#Sragionamenti: La politica locale si accende
"Cari amici,
il dibattito sulla politica locale si sta progressivamente accendendo e accompagnerà la nostra comunità fino alle amministrative del 2027. Ho letto con interesse gli interventi di questi giorni del Sindaco, degli assessori De Cruto e Indennidate, dell’ex assessore Villani Miglietta, dell’ex consigliera Paladini e del cittadino dott. Eleno Mazzotta. Alle loro riflessioni vorrei aggiungere qualche considerazione.
A Carmiano si può vincere o perdere anche per un solo voto. È una caratteristica del nostro sistema elettorale che ha spesso favorito la nascita di liste civiche capaci di unire sensibilità e appartenenze diverse attorno ad un obiettivo immediato: vincere e amministrare. Per questo, negli anni, la scelta delle persone è stata talvolta guidata più dalla capacità di aggregare consenso che dalla definizione preventiva di un progetto condiviso. Un criterio comprensibile, ma oggi forse non più sufficiente.
Credo sia utile distinguere tra amministrare e governare.
Amministrare significa soprattutto garantire il buon funzionamento dell’esistente: manutenere le strade, far funzionare gli uffici, assicurare i servizi. È una funzione essenziale, che può essere svolta con rigore anche attraverso una gestione prevalentemente tecnica.
Governare è un po’ di più.
Governare significa scegliere una direzione. Significa decidere non solo se asfaltare una strada, ma quale sviluppo urbanistico dare al paese nei prossimi trent’anni. Significa stabilire quali servizi rendano Carmiano e Magliano non solo funzionanti, ma realmente vivibili e competitivi.
Il dibattito pubblico, oggi, sembra muoversi su tre livelli:
Il CHI: il nome, il leader, che spesso emerge per riconoscibilità personale.
Il CHE COSA: la visione — che cosa vogliamo che diventi la nostra comunità.
Il COME: il metodo — la capacità di programmare, decidere e amministrare con trasparenza e responsabilità.
Se il chi può emergere con relativa facilità, il che cosa e il come rappresentano la vera sfida politica dei prossimi mesi.
Forse la domanda non è solo chi debba guidarci, ma soprattutto quale futuro vogliamo costruire insieme. Forse dovremmo cucire prima il vestito della comunità e solo dopo capire chi abbia la statura, l’esperienza e lo stile adatti per indossarlo. Evitiamo schieramenti prematuri.
Utilizziamo questo tempo per un confronto libero sui contenuti. Solo così potremo scegliere una guida capace non soltanto di amministrare bene l’esistente, ma anche di governare con coraggio il futuro".
Tonino Lauretti



























