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Venerdì, 11 Settembre 2026
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"Un incontro utile, ma tardivo: riflessioni sul nuovo tavolo tecnico per la programmazione estiva.
Venuto a conoscenza dell’invito inoltrato dall’Amministrazione Comunale alle varie realtà produttive e associative del territorio, mi permetto di porre alcune riflessioni.
L’invito dell’Amministrazione Comunale di Carmiano a un tavolo tecnico partecipativo con attività produttive, associazioni e operatori turistici rappresenta, senza dubbio, un passo nella direzione giusta. Un confronto strutturato tra istituzioni e realtà locali è infatti la base per costruire un’offerta turistica coerente, competitiva e capace di generare ricadute economiche reali sul territorio.
Un coordinamento unico, come quello proposto, può portare benefici concreti:
- Maggiore sinergia tra operatori economici, associazioni e amministrazione;
- Programmazione integrata degli eventi, evitando sovrapposizioni e dispersioni;
- Promozione più efficace, con un’immagine coordinata del territorio;
- Valorizzazione delle eccellenze locali, soprattutto nel settore Food & Beverage;
- Maggiore attrattività turistica grazie a un calendario chiaro, riconoscibile e ben comunicato.
Tutto questo è positivo e necessario. Ma non possiamo ignorare un dato evidente: questo incontro arriva tardi. Difatti, il coinvolgimento delle realtà locali avrebbe dovuto rappresentare la normalità, non un’iniziativa dell’ultimo minuto, a ridosso della scadenza del mandato elettorale.
Negli ultimi anni, infatti, la comunità ha assistito a eventi scollegati tra loro e privi di una visione comune; iniziative non promosse adeguatamente, spesso comunicate all’ultimo momento o solo a cerchie ristrette; cittadini di Carmiano e Magliano che non erano nemmeno a conoscenza degli eventi organizzati sul proprio territorio; assenza di una strategia turistica, con attività sporadiche e senza continuità; eventi analoghi svolti in luoghi diversi, ma nello stesso giorno e alla stessa ora.
Il risultato è stato un calendario frammentato, incapace di generare un reale ritorno economico, culturale o promozionale per la comunità. Questo esito è sotto gli occhi di tutti.
Un altro punto critico, a mio avviso, riguarda la gestione dei contributi comunali concessi alle associazioni per la realizzazione di eventi. Bisogna riconoscere che la maggior parte degli eventi realizzati negli ultimi anni è stata finanziata con fondi pubblici, ma pare che gli stessi contributi siano stati concessi “a sentimento”, senza criteri chiari, senza una griglia di valutazione uguale per tutti e senza misurare l’impatto economico, sociale o promozionale delle iniziative. Credo che un territorio che voglia crescere debba invece adottare metodi trasparenti e oggettivi, basati su parametri come la tipologia dell’evento, la complessità organizzativa, la capacità di attrarre pubblico, le ricadute economiche per le attività locali e il valore culturale e sociale per la comunità. Solo così si può garantire equità, qualità e una vera strategia di sviluppo.
Detto ciò, il tavolo tecnico del 14 aprile può essere un punto di svolta. Può diventare l’inizio di un percorso nuovo, basato su ascolto reale, programmazione condivisa, trasparenza e visione di lungo periodo. Ma perché questo accada, è necessario riconoscere che la partecipazione non può essere improvvisata né convocata solo a fine mandato. La crescita di un territorio richiede continuità, metodo e responsabilità.
È un’iniziativa che, sulla carta, potrebbe finalmente portare ordine, metodo e visione in un settore che negli ultimi anni è stato gestito in modo frammentato e improvvisato. Il problema è che questo tavolo arriva dopo quattro anni di silenzio, chiusura e totale assenza di ascolto. Arriva quando il mandato è ormai agli sgoccioli. Arriva quando si tenta di rimediare in extremis a una gestione che ha lasciato sul territorio più confusione che sviluppo.
La comunità di Carmiano e Magliano merita molto di più: merita una programmazione seria, stabile e condivisa, capace di valorizzare davvero il potenziale del territorio. La mancanza di una programmazione seria, infatti, negli ultimi anni ha prodotto un calendario povero e disordinato, eventi incapaci di generare ritorni economici, un’immagine del territorio debole e poco attrattiva, operatori economici lasciati soli, associazioni costrette a muoversi alla cieca e usate come palcoscenico dagli amministratori locali.
E ora, a quasi fine mandato, si tenta di costruire un “coordinamento unico”. Un coordinamento che sarebbe stato prezioso nel 2021, nel 2022, nel 2023. Non nel 2026, quando il tempo per dimostrare una visione amministrativa è ormai scaduto".
Simone Resinato
Published in Politica

Prosegue il dibattito politico dopo le ultime riflessioni sul territorio

Ringrazio quanti hanno prestato attenzione alle mie riflessioni. Credo fortemente che il confronto pubblico, quando nasce dal rispetto e guarda al bene comune, è ció che tiene viva una comunità. È da lì che si misura la maturità politica di un territorio.
Ed è proprio per questo che sento il dovere di ribadire un punto essenziale: oggi non è il tempo degli slogan, dei plastici o delle nuove “agorà” annunciate. Oggi è il tempo della verità. Prima degli spazi, Carmiano e Magliano devono ricostruire un metodo, una credibilità amministrativa, una visione che non sia di qualcuno, ma di tutti.
Negli ultimi anni, pur avendo avuto tempo, risorse e occasioni, qualcosa si è inceppato. Non possiamo raccontarci che la colpa sia dei tempi che cambiano o delle nuove generazioni. I paesi attorno a noi dimostrano che, quando c’è programmazione, continuità e capacità di leggere il futuro, le comunità crescono, si rigenerano, ritrovano identità. Da noi, invece, questo percorso si è interrotto. E ignorarlo sarebbe un errore politico prima ancora che amministrativo.
Per questo credo che oggi non serva aggiungere altre domande, ma iniziare finalmente a dare risposte. Il futuro della nostra comunità va riscritto. E va riscritto con menti nuove, libere, lungimiranti, capaci di pensare e non solo di gestire l’esistente. Servono persone che sappiano costruire un metodo serio, funzionante, trasparente. Senza questo, ogni progetto resterà un titolo, ogni idea un annuncio, ogni promessa un esercizio retorico.
Solo così potremo immaginare progetti credibili, sostenibili, utili davvero al benessere della nostra gente. Solo così potremo passare dai contenitori ai contenuti, dalle idee alla realtà, dalle parole ai risultati. Perché una comunità non si guida con i rendering, ma con la responsabilità.
Ringrazio la redazione di ViviCittà per lo spazio e mi auguro che questo dibattito si allarghi, si arricchisca, coinvolga sempre più concittadini. Carmiano e Magliano hanno bisogno di una comunità che partecipa, che propone, che si riconosce. È da qui che dovremmo ripartire. Ripartire da una cittadinanza che torna protagonista del proprio destino.
 
Simone Resinato
Published in Politica
Piazze vuote, comunità smarrita: prima dei contenitori servono contenuti.
Sono d’accordo: vedere Carmiano ripensare al proprio futuro è un segnale di vitalità che fa bene alla nostra comunità.
Ma prima di parlare di “salotti urbani”, “agorà diffuse” o progetti dal nome suggestivo, occorre affrontare una verità più semplice e più profonda: la nostra comunità ha smarrito la propria identità. E questo non è accaduto per caso, ma dopo scelte e opportunità che non hanno generato vita, partecipazione, economia né senso di appartenenza.
Assistiamo a piazze vuote, luoghi spenti, attività che chiudono, eventi non coordinati e spesso incapaci di produrre un reale indotto. Abbiamo assistito a opere costose che non hanno creato comunità, ma solo spazi difficili da vivere. Nel frattempo, i comuni vicini correvano: vedasi Campi Salentina, giusto per citarne una e non rimanere focalizzati su Leverano. Realtà che hanno saputo costruire identità, attrattività e partecipazione non con slogan, ma con programmazione e visione.
Si parla di reti di piazze, contenitori culturali, musei tematici, sportelli, giardini simbolici. È legittimo immaginare nuovi spazi. Ma prima di immaginare nuove “agorà”, dovremmo chiederci perché quelle esistenti siano state lasciate svuotare (per esempio caffè area mercatale, Centro Peppino Impastato, ecc.).
Credo che una città non si rigenera con un nome evocativo o con un progetto isolato. Si rigenera quando le piazze tornano a riempirsi spontaneamente, le attività commerciali trovano condizioni favorevoli, le imprese vengono rispettate negli impegni assunti dall’amministrazione con pagamenti puntuali, gli eventi sono coordinati e generano economia, i giovani hanno spazi veri (non solo annunciati), le periferie vengono integrate nella vita del paese, la cultura diventa un processo continuo (non un’etichetta), la partecipazione è quotidiana (non episodica)
Credo che prima dei contenitori servono contenuti. Prima dei progetti serve una comunità che si riconosce. Prima delle visioni serve credibilità amministrativa.
Credo che ogni proposta di recupero degli spazi è positiva. Ma un progetto è credibile solo se nasce da un’analisi dei bisogni reali, è sostenibile economicamente, è inserito in una strategia complessiva, non è un annuncio isolato in periodo “pre-elettorale”, definisce funzioni, gestione, costi e soprattutto ricadute.
La nostra Carmiano e Magliano, intesa come unica comunità, non ha bisogno di contenitori tematici scollegati, ma di un ecosistema urbano vivo, dove piazze, vie, attività e associazioni dialogano tra loro e corrono tutte verso un’unica direzione.
Una comunità può permettersi di ripetere gli stessi errori dopo aver visto i risultati degli ultimi 15 anni?
Immaginare il futuro è fondamentale. Ma per costruirlo servono competenza, programmazione, ascolto reale, coordinamento, visione concreta (non narrativa), una leadership che unisce (non che annuncia).
Parliamo pure di piazze, spazi e rigenerazione. Ma partiamo da ciò che davvero manca: identità, comunità, partecipazione reale, economia locale, seria programmazione culturale e turistica, cura degli spazi pubblici, decoro urbano, coerenza amministrativa. E soprattutto un metodo: analisi dei bisogni, ascolto strutturato, progettazione condivisa, obiettivi misurabili, responsabilità chiare, tempi certi e valutazione dei risultati.
Solo così possiamo tornare a essere un paese vivo, non un catalogo di progetti sulla carta.
 
Simone Resinato
 
Published in Politica
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