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Martedì, 14 Aprile 2026
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Rigenerazione Carmiano, Resinato: «Servono contenuti e un’identità»

Rigenerazione Carmiano, Resinato: «Servono contenuti e un’identità»

Piazze vuote, comunità smarrita: prima dei contenitori servono contenuti.
Sono d’accordo: vedere Carmiano ripensare al proprio futuro è un segnale di vitalità che fa bene alla nostra comunità.
Ma prima di parlare di “salotti urbani”, “agorà diffuse” o progetti dal nome suggestivo, occorre affrontare una verità più semplice e più profonda: la nostra comunità ha smarrito la propria identità. E questo non è accaduto per caso, ma dopo scelte e opportunità che non hanno generato vita, partecipazione, economia né senso di appartenenza.
Assistiamo a piazze vuote, luoghi spenti, attività che chiudono, eventi non coordinati e spesso incapaci di produrre un reale indotto. Abbiamo assistito a opere costose che non hanno creato comunità, ma solo spazi difficili da vivere. Nel frattempo, i comuni vicini correvano: vedasi Campi Salentina, giusto per citarne una e non rimanere focalizzati su Leverano. Realtà che hanno saputo costruire identità, attrattività e partecipazione non con slogan, ma con programmazione e visione.
Si parla di reti di piazze, contenitori culturali, musei tematici, sportelli, giardini simbolici. È legittimo immaginare nuovi spazi. Ma prima di immaginare nuove “agorà”, dovremmo chiederci perché quelle esistenti siano state lasciate svuotare (per esempio caffè area mercatale, Centro Peppino Impastato, ecc.).
Credo che una città non si rigenera con un nome evocativo o con un progetto isolato. Si rigenera quando le piazze tornano a riempirsi spontaneamente, le attività commerciali trovano condizioni favorevoli, le imprese vengono rispettate negli impegni assunti dall’amministrazione con pagamenti puntuali, gli eventi sono coordinati e generano economia, i giovani hanno spazi veri (non solo annunciati), le periferie vengono integrate nella vita del paese, la cultura diventa un processo continuo (non un’etichetta), la partecipazione è quotidiana (non episodica)
Credo che prima dei contenitori servono contenuti. Prima dei progetti serve una comunità che si riconosce. Prima delle visioni serve credibilità amministrativa.
Credo che ogni proposta di recupero degli spazi è positiva. Ma un progetto è credibile solo se nasce da un’analisi dei bisogni reali, è sostenibile economicamente, è inserito in una strategia complessiva, non è un annuncio isolato in periodo “pre-elettorale”, definisce funzioni, gestione, costi e soprattutto ricadute.
La nostra Carmiano e Magliano, intesa come unica comunità, non ha bisogno di contenitori tematici scollegati, ma di un ecosistema urbano vivo, dove piazze, vie, attività e associazioni dialogano tra loro e corrono tutte verso un’unica direzione.
Una comunità può permettersi di ripetere gli stessi errori dopo aver visto i risultati degli ultimi 15 anni?
Immaginare il futuro è fondamentale. Ma per costruirlo servono competenza, programmazione, ascolto reale, coordinamento, visione concreta (non narrativa), una leadership che unisce (non che annuncia).
Parliamo pure di piazze, spazi e rigenerazione. Ma partiamo da ciò che davvero manca: identità, comunità, partecipazione reale, economia locale, seria programmazione culturale e turistica, cura degli spazi pubblici, decoro urbano, coerenza amministrativa. E soprattutto un metodo: analisi dei bisogni, ascolto strutturato, progettazione condivisa, obiettivi misurabili, responsabilità chiare, tempi certi e valutazione dei risultati.
Solo così possiamo tornare a essere un paese vivo, non un catalogo di progetti sulla carta.
 
Simone Resinato
 
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