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Venerdì, 11 Settembre 2026
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#Sragionamenti

"Questo articolo nasce dopo un confronto franco con alcuni cittadini, anche appartenenti alla categoria professionale dei farmacisti. In particolare, un operatore farmaceutico mi ha giustamente richiamato a un punto essenziale: quando un disagio viene espresso in modo scomposto o maleducato, si oltrepassa il confine del diritto e si finisce per calpestare quello altrui, peraltro pienamente riconosciuto dalla legge. È un richiamo che condivido senza riserve.

Proprio per questo sento l’esigenza di spostare il discorso fuori dalla polemica e lontano da ogni possibile strumentalizzazione, riportandolo su un piano speculativo, più filosofico e antropologico che rivendicativo.

Come semplice spunto di riflessione, mi viene in mente un passaggio di Karl Marx, che in Miseria della filosofia osserva come, a un certo punto della storia, ciò che gli uomini avevano considerato inalienabile — virtù, amore, opinione, scienza, coscienza — venga progressivamente portato al mercato per essere valutato secondo criteri di scambio. Non una bandiera ideologica, ma una chiave di lettura possibile dei processi storici.

In questa prospettiva, la farmacia non è semplicemente un’attività commerciale, né può essere ridotta a questo. È, storicamente e socialmente, un presidio di prossimità, un punto di contatto immediato tra il cittadino e la cura.

Non per colpa di qualcuno, ma per effetto del contesto attuale — sanità territoriale in affanno, servizi ridotti, popolazione anziana e fragile — questa funzione oggi pesa più di quanto le norme, da sole, riescano a descrivere.

Il dialogo e il confronto mi hanno consentito di aggiungere una lettura complementare, non alternativa, dello spaccato sociale che stiamo vivendo in materia di sanità: il progressivo indebolimento del principio di sussidiarietà. Sempre più spesso, infatti, soggetti privati e professionisti territoriali si trovano a svolgere funzioni di rilevanza pubblica senza che a questo corrisponda un adeguato sostegno strutturale da parte delle istituzioni.

Quando l’equilibrio tra iniziativa dei singoli e responsabilità pubblica si incrina, il rischio non è solo economico, ma sociale: che ciò che tiene insieme una comunità venga affidato esclusivamente alla buona volontà dei singoli operatori.

Qui non si mette in discussione alcun diritto dei farmacisti, né la legittimità delle leggi che regolano i turni. Si prende atto, piuttosto, di una tensione più profonda: legalità e giustizia sociale non coincidono sempre automaticamente, soprattutto nei momenti di transizione rapida e profonda che stiamo vivendo nella sanità.

Il punto non è stabilire chi abbia torto o ragione, ma riconoscere che una funzione sociale può eccedere la sua definizione giuridica, e che proprio per questo richiede una responsabilità condivisa, non scaricata unilateralmente.

Un discorso a parte merita la farmacia comunale, laddove presente, che rappresenta una forma esplicita di assunzione pubblica di una funzione essenziale. Ma la sua esistenza non esaurisce il problema: il tema resta l’equilibrio complessivo tra pubblico, privato e comunità.

Pertanto, tengo a precisare di non voler essere né apparire megafono del malcontento, ma provare a trasformarlo in pensiero. È l’unico modo perché una comunità discuta senza dividersi e perché i diritti restino tali senza perdere il loro senso".

Tonino Lauretti

Published in Politica
#Sragionamenti. LE FARMACIE - "Innanzitutto, Buon Natale a tutti voi. Purtroppo sarò prolisso ancora una volta, ma l'argomento è delicato. Oggi, durante la messa di Natale, il parroco della Chiesa Madre di Carmiano ha dato voce, con sapienza e sottile ironia, a un disagio concreto vissuto dai cittadini, soprattutto anziani e persone che vivono sole. Non si è trattato di una protesta né di una denuncia, ma di un richiamo pacato e coraggioso a una difficoltà reale: l’eventualità, in alcune notti o giorni festivi, di doversi recare in un paese vicino per trovare una farmacia aperta.
Va riconosciuto a don Mario il merito di essere andato, con intelligenza pastorale, oltre la sola tutela morale e spirituale, facendosi interprete di un bisogno civile. Quando una comunità avverte una difficoltà, il primo gesto di cura è renderla visibile ai cittadini e, soprattutto, a chi ha la facoltà di intervenire per rimuovere gli ostacoli alla sua soluzione.
È giusto precisare che, con la nuova turnazione, Carmiano e Magliano non resteranno privi di farmacia in tutti i giorni festivi. Le farmacie di tre paesi limitrofi si sono consorziate secondo quanto consentito dalla normativa regionale, informando delle turnazioni stabilite. Tuttavia, questo assetto comporta che i cittadini di Carmiano e Magliano, in circa cinque festivi su nove — dunque a festività alterne — debbano comunque recarsi in una farmacia limitrofa.
Alla celebrazione era presente anche il sindaco, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, il quale ha precisato che la disciplina dei turni è regolata dalla normativa regionale e non rientra nelle competenze dirette del Comune. Quest'ultimo si limita a una presa d’atto del quadro normativo, pur avendo manifestato l’intenzione di incontrare il presidente dell’Ordine dei Farmacisti per valutare possibili margini di intervento.
La turnazione, così come configurata, potrebbe apparire sostenibile in un sistema sanitario ben funzionante, ma assume tutt’altro significato nel contesto attuale. Oggi i pronto soccorso sono difficilmente accessibili, la guardia medica è sempre più rarefatta e i medici di base, ridotti di numero, faticano a garantire un contatto tempestivo. In questo scenario, la farmacia non è più soltanto un luogo di dispensazione del farmaco, ma un vero presidio sanitario di prossimità; spesso il primo e, talvolta, l’unico punto di riferimento disponibile. Quando anche questo presidio viene meno a festività alterne, il disagio per anziani e malati cronici diventa concreto.
Qui si apre una riflessione che va oltre le competenze formali. Le leggi, nel tutelare legittimamente i diritti delle categorie lavorative, talvolta non riescono a intercettare pienamente gli effetti prodotti sugli utenti finali. È questo il compito più alto della politica: non limitarsi a prendere atto dei vincoli normativi, ma provare a comporre interessi diversi, mediando tra le esigenze di chi lavora e i bisogni di chi usufruisce dei servizi.
Il parroco ha acceso una luce su un problema reale. Ora spetta alle istituzioni raccoglierla, trasformando una lamentela diffusa in un’occasione di confronto e responsabilità condivisa. Perché una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura dei cittadini più fragili, soprattutto quando è festa, quando è Natale.
Auguri a tutti voi".
 
Tonino Lauretti
Published in Attualità

Le farmacie si consorziano e restano chiuse per più weekend di riposo: i cittadini protestano e lamentano il rischio di rimanere senza medicinali. Il caso, sollevato anche sui social, nasce dalla "triangolazione" tra i Comuni di Carmiano, Campi Salentina e Novoli. Nei tre centri, l’accordo tra i titolari delle nove farmacie totali — basato su una legge regionale — ha portato alla riorganizzazione del lavoro e dei riposi del sabato, della domenica e della reperibilità notturna. Le attività, dunque, turnano ora su base comprensoriale e non più per singolo paese. Se da un lato le farmacie ottengono un risparmio economico, dall'altro la polemica sul territorio è crescente.

I primi ad attivare il consorzio sono stati i comuni di Campi Salentina (tre farmacie) e Novoli (due), tutte realtà private. Il caso è diventato più complesso con l’ingresso di Carmiano che, con la frazione di Magliano, conta quattro farmacie, di cui una comunale. L’estensione del consorzio si è rivelata problematica a inizio dicembre, in concomitanza con le prime influenze stagionali. Domenica 7 e lunedì 8 dicembre (festività dell’Immacolata), i cittadini — soprattutto i più anziani — hanno trovato sulle vetrine delle quattro sedi di Carmiano l'avviso di chiusura: per i medicinali era necessario rivolgersi un giorno a Campi Salentina, distante oltre 8 chilometri, e il successivo a Novoli. Inoltre, pare che in alcune fasce orarie degli stessi giorni anche la guardia medica fosse chiusa per carenza di personale, con l’avviso di rivolgersi sempre a Novoli, lasciando di fatto i cittadini senza un riferimento sanitario in paese, eccezion fatta per il 118.

La polemica è approdata sui social, dove la protesta è stata ripresa dall’ex sindaco ed esponente di Forza Italia, Giancarlo Mazzotta, critico in particolare sulla chiusura della farmacia comunale gestita dalla "Carmiano" (società patrimoniale dell’Ente). «Non ci sono scuse, il sindaco Erroi lo sa bene, visto che la legge regionale del 2014 stabilisce espressamente che i Comuni debbano essere informati», dichiara Mazzotta. «È bene ricordare che il TUEL attribuisce ai sindaci il ruolo di massima autorità sanitaria locale; perciò, avrebbe potuto esperire ogni strada utile a scongiurare l’ennesimo danno alla comunità. La legge regionale prevede che i turni notturni siano stabiliti dall’Ordine provinciale dei farmacisti e comunicati alla ASL e ai Comuni. Anche Carmiano sarà stato regolarmente informato, senza contare che abbiamo una farmacia comunale anch'essa sottoposta ai turni, il che dimostra che l’amministrazione non solo fosse a conoscenza della situazione, ma ne fosse partecipe. Parliamo di un disagio rilevante — conclude Mazzotta — che si aggiunge alla penuria di servizi sanitari e alla grave carenza di medici e infermieri. Costringere i cittadini a recarsi in altri paesi in piena notte è inaccettabile».

Sul caso è seguito il chiarimento del sindaco di Carmiano, Gianni Erroi: “Riscontro le segnalazioni pervenute in merito all’ampliamento del bacino di utenza relativo ai turni di apertura delle farmacie, per precisare alcune inesattezze che sono state poste sul tavolo della discussione. Mi corre l’obbligo di chiarire, innanzitutto, che il ruolo di «Autorità Sanitaria Locale» che il TUEL 267/2000 riconosce in capo al Sindaco comporta che egli sia il responsabile diretto della tutela della Salute Pubblica nel territorio di competenza, con potere di emanare ordinanze urgenti in caso di emergenza sanitaria (epidemie, contaminazioni e similari). Non compete al Sindaco ingerirsi nelle competenze organizzative ed amministrative della Autorità Sanitarie locali e superiori. L’art. 6 della Legge Reg. Puglia n. 5 del 18/02/2014, disciplinante il Servizio Pubblico Farmaceutico Territoriale, prevede espressamente che i turni vengano stabiliti, nell’ambito dei singoli comuni e dei quartieri o dei bacini di utenza «…dall'Ordine provinciale dei farmacisti, sentite le rappresentanze sindacali provinciali delle farmacie pubbliche e private e trasmesse alle ASL per gli adempimenti di competenza e, per conoscenza, ai comuni interessati”. Appare evidente che alcuna ingerenza è ammessa da parte del Sindaco in queste decisioni come Autorità Sanitaria Locale, perché manca il requisito della contingibilità ed urgenza. Peraltro, l’articolo sopracitato prevede solo un dovere di mera informazione in capo al Sindaco. Tuttavia comprendo bene il disagio dei cittadini, alle cui esigenze sono sempre attento e per questo ho provveduto a prendere contatti con il Presidente dell’Ordine dei farmacisti della Provincia di Lecce con il quale, a breve, avrò un confronto sul punto. Mi preme precisare che a Carmiano-Magliano, quattro volte su nove fine settimana è garantita una farmacia di turno, due volte a Novoli e tre a Campi Salentina”.

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Martedì, 10 Gennaio 2023 17:16

Allarme dei farmacisti: "Mancano i medicinali"

Farmaci da banco per patologie croniche, cortisone, antinfluenzali, antinfiammatori e anche sciroppo per la tosse sempre più introvabili nelle farmacie pugliesi. Non è ancora un’emergenza, ma prima che lo diventi visti i segnali di insofferenza registrati tra i pugliesi, sono i farmacisti stessi ad evidenziare le carenze nei depositi, in virtù anche delle scarse forniture in atto rispetto alle richieste dell’utenza e della ridotta produzione da parte delle case farmaceutiche. Quest’ultime frenate sul piano produttivo dai risvolti geopolitici internazionali che hanno fatto impennare i costi energetici e reso irreperibili i principi attivi e alcuni materiali necessari per il confezionamento dei farmaci stessi. A mancare infatti sono i farmaci di uso comune come Brufen e Nurofen, soprattutto nella formulazione per bambini.

Al netto della difficoltà che continuano a registrarsi e della corsa all’acquisto da parte delle famiglie per accaparrarsi mucolitici, antifebbrili e antinfiammatori per aerosol, per combattere influenza e virus respiratori in costante diffusione in questo particolare periodo dell’anno, le alternative per la cura non mancano con i medicinali generici (quindi non brandizzati) e i farmaci galenici. Scenario su cui il presidente dell’ordine dei farmacisti di Brindisi, Antonio Di Noi, interviene per fare chiarezza. “La situazione è complessa e la grave carenza di farmaci in Italia è frutto purtroppo di più fattori concomitanti. Il picco dell’influenza e la recrudescenza del covid – spiega Di Noi - sommate alle difficoltà strutturali, economiche e di approvvigionamento a livello internazionale, stanno originando ripercussioni sull’intera filiera del farmaco. D’altro canto – prosegue il farmacista – per molti medicinali dipendiamo dalle forniture estere e quindi siamo costretti a subire le scelte commerciali e produttive compiute dalle aziende farmaceutiche di altri Stati”. Insufficienza di medicinali che rischia però di perdurare nel tempo. “Tanti farmaci per automedicazione o per terapie croniche, quindi non soltanto quelli per curare influenza e covid, risultano insufficienti alle richieste che registriamo e prima che le difficoltà diventino emergenza è necessario intervenire, guidando anche verso scelte consapevi i pazienti che si recano in farmacia. Anche perché – aggiunge Di Noi – queste carenze andranno avanti ancora per diversi mesi”. Le alternative sono dunque riscontrabili nei medicinali generici o fatti in “casa” dal farmacista. “L’obiettivo dev’essere garantire alle persone le terapie in corso. Inutile quindi l’approvvigionamento selvaggio, piuttosto è utile fidarsi dei consigli del farmacista, e se possibile, in assenza del farmaco brandizzato, ricorrere a medicinali equivalenti, con lo stesso principio attivo o che hanno uguale funzione terapeutica”.

Persistente carenza di farmaci legata alla crisi energetica internazionale, alla tendenziale indisponibilità di principi attivi e al materiale per il confezionamento, confermata anche dall’analisi del presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari e Bat, Luigi D’Ambrosio Lettieri. “Affrontiamo una criticità nazionale che come tale interessa anche la nostra regione. Ci sono difficoltà di approvvigionamento nei farmaci – precisa - ma questo non deve allarmare e distogliere dalle alternative che medici di famiglia e farmacisti possono consigliare per le cure attraverso l’utilizzo di medicinali galenici o generici”. 

Published in Attualità
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