiettivo di mettere competenze, esperienze e idee al servizio della comunità. Il progetto prende forma dalla volontà di costruire, insieme ai cittadini, un percorso condiviso per il futuro di Carmiano e Magliano, fondato sull'ascolto, sulla partecipazione e su proposte concrete. La presidenza è affidata a Giacomo Ciurlia, mentre la vicepresidenza va a Grazio Landolfo. Il ruolo di segretario è ricoperto da Salvatore Mazzotta, quello di tesoriere da Francesco Mazzotta. Per Magliano, l'incarico di consigliere delegato è stato assegnato a Luca Tondi. Completano la squadra, con il ruolo di consiglieri, Daniele Casilli e Fabrizio Mazzotta.
Alla base del movimento c'è un'identità che unisce le due comunità, ma lo sguardo è rivolto al futuro, con l'ambizione di promuovere uno sviluppo sostenibile, inclusivo e capace di valorizzare le potenzialità del territorio. Il logo di Visione Comune richiama questa filosofia: uno skyline che racchiude i profili di Carmiano e Magliano, con al centro la facciata di Palazzo dei Celestini, luogo simbolo della memoria collettiva, a rappresentare l'unità della comunità e una direzione condivisa verso il domani. L'azione del movimento e le finalità statutarie si sviluppano attorno ad alcuni obiettivi prioritari. Tra le priorità del movimento figurano la valorizzazione del territorio e la rigenerazione urbana, insieme alla sostenibilità ambientale, al miglioramento della qualità della vita, alla promozione della sicurezza urbana e della legalità, alla cura del verde pubblico. Un ruolo strategico è riservato anche all'innovazione e allo sviluppo economico, attraverso il sostegno alle imprese locali, la nascita di nuove attività produttive e la creazione di opportunità per il territorio. Ampio spazio è dedicato alle politiche sociali e al welfare, con particolare attenzione ai bisogni delle famiglie, dei giovani e delle persone più fragili. Il movimento considera inoltre il patrimonio storico, culturale e identitario di Carmiano e Magliano non soltanto come un'eredità da preservare, ma anche come una leva di sviluppo, capace di generare crescita, attrattività e nuove opportunità. A guidare ogni iniziativa sarà il dialogo costante con cittadini, associazioni, realtà del territorio ed enti pubblici e privati, chiamati a contribuire con idee, proposte ed esperienze alla definizione delle priorità e dei progetti del movimento.
Il movimento sottolinea come questo rappresenti soltanto il primo passo di un progetto aperto, destinato a coinvolgere progressivamente nuove energie e competenze, con l'obiettivo di costruire una comunità più partecipata, dinamica e orientata al bene comune.
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"Questo articolo nasce dopo un confronto franco con alcuni cittadini, anche appartenenti alla categoria professionale dei farmacisti. In particolare, un operatore farmaceutico mi ha giustamente richiamato a un punto essenziale: quando un disagio viene espresso in modo scomposto o maleducato, si oltrepassa il confine del diritto e si finisce per calpestare quello altrui, peraltro pienamente riconosciuto dalla legge. È un richiamo che condivido senza riserve.
Proprio per questo sento l’esigenza di spostare il discorso fuori dalla polemica e lontano da ogni possibile strumentalizzazione, riportandolo su un piano speculativo, più filosofico e antropologico che rivendicativo.
Come semplice spunto di riflessione, mi viene in mente un passaggio di Karl Marx, che in Miseria della filosofia osserva come, a un certo punto della storia, ciò che gli uomini avevano considerato inalienabile — virtù, amore, opinione, scienza, coscienza — venga progressivamente portato al mercato per essere valutato secondo criteri di scambio. Non una bandiera ideologica, ma una chiave di lettura possibile dei processi storici.
In questa prospettiva, la farmacia non è semplicemente un’attività commerciale, né può essere ridotta a questo. È, storicamente e socialmente, un presidio di prossimità, un punto di contatto immediato tra il cittadino e la cura.
Non per colpa di qualcuno, ma per effetto del contesto attuale — sanità territoriale in affanno, servizi ridotti, popolazione anziana e fragile — questa funzione oggi pesa più di quanto le norme, da sole, riescano a descrivere.
Il dialogo e il confronto mi hanno consentito di aggiungere una lettura complementare, non alternativa, dello spaccato sociale che stiamo vivendo in materia di sanità: il progressivo indebolimento del principio di sussidiarietà. Sempre più spesso, infatti, soggetti privati e professionisti territoriali si trovano a svolgere funzioni di rilevanza pubblica senza che a questo corrisponda un adeguato sostegno strutturale da parte delle istituzioni.
Quando l’equilibrio tra iniziativa dei singoli e responsabilità pubblica si incrina, il rischio non è solo economico, ma sociale: che ciò che tiene insieme una comunità venga affidato esclusivamente alla buona volontà dei singoli operatori.
Qui non si mette in discussione alcun diritto dei farmacisti, né la legittimità delle leggi che regolano i turni. Si prende atto, piuttosto, di una tensione più profonda: legalità e giustizia sociale non coincidono sempre automaticamente, soprattutto nei momenti di transizione rapida e profonda che stiamo vivendo nella sanità.
Il punto non è stabilire chi abbia torto o ragione, ma riconoscere che una funzione sociale può eccedere la sua definizione giuridica, e che proprio per questo richiede una responsabilità condivisa, non scaricata unilateralmente.
Un discorso a parte merita la farmacia comunale, laddove presente, che rappresenta una forma esplicita di assunzione pubblica di una funzione essenziale. Ma la sua esistenza non esaurisce il problema: il tema resta l’equilibrio complessivo tra pubblico, privato e comunità.
Pertanto, tengo a precisare di non voler essere né apparire megafono del malcontento, ma provare a trasformarlo in pensiero. È l’unico modo perché una comunità discuta senza dividersi e perché i diritti restino tali senza perdere il loro senso".
Tonino Lauretti



























